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    23/07/2024

Acqua pubblica, lettera ai sindaci irpini

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita12_acquedotto.jpgAVELLINO – Sindaci d’Irpinia, i cittadini, gli stessi che hanno votato nel 2011 a favore della gestione pubblica dell’acqua, vi hanno votato perché si fidano di voi, pensano che porterete avanti le loro istanze. In questi ultimi vent’anni i poteri forti hanno fatto in modo che i politici si adoperassero per la privatizzazione dell’acqua, talvolta addirittura facendo finta di lavorare in funzione della ripubblicizzazione. Addirittura un politico di Benevento, una volta voleva farmi credere che Gesesa fosse pubblica. Mistificano la realtà perché capiscono che stanno andando contro la volontà popolare e la democrazia e sanno che questo non si dovrebbe fare e un po' se ne vergognano. Capisco che qualcuno di voi sia favorevole alla privatizzazione e in democrazia ognuno ha il diritto di avere le sue idee. Ma un politico onesto dovrebbe avere chiaro che la sua opinione di fronte a quella di 26 milioni di cittadini, non può e non deve essere messa in pratica, perché questo modo di agire cancella la democrazia. Mi chiedo: ma alcuni pensano di poter considerare i cittadini come poveri stupidi da correggere?

I Comuni sono l’avamposto delle istituzioni sul territorio. Sono gli enti locali a cui i cittadini si rivolgono in prima istanza per chiedere l’erogazione dei servizi essenziali e il soddisfacimento dei bisogni primari. La capacità dei sindaci e dei consigli comunali di rispondere alle richieste della popolazione è dunque decisiva affinché i cittadini abbiano fiducia nelle istituzioni. Non deludete i vostri cittadini.

Il sindaco Manfredi di Napoli ha accolto le istanze dei cittadini e dei comitati e movimenti e il 7 settembre il Consiglio comunale di Napoli ha deliberato per una gestione totalmente pubblica della Grande adduzione regionale. Oltre Napoli diversi consiglieri di altri Comuni della Campania hanno raccolto l’appello presentando una mozione e chiedendo di esprimersi contro la privatizzazione che sottrarrebbe ulteriormente la disponibilità della risorsa agli enti locali, aprendo al mercato la vendita all’ingrosso dell’acqua, anche se il referendum dice che non si deve trarre profitto dall’acqua.

La regione Campania ed il presidente De Luca con la delibera n. 312 del 31 maggio 2023 hanno avviato il processo di privatizzazione della Grande adduzione dell'acqua del Garigliano, del Biferno, di Cassano Irpino e di Campolattaro spalancando le porte alla gestione delle multinazionali che ci faranno pagare il bene comune più prezioso a peso d’oro. Con giustificazioni poco credibili.

Contro questa scelta i comitati per l’acqua pubblica della Campania in più occasioni hanno portato la protesta sotto il palazzo Santa Lucia sede della Regione Campania, con l’adesione di numerosi cittadini, associazioni, sindacati e partiti politici.

Chiediamo ai Consigli comunali della Campania di pronunciarsi affinché si ampli sul territorio il confronto su un tema di così vitale portata.

*Referente provinciale del Coordinamento campano per l’Acqua pubblica

 

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