SOLOFRA – Se ne andavano in giro in auto, in piena notte, con il cofano completamente aperto del vano portabagagli dal quale sporgevano alcune porte di legno: la cosa alquanto strana e singolare non è sfuggita agli uomini dell’Arma della stazione di Solofra che, mentre si trovavano in servizio di perlustrazione notturna, si sono visti transitare dinanzi lungo via Sant’Andrea apostolo la Fiat Punto con quello insolito carico. Ritenendo che potesse trattarsi di autori di furto, i militari invertivano immediatamente la marcia della gazzella intenzionati a procedere al controllo del veicolo sospetto. Il conducente della Punto, però, notata la manovra dei carabinieri, ha subito aumentato la velocità di andatura, procedendo in direzione del centro abitato di Solofra e dando vita a un inseguimento nel centro città. Inseguimento peraltro brevissimo, in quanto l’autista del veicolo inseguito ne ha poco dopo perso il controllo andando a collidere, dopo una curva, contro un muretto posto ai lati dell’incrocio con via Toro Sottano. Dopo l’incidente, i due fuggitivi – rimasti per fortuna illesi – sono stati identificati in due giovani artigiani, rispettivamente di 23 e 18 anni, praticamente incensurati. L’autovettura, che a seguito dell’impatto contro il muro s’è danneggiata nella parte laterale sinistra, aveva nel cofano due porte in legno per arredi interni di abitazione, nonché un’ulteriore porta completa di montante, ancora imballata. Richiesti di spiegare la provenienza di tale materiale, i fermati non fornivano alcuna valida giustificazione dicendo di averle trovate abbandonate nei pressi della cabina Enel posta sulla via Sant’Andrea apostolo.
Le indagini sono proseguite in caserma dove sono stati condotti naturalmente i due soggetti: si è potuto così accertare la provenienza furtiva di quegl’infissi. Infatti, proprio nei pressi della cabina Enel citata dai due soggetti si trova un fabbricato per civile abitazione disabitato in quanto sottoposto a sequestro preventivo per abusi edilizi e ancora da ultimare nelle sole rifiniture. Recatisi sul posto, i carabinieri hanno così potuto constatare che la rete posta all’ingresso principale del fabbricato era stata forzata e piegata e che al piano terra mancavano le porte del bagno e della camera da letto. Messi davanti alle schiaccianti prove collazionate dai carabinieri, i due giovani non hanno potuto che confessare il furto da loro commesso e, per questo, sono stati subito dichiarati in stato di arresto per il reato di furto aggravato in concorso. Questa mattina poi sono stati processati per direttissima dinanzi al tribunale di Avellino: i giudici hanno convalidato gli arresti e condannato i due, che hanno patteggiato la pena, a 5 mesi e 10 giorni di reclusione e 400 euro di multa. Restituita al presidente della cooperativa edilizia la refurtiva.
