Sequestrati dalle Fiamme Gialle un distributore e 1500 litri di carburante: denunciato il responsabile

Martedì 13 Novembre 2012 14:05 Red.
Stampa

b_300_220_15593462_0___images_stories_Cronaca_cs_repertorio_controllo_18.jpgAVELLINO– Dovrà rispondere dinanzi all’autorità giudiziaria dei reati di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici e di alterazione di congegni, impronte e contrassegni in base agli articoli 40 e 46 del  decreto legislativo n. 504 del 26 ottobre (testo unico sulle accise)  F.G., il titolare originario del Napoletano del distributore sequestrato in provincia, insieme con 1500 litri i carburante, nel corso di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Avellino.

L’attività delle Fiamme Gialle ha preso le mosse da una segnalazione pervenuta al numero di pubblica utilità 117 che ha permesso di constatare gravi violazioni alla normativa disciplinante lo specifico settore, in particolare, alla verifica circa la presenza dei sigilli apposti dall’ufficio metrico della Camera di Commercio di Avellino ed al riscontro della corrispondenza tra i quantitativi indicati sui totalizzatori delle colonnine e i quantitativi di fatto erogati con le pistole di rifornimento. Gli accurati controlli svolti dai militari del nucleo mobile agli ordini del tenente Raffaele Del Vecchio, mediante anche l’utilizzo di sofisticati strumenti tecnici di misurazione e con l’ausilio della figura dell’ufficiale metrico della Camera di Commercio, hanno permesso di accertare la manomissione e/o rimozione dei sigilli posti a tutela dell’integrità delle colonnine di erogazione e di accertare un’eccedenza di circa 1.500 litri di prodotto petrolifero, nello specifico, benzina super senza piombo, non giustificata contabilmente, in base all’analisi del prescritto registro di carico e scarico, in uso presso i distributori stradali.

La truffa posta in essere dal gestore del distributore coinvolto, sito in provincia di Avellino, tanto più dannoso alle casse dell’erario alla luce del fatto che è situato su un’importante arteria stradale, molto trafficata soprattutto da mezzi pesanti, è consistita nel fatto di approvvigionarsi di “carburante di contrabbando” per poterlo rivendere al prezzo di mercato corrente, ma aumentando di gran lunga i propri ricavi, dato che, su tale quantitativo, non sarebbe stata pagata alcuna accisa allo Stato. Così facendo, però, sarebbe emersa una disparità tra prodotto acquistato legalmente, e quindi corrispondente a quanto indicato sui previsti registri contabili, e quanto effettivamente presente all’interno dei serbatoi dell’impianto. L’escamotage ideato dal gestore è consistito in quello di rimuovere i sigilli situati sulle colonnine erogatrici al fine di manomettere le testate dei totalizzatori di prodotto erogato, riportandole indietro dello stesso quantitativo introdotto illecitamente, per poter far “riquadrare i conti”, come se il prodotto in nero non fosse mai stato introdotto, e, quindi, mettersi al riparo da possibili controlli delle Fiamme Gialle. L’intera attività di servizio ha consentito di porre sotto sequestro 10 pistole erogatrici presenti nell’impianto, 3 colonnine erogatrici e 1.500 litri di benzina super senza piombo “acquistata in nero”. Sono in corso attività volte ad accertare eventuali coinvolgimenti di altre persone.