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    31/07/2016

Politica

Eolico selvaggio, Rifondazione accusa governo e Regione

Eolico selvaggio, Rifondazione accusa governo e Regione

AVELLINO – Il governo Renzi, neoliberista e sottoposto ai poteri forti, durante il Consiglio dei ministri dello scorso 31 maggio ha deciso di impugnare la legge regionale n. 6 del 5 aprile 2016 che tra l’altro, contiene la moratoria, evidentemente sostenuta strumentalmente dal Pd solo per fini elettorali, contro l’eolico selvaggio. Dopo lo “sblocca Italia” che espropria di qualsiasi sovranità le comunità locali e consegna il pieno potere nelle mani delle multinazionali, l’esecutivo – dichiarano attraverso una nota stampa Rosa Rinaldi, della direzione nazionale Prc, e Tony Della Pia, segretario provinciale di Avellino – una nota tutela gli interessi del capitale sospendendo la democrazia e imponendo, in nome del profitto, modelli deleteri per il futuro economico e sociale dei territori. Le energie rinnovabili siano una valida alternativa all’estrazione degli idrocarburi, tuttavia avversiamo con ferma determinazione il progetto che lor signori intendono imporci.

La Campania è ancora priva di un Piano energetico ambientale regionale, ciò ha agevolato una diffusione selvaggia di parchi eolici che, nei fatti, danneggiano gli agricoltori espropriati dei terreni, non producono nessun utile energetico agli enti locali perché l’energia prodotta è dirottata altrove e neanche in termini economici: infatti, in virtù della legge sugli “imbullonati”, le società sono esonerate dal versare l’Imu e la Tasi. Rifondazione Comunista continua la lotta al fianco di chi rifiuta tutto ciò e rivendica un modello di sviluppo alternativo.

 

Bove: «Il Pd paga scelte scellerate, necessaria una stagione di vero rinnovamento»

Bove: «Il Pd paga scelte scellerate, necessaria una stagione di vero rinnovamento»

AVELLINO – Sul voto alle ultime amministrative ospitiamo un intervento di Giovanni Bove, componente dell’assemblea Pd regionale: “I risultati di questa tornata amministrativa ci restituiscono un’immagine del Pd decisamente a tinte fosche. In Irpinia come in Campania emerge con evidenza che lì dove il partito non esercita la propria funzione di cerniera tra la classe amministrativa e le esigenze del territorio i risultati sono devastanti.

Nel capoluogo partenopeo il popolo del Pd paga le scelte scellerate di questi anni e di questi mesi, a partire dalla totale assenza del partito a livello regionale, alla drammatica esplosione della questione morale nel Pd, dalla mancata presa di posizione netta ed inequivocabile sulle vicende giudiziarie che pure interessano da mesi esponenti di spicco del Pd, alla pessima gestione della vicenda delle primarie, dalla scelta della candidatura a sindaco, alla conduzione di una campagna elettorale senza slanci.

In Irpinia il Pd vince solo lì dove si costruiscono alleanze e proposte amministrative definite, solo lì dove si sceglie di mettere la faccia e ci si assume la responsabilità di scelte chiare e nette. Perde lì dove manca una linea di condotta. Qui non si tratta di giudicare i singoli casi, poiché è evidente che la contesa amministrativa nasconde sempre aspetti non classificabili secondo gli schemi ordinari, ma di comprendere che l’assenza di guida, la pervicace volontà di tirare a campare nuoce allo stato di salute, già critico, del partito in provincia. Noi riteniamo che da questa situazione si esce solo con scelte nette e coraggiose, che rimettano al centro la dignità dei tanti militanti veri e sani che in questo partito continuano a credere.

È evidente che questa tornata di elezioni ripropone il tema della centralità del ruolo del partito; noi crediamo che l’unica scelta da fare sia quella di dare il via alla rifondazione, sia a Napoli che in Irpinia, del partito dei militanti e non degli elettori. La rifondazione passa per l’azzeramento delle cariche esistenti a partire dal livello regionale, come già proposto dal premier segretario; passa altresì per un nuovo e corretto tesseramento sui territori, con rigidi meccanismi che evitino il proliferare dei soliti notabilati di quartiere e dell’ennesimo mercato delle vacche, cui siamo stati abituati. Passa per la volontà politica di investire in una nuova stagione di vera e sana riorganizzazione del partito sui territori, dando spazio e voce a chi il partito lo vive non solo in occasioni delle votazioni.

L’idea di partito palestra, già sperimentata anche in Irpinia con il progetto Luoghi Idea(li),  non deve essere lo spauracchio che si invoca solo in determinate occasioni ed a convenienza alternata, ma l’obiettivo di una nuova stagione di partecipazione attiva. Parta dal Pd regionale una campagna di forte sensibilizzazione e di veemente protesta affinché il Pd nazionale si pronunci sulle tre proposte fatte all’esito del progetto Luoghi Idea(li) e che a nostro avviso rappresentano tre punti di svolta per l’intera politica aggregativa e la stessa proposta politica del Pd: vale a dire l’istituzionalizzazione del metodo del partito palestra mediante un Dipartimento nazionale che sperimenti una nuova forma di partecipazione al Pd che parta dal basso, la riduzione del numero dei componenti delle direzioni politiche ai vari livelli, la separazione tra ruolo di premier e ruolo di segretario nazionale.

Il tipo di partito che si va a rifondare e costruire dipende dalle scelte di campo che si è in grado di fare; dipende dalla capacità di mettersi in discussione da parte di tutti i singoli militanti; dipende dalla volontà di sacrificarsi per il raggiungimento di un fine comune.

Diversamente il Pd non solo perderà l’ennesima occasione per reinventarsi, ma, cosa ben più preoccupante, continuerà a perdere consensi. E noi non possiamo tollerarlo né consentirlo. Ne va del nostro futuro”.

* Assemblea regionale Pd Campania

Comune: Paris incalza sul bilancio, il gruppo Pd prende tempo

Comune: Paris incalza sul bilancio, il gruppo Pd prende tempo

AVELLINO – Riunione interlocutoria quella che, questa sera, il gruppo consiliare del Pd ha tenuto presso la sede del coordinamento provinciale di via Tagliamento con i componenti del direttorio  per un esame della vicenda amministrativa del capoluogo in vista del passaggio che il Consiglio comunale dovrà affrontare il prossimo 20 giugno per l’approvazione del bilancio di previsione.

Interlocutoria sia per le assenze di Rosetta D’Amelio e dei consiglieri comunali che fanno riferimento alla sua area sia perché le posizioni sono rimaste fondamentalmente le stesse espresse nell’ultima riunione dell’assise municipale. In particolare, proprio i cosiddetti dalemiani hanno chiesto un azzeramento dell’esecutivo con la nomina di una giunta di alto profilo.

Una qualche sollecitazione, per la verità, ad una presa di posizione da parte del gruppo più chiara e precisa è venuta dalla responsabile nazionale Enti locali Valentina Paris che ha chiesto senza mezzi termini di andare all’approvazione del bilancio in prima convocazione o, in caso contrario, di presentare in blocco le dimissioni.

Un discorso tutto da approfondire anche perché le direttive che sembrano venire da Roma sono quella di dare continuità alla consiliatura. Un discorso, comunque, che ancora una volta ha originato reazioni diverse e su cui si dovrà tornare nel corso di una nuova riunione già fissata per lunedì prossimo.

È chiaro che su tutto peserà non poco la decisione di andare avanti o meno che il sindaco Foti potrebbe assumere nei prossimi giorni, alla luce delle sue condizioni di salute. Il primo cittadino, come è noto, è attualmente ricoverato in ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento di angioplastica ed è apparso piuttosto provato. Proprio in considerazione di tutto questo è molto probabile che la riunione del Consiglio comunale del 20 maggio per l’approvazione dello strumento contabile possa subire uno slittamento di una settimana.

Fondazione Sudd: Pd campano allo sbando, ad Avellino livelli di non ritorno

Fondazione Sudd: Pd campano allo sbando, ad Avellino livelli di non ritorno

AVELLINO – Il circolo degli Amici di Fondazione Sudd di Avellino, a fronte dei catastrofici risultati delle elezioni amministrative a Napoli e del grave e inquietante stato morale e politico in cui versa il Partito democratico in Campania, ritiene suo indeclinabile dovere chiedere le dimissioni della segretaria regionale del partito. Valga per tutti – scrivono in una nota Luigi Anzalone, Aldo D’Andrea e Bernardino Tirri, rispettivamente presidente onorario, presidente e segretario del circolo – il riferimento all’amministrazione comunale di Avellino, il cui sbando e la cui inefficienza hanno raggiunto livelli di non ritorno. Ecco perché chiediamo al sindaco Foti – inviandogli i migliori auguri di pronta guarigione – di valutare, con il partito, il gruppo consiliare e i suoi collaboratori in giunta, se valga la pena tirare a campare mentre la città tira le cuoia e sempre più degradante appare lo spettacolo della gestione degli enti comunali.

Quanto alla proposta di celebrare il congresso provinciale del Pd agli inizi di ottobre, cioè a ridosso  dell’estate, essa appare inopportuna e fuorviante, negativa e sbagliata. È inopportuna e fuorviante perché, propri negli stessi mesi, c’è da affrontare la campagna elettorale per il referendum costituzionale, che si terrà ad ottobre e il cui esito appare  incerto. Peraltro i risultati, tra una decina di giorni, dei ballottaggi nelle grandi città diranno sino a che punto la crisi di consensi del Pd renderà più difficile e problematica la battaglia referendaria. È una proposta negativa e sbagliata perché – come ha giustamente detto Antonio Bassolino – bisogna “preparare un congresso di rifondazione del Pd in Campania, azzerando l’attuale tesseramento militarizzato e lottizzato e dando vita un nuovo partito fatto di iscritti veri, di una testa (il gruppo dirigente) e di un’anima”. Peraltro il risultato confortante per il Pd delle elezioni amministrative in Irpinia deve indurre a riflettere più che a cantare vittoria. Esso è, infatti, il risultato del felice intreccio di una rivendicazione di autonomia da parte dei gruppi dirigenti democratici a livello locale e della lungimirante alleanza tra gli eredi e gli interpreti di un’esperienza  e di un’intuizione politica che rinvia alle pagine migliori della storia comunista e democristiana e del loro fecondo dialogo e collaborazione.

È tempo, dunque, di dare vita ad un Pd  irpino come partito di popolo, dei giovani, del mondo della cultura e del lavoro, strumento di politica pulita e di rinascita del Mezzogiorno.

Il sindaco Foti ricoverato in ospedale: le sue condizioni non destano preoccupazione

Il sindaco Foti ricoverato in ospedale: le sue condizioni non destano preoccupazione

AVELLINO – È stato sottoposto ad un intervento di angioplastica il sindaco di Avellino Paolo Foti che questa mattina, dopo aver avvertito un malore, è stato accompagnato presso l’ospedale Moscati di Avellino per una serie di accertamenti peraltro programmati già da qualche tempo.

L’intervento di ricostruzione dell’arteria si è reso necessario in seguito a quanto emerso dalla coronarografia cui il primo cittadino è stato sottoposto dall’équipe medica dell’azienda ospedaliera avellinese. L’operazione è perfettamente riuscita ed ora Foti sarà tenuto sotto osservazione presso il reparto di terapia intensiva per i prossimi giorni. È previsto per la fine di questa settimana il suo rientro in famiglia.

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