CONZA DELLA CAMPANIA – Ormai ai gesti d’inciviltà non c’è più limite. Ignoti hanno scaricato nelle campagne nei pressi dell’oasi protetta e della diga di Conza, in Alta Irpinia, decine di pannelli di eternit contenenti il pericolosissimo amianto. Li hanno lasciati lì a cielo aperto così che, sfaldandosi, avrebbero potuto contaminare il sottosuolo, in particolare le falde acquifere con grave pregiudizio per l’uomo e la fauna che popolano la zona. Da sottolineare che a poche centinaia di metri dalla località dove era depositato questo grosso quantitativo di amianto ci sono sorgenti che contribuiscono ad alimentare l’acquedotto pugliese. A fare la scoperta le guardie volontarie dell’ “Ekoclub International” di Lioni che hanno allertato le Fiamme gialle della tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, comandata dal tenente Davide De Meo. I finanzieri - che nella loro vasta e proficua attività si preoccupano anche di tenere sotto controllo il territorio per proteggerlo dal punto di vista ambientale - hanno immediatamente sottoposto a sequestro l’area, facendo una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica. Ora stanno conducendo accurate indagini per identificare chi abbia scaricato su terreno di proprietà comunale quel materiale estremamente pericoloso (80 lastre contenente circa 100 kg di amianto) che avrebbe impiegato – dicono gli esperti – 500 anni per dissolversi autonomamente nell’ambiente.
“L’importanza dell’intervento dalla tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, a prescindere dai dati numerici, è ancor più apprezzabile in virtù della drammaticità della situazione riscontrata, connotata dal rilascio di sostanze altamente tossiche in prossimità di un’area protetta, adibita, tra l’altro, all’approvvigionamento idrico di centinaia di migliaia di persone”. Con queste parole il presidente delle guardie volontarie dello “Ekoclub International” di Lioni, Angelo Tuosto, ha commentato il grave episodio.
