Strage sull’A16: i periti della Procura esaminano il sistema frenante del bus

Venerdì 17 Gennaio 2014 18:28 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cronaca2_montfort.jpgAVELLINO – I tecnici nominati dalla Procura della Repubblica di Avellino – che dal giorno della strage sta conducendo approfondite indagini per accertare le responsabilità dell’accaduto – hanno eseguito un “test all’americana” sul sistema frenante del bus che precipitò dal cavalcavia Acqualonga dell’A16, in territorio del Comune di Monteforte  Irpino, causando la morte di 40 persone. In un’officina specializzata hanno smontato i freni dell’autobus – un vecchio Volvo che aveva sulle spalle 900 mila chilometri, ma che soltanto pochi mesi prima era stato sottoposto a revisione, superando i relativi esami – e li hanno rimontati su un bus similare per verificare se una valvola (quella che consente di azionare i freni anteriori quando quelli posteriori vanno in tilt) fosse funzionante o meno al momento dell’incidente. Ovviamente sull’esito della prova, alla quale hanno assistito tecnici e legali sia dei familiari delle vittime che delle 7 persone attualmente indagate per la sciagura, c’è top secret. I periti, nel giro di poche settimane, consegneranno la loro relazione alla Procura.

Entro qualche mese dovrebbe essere pronta anche un’altra perizia, quella sulla tenuta  delle barriere new jersey che facevano da protezione lungo il viadotto della morte. Le indagini della Procura, infatti, sono indirizzate lungo due filoni. Lo stato di efficienza dell’autobus e la capacità del guard-rail di reggere all’impatto in caso d’incidente. Il bus, secondo una prima ricostruzione della dinamica dell’accaduto, avrebbe rotto la trasmissione. Un pezzo di tale meccanismo avrebbe tranciato le condotte dell’apparato frenante. Di conseguenza i freni posteriori erano andati fuori uso. Ma anche quelli anteriori non avrebbero funzionato giacché l’autista (deceduto nella sciagura) avrebbe tentato di frenare la corsa del mezzo facendolo strisciare lungo la barriera che delimita la carreggiata sul lato destro. La barriera però non resse all’urto; i bulloni di ancoraggio (anch’essi sottoposti a perizia) cedettero e l’autobus col suo carico di vite umane precipitò nel burrone.