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    14/07/2024

Cure essenziali, le pagelle del ministero della Salute: nel 2021 promosse 14 Regioni

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Nino CartabellottaBOLOGNA – Secondo il Ddl Calderoli sull’autonomia differenziata le materie per le quali sono necessari livelli essenziali di prestazioni (Lep) non possono essere trasferite dallo Stato alle Regioni prima della definizione stessa dei Lep, al fine di garantire in tutto il territorio nazionale un livello di prestazioni minime, evitando che il trasferimento di competenze alle più ricche Regioni del Nord determini un peggioramento dei servizi per i cittadini del Sud. Tuttavia, qualche giorno fa il Comitato per l’individuazione dei Lep – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – «ha suggerito una pericolosa scorciatoia per la sanità, per la quale non sarebbe necessario definire i Lep in quanto già esistono i livelli essenziali di assistenza (Lea). Lea che, nonostante la loro definizione nel 2001, il loro monitoraggio annuale e l’applicazione di piani di rientro e commissariamenti, di fatto non sono esigibili in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, con grandi diseguaglianze tra Nord e il Sud». Un gap che sarà inevitabilmente destinato ad aumentare se verranno assegnate maggiori autonomie alle più ricche Regioni del Nord, ragion per cui in Commissione Affari Costituzionali del Senato la Fondazione Gimbe ha richiesto di espungere la sanità dalle materie su cui le Regioni possono richiedere maggiori autonomie.

Comunicato stampa

 

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