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    14/07/2024

Su diritti delle donne e sistema carcerario il convegno-dibattito della Cgil

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita13_donne_carceri_cgil.jpgAVELLINO – Domani, mercoledì 15 novembre, ad Avellino doppio appuntamento della Cgil presso la sala blu del complesso monumentale ex carcere borbonico, entrata Piazza De Marsico, con il patrocinio morale della Provincia di Avellino:

dalle ore 11:00 “I diritti delle donne all’epoca dei conflitti…verso il 25 novembre”;

dalle ore 17:30 “Carceri una pena. La situazione del sistema carcerario rispetta la Costituzione?”.

II segretario generale Cgil Avellino FrancoFiordellisi: “Le due iniziative che faremo domani ad Avellino, le loro diversità sono legate dal filo rosso del valore assoluto del rispetto per la vita umana. Il rispetto e i diritti che accompagnano gli esseri umani, gli individui, così come dovrebbe essere in una società evoluta non sono certi e scontati, lo constatiamo ogni giorno. Il sindacato, la Cgil, è consapevole che i diritti sanciti nella costituzione e nelle norme internazionali spesso non sono applicati e, anzi, se non coltivati, accuditi e affermati tutti i giorni vengono ridotti e disattesi. Per questo i due appuntamenti sono collegati”.

La Slc Cgil di Avellino e Campania, dalle ore 11:00 con il confronto su “I diritti delle donne all’epoca dei conflitti…verso il 25 novembre” affronta i temi delle pari opportunità e politiche di genere in un confronto tra le compagne della Cgil, che ricoprono vari ruoli e delle rappresentanti istituzionali con le conclusioni di Lara Ghiglione, segretaria nazionale Cgil: “Lo vediamo nel nostro Paese apparentemente tranquillo dove senza sosta si registrano molestie sui luoghi di lavoro, violenze fisiche e psichiche nelle case, stupri, femminicidi quasi quotidianamente. Ed è per questo che ogni giorno, dentro e fuori dal sindacato, in rete con le altre organizzazioni e associazioni, siamo impegnate a promuovere con parole e fatti concreti, una cultura alternativa a quella violenta del patriarcato. Una cultura della solidarietà, del rispetto delle vite e delle differenze, una nuova cultura della cura: cura del mondo, dell’ambiente, delle persone e dei loro diritti. Cura dell’oggi e del domani. Una cultura alternativa a quella violenta e patriarcale che non nega il conflitto ma lo affronta e gestisce senza la sopraffazione, come spiegano bene le parole di Lidia Menapace che condividiamo e nelle quali ci riconosciamo: “Nella storia dei movimenti di lotta vi sono altre forme: il movimento sindacale e operaio elaborò e usò nella sua lunga vicenda tutte le forme dell’azione nonviolenta con assemblee, petizioni, scioperi manifestazioni pacifiche, picchetti e infine sabotaggi. Il movimento femminista fin dai tempi delle suffragiste ha trovato altri strumenti ancora per mostrare dissenso e contrasto e agire il conflitto: manifestazioni, grafica, sit-in, musica, resistenza passiva, training autogeno, danza, sarcasmo, canti, visibilità dei corpi nella loro varietà inerme, tutto il molteplice possibile, niente di uniforme o in uniforme”.

Dalle ore 17:30 la Cgil Avellino e le associazioni aderenti a “La via maestra insieme per la Costituzione” si confrontano in un dibattito pubblico su “Carceri una pena. La situazione del sistema carcerario rispetta la Costituzione?”. Sempre il segretario Franco Fiordellisi presenta l’iniziativa come: “Un primo appuntamento per discutere del sistema carcerario in Italia e in Irpinia è importante per la presenza di 4 istituti di pena ad Avellino (Bellizzi), Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi e Lauro e dal 2014 una Rems, residenza per la esecuzione delle misure di sicurezza per pazienti psichiatrici autori di reato. Quindi sul nostro territorio c’è un sistema complesso che crea economia di scala e in cui la condizione dei detenuti e degli operatori (sanitari, ammnistrativi, civili e militari) è molto complessa così come nell’intero sistema carcerario italiano. Vogliamo discutere di cosa è la funzione detentiva nella Costituzione Italiana e cosa è diventata in questi anni di strappi ai valori base della Costituzione.

Le condizioni di sovraffollamento legate alla mancanza di personale sia di polizia che civile determina situazioni non degna di un apese civile. La Costituzione indica il senso e la missione degli istituti penitenziari e dello scontare la pena, ma da anni anche in questo campo di “welafre” è disattesa. Le criticità sono sistemiche sia per chi lavora che per chi sconta la pena, le difficoltà e le prospettive di un progetto, nel solco della Costituzione, chiaro verso cui agire, pur nelle differenze all’interno del sistema, cercare ed avere obiettivi condivisi, e non un perenne conflitto tra le soggettività presenti nel sistema carcerario”.

 

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