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    15/07/2024

Progetto Jump, il comunicato di Avionica

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita13_avioni_ca.jpgAVELLINO – Era il 24 ottobre del 2021 quando – si legge in un comunicato-stampa di Avionica – si svolgeva il confronto tra Avionica, il sindaco Gianluca Festa e l’assessore Stefano Luongo a Casino del Principe. Non solo si discuteva del futuro del Casino, ma anche delle politiche giovanili.

Ci avvicinavamo alla conclusione del Progetto Jump e quindi alla fine del centro polifunzionale che era diventato una risorsa pubblica dopo essere rimasto chiuso alla città per decenni.

Venivamo cacciati da Casino del Principe con la promessa che sarebbero stati organizzati gli Stati Generali delle Politiche Giovanili e La Cittadella dei Giovani presso il Samantha della Porta.

Alle domande che ponevamo: “Che tempi ci sono per il Samantha Della Porta? Che cosa si farà invece nel Casino del Principe?”, ci veniva risposto “Siete patetici quando fate così.” È di ieri la notizia che parte del Samantha della Porta, che sarebbe dovuto diventare la Cittadella dei Giovani, è stata affidata alla Fondazione Its Ermete, il cui presidente - sorpresa - è un noto imprenditore locale con forti legami con l’amministrazione locale e in particolar modo con l’assessore alle politiche giovanili Stefano Luongo, vero artefice del nostro sfratto dal Casino del Principe. Nulla contro l’ente in sé che si occupa di efficienza energetica, ma è evidente che si allontana dalle promesse fatte dall’amministrazione verso i giovani della città.

È deplorevole vedere come la cosa pubblica si trasformi ancora una volta in un meccanismo per interessi privati, e come i giovani vengano ancora una volta traditi. Siamo stati traditi e non come associazione. Sono state tradite tutte quelle persone che si sono messe in gioco per costruire qualcosa per la città, per chi cerca un luogo in cui esprimersi, per chi vuole dare un contributo e viene messe alla porta. Avevamo ragione: è evidente che la partecipazione non rientra nel lessico dell’amministrazione che sta per terminare. Il modello proposto è sempre quello dell’accentramento, della gestione verticistica, dei grandi investimenti per i grandi eventi senza ricadute sulla quotidianità e sulla vita di tante e tanti che a fatica provano a restare. Noi abbiamo provato a costruire e raccontare un modello diverso, proponendo patti di collaborazione, un regolamento dei beni comuni, spazi e luoghi in cui la gente possa partecipare e costruire una città per tutte e tutti.

Questo non valeva solo per il Casino del Principe, ma per il Samantha della Porta, l’ex-Eliseo, il Parco Santo Spirito, le ville e i parchi di questa città. Mentre ovunque si ragiona di coprogrammazione, di orti urbani, di sussidiarietà, di beni comuni qui si insiste con un modello che mira solo al facile consenso. Ci si preoccupa dell’abuso di alcool e della “sicurezza” (termine ormai abusato) ma non vi preoccupate di interrogarvi su come mai ci sono questi fenomeni quando il primo motivo è proprio la mancanza di welfare sociale, di mancanza di spazi che mirano a costruire una socialità non necessariamente legata ai meccanismi di consumo.

I giovani vengono usati come capri espiatori quando ci sono problemi, ma allo stesso tempo vengono citati retoricamente quando si parla del futuro della città. La verità è che, nella vostra concezione del futuro, sarebbe meglio che noi giovani non ci fossimo affatto, perché se ci siamo, diventiamo un problema per una classe dirigente ormai vecchia e sempre più distante dagli interessi pubblici. La verità è che per noi non c’è futuro in questa città fintanto che è governata da persone come lei che usano i giovani per i propri scopi.

La verità, cara amministrazione, è che finché non comprendete che non siamo un oggetto di consenso, ma soggetti da coinvolgere nella cosa pubblica, continueremo a scappare da questa città. Non scappiamo perché vogliamo, ma perché siamo costretti. Abbiamo scelto di investire le nostre vite in questa città, le nostre energie, e vorremmo continuare a farlo. Ma se continuate su questa strada, vi troverete sempre più soli, con una comunità sempre più spaccata.

Non è un caso che non ci sia stato nessun dialogo, nessun confronto, nessun coinvolgimento. Niente di niente.

Non è un caso che la Fondazione culturale - che ha accentrato le strutture pubbliche della città per la programmazione culturale - non solo fatichi a partire ma non sono nemmeno chiari i meccanismi di partecipazione che intende adottare. Ancora una volta c’è una gestione verticistica della cosa pubblica. Ed è lo stesso meccanismo riproposto su Samantha della Porta.

Non è un caso che dopo ormai cinque anni ancora non si ha notizia del Forum dei Giovani. Due anni fa Avionica ha perso una casa che ha faticosamente ricostruito altrove e il tutto grazie alla partecipazione massiva della città che ha contribuito a non far precipitare al suolo questo aereo. Siamo scesi in picchiata e siamo tornati a volare e questo non sarebbe stato possibile senza la nostra comunità che ogni giorno continuiamo a ringraziare affinché quel sogno di una città a misura di tutti, attenta ai giovani, continui a resistere. Perché le ambizioni che avevamo qualche anno fa, il fuoco che ardeva dentro ognuno di noi continua ad essere sempre più divampante giorno dopo giorno avvicinando persone, creando partecipazione e coinvolgimento, intercettando bisogni e costruendo alternativa in una città che tutto è tranne che vicina a noi.

Se da un lato abbiamo provato a costruire un modello partecipativo, dall’altro questo modello verticistico e privatistico della cosa pubblica adottato dall’amministrazione rappresenta a pieno le tante promesse tradite. Tutte parole vuote. Tutte parole con le quali siamo stanchi di avere a che fare.

E sia chiaro, il tradimento non è nei confronti di Avionica ma nei confronti di uno spaccato generazionale che pretende di essere ascoltato. Lo pretendeva allora, lo pretende oggi.

 

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