Pianodardine, scoperti gli autori del furto all’eliporto

Lunedì 18 Novembre 2013 13:34 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri_eliporto.jpgAVELLINO - A tempo di record i carabinieri del comando provinciale di Avellino hanno identificato e denunciato i ladri che avevano sottratto dall’eliporto (non ancora inaugurato) e dalle annesse strutture costruite nel consorzio Asi di Pianodardine pannelli di recinzione, porte in legno, cavi di rame, rubinetteria ed altro materiale. Un lavoro eseguito probabilmente in più giorni giacché hanno portato via oltre 260 pannelli in ferro zincato (lunghi 2,50 metri e alti 2, 65), paletti metallici di sostegno (alti 1,80 metri), una cancellata in ferro, due fari dell’hangar, una manichetta antincendio, le porte in legno dei locali, cavi in rame, tubi, rubinetteria degli impianti elettrico e termo idraulico. Peraltro per asportare i fili e le tubature in rame i lestofanti hanno sventrate le pareti così che i danni strutturali ammontano a centinaia di migliaia di euro.

Tre i soggetti accusati per questo eclatante episodio. Si tratta di persone residenti ad Avellino e Montefredane, di età compresa tra i 23 e i 70 anni. Parte della refurtiva era stata venduta a un anziano del posto, il quale era ignaro della provenienza, ma ora è accusato di ricettazione. Un’altra parte dell’ingombrante materiale era stato depositato nei locali di un complice ubicati a Manocalzati. Questa persona peraltro è stato deferita  anche per violazione delle norme sulla fauna, in quanto è stato trovato in possesso di 22 cardellini e di alcune reti destinate all’uccellagione di frodo. Probabilmente a dare il la agl’inquirenti per giungere ai protagonisti del furto è stato un furgone bianco notato da alcune persone del posto che l’hanno visto gironzolare intorno all’area dell’eliporto. I carabinieri (quelli del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avellino insieme ai colleghi della locale stazione e della stazione di Montefredane) in meno di 24 ore sono riusciti a individuare i siti dov’era stata depositata la refurtiva e  a dare un volto e un nome ai ladri.  I quali ora dovranno rispondere di furto aggravato e ricettazione. Il materiale, che è stato sequestrato, è  ritornato nell’area del  Consorzio Asi e affidato in custodia a incaricati dello stesso Consorzio.