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    24/07/2014

Politica

Paris interroga Alfano sul ruolo dei segretari comunali

Paris interroga Alfano sul ruolo dei segretari comunali

ROMA – "I segretari comunali svolgono un ruolo molto importante negli enti locali. La loro figura va modernizzata, non penalizzata" : è quanto sottolinea Valentina Paris, deputata del Partito democratico, che insieme ai colleghi Tonino Moscatt, Franco Ribaudo, Magda Culotta e Liliana Ventricelli ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno chiedendo se lo stesso intenda confermare, unitamente a quella dei bandi Spes e Sefa 2014, già prevista per maggio 2014, anche la pubblicazione del calendario del corso-concorso Coa 5 con la relativa strutturazione interna, scongiurando definitivamente il rischio di eventuali slittamenti e garantendo una rapida iscrizione dei Coa 5 all’albo dei segretari comunali e provinciali, in tempo utile per la tornata elettorale amministrativa prevista per la primavera 2016.

"Su questo tema - ha chiarito Paris - ci siamo già confrontati con i sindacati e continueremo l'interlocuzione con il governo. Insieme ai colleghi del Partito democratico continueremo a monitorare le imminenti evoluzioni".

 

Montefusco: «Surreale la sospensione del vicesindaco, città in agonia»

Montefusco: «Surreale la sospensione del vicesindaco, città in agonia»

AVELLINO – “La condizione di “non governo” della città – scrive in una  nota Roberto Montefusco, coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà – è ormai sotto gli occhi di tutti: la vicenda della surreale sospensione del vice sindaco La Verde è solo l’ultima manifestazione di una maggioranza che non c’è, di una giunta inadeguata ad amministrare e a governare la città.

Le ombre molto pesanti che si addensano sulle vicende dell’urbanistica, il progetto di rifacimento di Piazza Libertà, che la trasformerebbe in un autentico “non luogo” avulso dal contesto del centro storico cittadino, la incapacità dell’amministrazione di dire parole chiare sul futuro dell’ex Eliseo, l’inquietante  distacco tra macchina amministrativa, dirigenti, funzionari e sindaco e giunta (di cui il caso della Malzoni è solo uno degli esempi) ci dicono che il rischio di un’agonia della città è molto pesante. Non si intravede una assunzione di responsabilità politica, a cominciare dal partito di maggioranza relativa, il Pd, le cui dinamiche interne sono uno degli ostacoli più pesanti alla costruzione di una nuova fase politico-amministrativa.

Se questo è il bilancio del primo anno della giunta Foti c’è davvero poco da stare tranquilli. Semplicemente Avellino non è governata. Ed è una condizione che la città non può consentirsi. Se il sindaco, la giunta, la maggioranza non ce la fanno, se non è all’orizzonte alcun cambio di passo, se ne prenda atto e si torni alle urne. Per restituire alla città una classe dirigente in grado di governarla ed amministrarla”.

Piazza Libertà, storia e conseguenze di un progetto che divide la maggioranza

Piazza Libertà, storia e conseguenze di un progetto che divide la maggioranza

AVELLINO – Sul progetto di Piazza Libertà presentato dall’assessore Vanacore e sulle polemiche che sono venute fuori sono intervenuti con un documento pubblicato sul Mattino di oggi Antonio Di Nunno e Antonio Gengaro, già sindaco e vicesindaco della città di Avellino. Questo il testo:

“Non convince, anzi non piace il progetto di rifacimento di Piazza Libertà presentato dall’assessore all’Urbanistica, Vanacore, alle commissioni Lavori pubblici, Mobilità e Urbanistica del Consiglio comunale di Avellino. Il progetto, redatto dall’ufficio tecnico del Comune assistito da due autorevoli consulenti scelti dal dirigente del settore e (si suppone) graditi a sindaco e giunta, non è piaciuto a livello di commissioni consiliari, ma non è piaciuto neppure all’ordine degli architetti, a giornalisti e intellettuali. In particolate non è piaciuta – come non è piaciuta a noi – l’idea di semplificare il Largo riducendolo ad una spianata, un’area lastricata quasi tutta di pietra bianca con due filari di alberi sui fianchi a racchiudere pavimento e fontane (quelle “vincolate” da un’ondeggiante Soprintendenza).

Inutilmente l’assessore Vanacore ha tentato una difesa del progetto peraltro rispondendo in maniera stizzita a chi aveva criticato la soluzione prospettata e tralasciando – come ha già fatto su ipotesi comunali circa la revisione del progetto Cagnardi sul futuro della città – ogni riferimento alla ormai lunga storia sulla riqualificazione della piazza. Scompare così dal suo ragionamento piuttosto lungo ogni ricordo del piano post-terremoto affidato a Luca Zevi, il primo che immaginò due piani di parcheggio auto interrati.

E qui si potrebbe ricordare anche il concorso di idee lanciato dall’ordine degli architetti e riservato ai giovani laureati della provincia di Avellino per poi passare al progetto di riqualificazione redatto anni dopo dall’ufficio tecnico del Comune, e, dulcis in fundo, il concorso europeo vinto dallo studio Pisaniello di Pistoia che prevedeva soltanto prato, piante ed una nuova fontana (tutto corredato da soluzioni tecnologiche avanzatissime per rifiuti, energia elettrica, recupero acqua piovana, ecc.). Una soluzione validissima, dunque, che richiamava la bella e verde – solo prato ed alberi – Piazza Ariostea di Ferrara.

Il de profundis su questo progetto e sul concorso voluto dal Consiglio comunale fu cantato già in campagna elettorale quando il sindaco Foti, anziché parlare delle cose da fare, indicò quelle che avrebbe voluto affossare pur sapendo di dover pagare penali salate. Questa ultima parte del suo programma è quella davvero realizzata. Ma né Avellino né Piazza Libertà ci guadagnano qualcosa a meno che sul concorso Foti e Vanacore non facciano subito marcia indietro.

Ha ragione l’assessore Vanacore quando parla dei mali degli architetti e dell’architettura. Ma forse ha ragione anche il grande architetto, nostro conterraneo, Francesco Venezia, quando dice che il male dell’urbanistica in Italia è tutto nelle leggi che la affidano completamente nelle mani delle autonomie locali…”.

Fin qui il documento a firma Di Nunno-Gengaro. Domandiamo: Sfasciare tutto con fredda (e stupida) determinazione a chi giova? Sul parcheggio interrato di Piazza Libertà Foti aveva già detto in campagna elettorale che non se ne sarebbe fatto niente. Sapeva allora come e perché era stato deciso di seguire la traccia del progetto dello studio Zevi (non proprio l’ultimo del nostro Paese) varato e presentato dopo il terremoto del 1980 ma poco coraggiosamente abbandonato da un Consiglio comunale in fuga? Sapeva il sindaco in pectore dei discorsi che si facevano sull’esigenza di controllare l’afflusso di auto in centro partendo da parcheggi a costo zero in periferia, garantendo parcheggi a mano mano più costosi andando verso il centro? Oggi che stanno imponendosi i fitti di minicar elettriche occorre un posto centrale per lo scambio e la sosta di queste. Si vede che al Comune di Avellino sono in guerra, oltre che tra di loro, anche con il futuro…

E poi sindaco e giunta, alla guida di un Comune sull’orlo del disastro economico, i soldini necessari a soddisfare le aspettative dell’impresa che si era aggiudicati i lavori sanno dove trovarli? E che dire del concorso di idee per Piazza Libertà per il quale occorre trovare altri soldi per “convincere” i progettisti – vincitori di una selezione su vasta scala – a non accampare pretese esagerate (spetterebbe loro anche la direzione dei lavori)? Ma ne valeva la pena? E, curiosità, quando è salito a Palazzo di città Foti ha guardato bene carte, schemi, progetti e conteggi?

Infine una riflessione sull’incredibile e serio impegno dell’assessore Vanacore che con le sue articolate puntualizzazioni riesce a mettersi dalla parte del torto, suscitando molte più polemiche di quante riesca a placarne. Il richiamo del documento di Antonio Di Nunno e Antonio Gengaro alla micidiale diagnosi dell’archistar Francesco Venezia sulle cause delle sventure dell’urbanistica nel nostro Paese (“purtroppo la legge la mette nelle mani dei Comuni ed altre autonomie locali”) dovrebbe far riflettere molto un sindaco troppo silenzioso come Foti ed un assessore improvvisamente ciarliero come Vanacore.

Foglia: «Non agli inciuci ed alle polemiche, ma buona amministrazione e responsabilità»

Foglia: «Non agli inciuci ed alle polemiche, ma buona amministrazione e responsabilità»

NAPOLI – “Non entro nelle polemiche dei partititi, ma credo che tutto il Consiglio debba adottare un comportamento responsabile da qui alla fine della legislatura. Abbiamo davanti a noi mesi difficili, continua Foglia, ma sono certo che, concentrandoci tutti, possiamo concludere la legislatura in grande stile. Del resto molto è stato fatto in questi anni, purtroppo non sempre siamo riusciti a comunicarlo in maniera efficace pur avendo avviato miglioramenti radicali per la Campania”. È quanto dichiara il neo presidente del Consiglio regionale della Campania, Pietro Foglia, in merito al dibattito politico in corso tra i vari schieramenti sulle possibili debolezze della maggioranza e sul rischio di divisioni in vista delle prossime Regionali.

“Non ci sono accordi sotterranei con le forze d’opposizione, ma solo la necessità di dimostrarci responsabili nei confronti dei cittadini portando a termine quello che abbiamo iniziato. Non dobbiamo commettere – sottolinea Foglia a proposito delle voci di inciucio che circolano in queste ore – l’errore di dividerci, ma ricordiamoci che i risultati elettorali sono figli soprattutto di una buona gestione della cosa pubblica. E in questo credo che siamo stati più che all’altezza”.

Giordano: «A Montoro successo di un centrosinistra di qualità»

Giordano: «A Montoro successo di un centrosinistra di qualità»

AVELLINO – I dieci punti di percentuale di distacco che hanno contrassegnato la vittoria al ballottaggio del nuovo sindaco di Montoro Mario Bianchino – dichiara Giancarlo Giordano, parlamentare di Sel – evidenziano anche le cifre del successo di un progetto politico per un centrosinistra di qualità, fondato cioè sui princìpi ispiratori di un’alleanza democratica e di reale cambiamento. A Montoro, come in altri centri della nostra provincia, questa tornata elettorale amministrativa ci ha consegnato il fallimento della linea politica del Pd provinciale che è orientata ostinatamente più a seguire l’opportunistica strategia delle “larghe e basse intese” piuttosto che l’intento di collocare un partito nel solco di un necessario processo di rinnovamento caratterizzato da un nuovo modo di intendere la politica e di gestire le istituzioni.

Le forze democratiche - di cui Sel è stata una fondamentale componente -,  dell’associazionismo e della società civile che si sono coalizzate intorno a una figura autorevole  del centrosinistra  irpino, come quella del dott. Mario Bianchino, un  progressista  di cui è ben noto lo spessore morale e professionale, possono costituire, come in altre realtà dell’Irpinia dove tale progetto politico si è concretizzato, un importante laboratorio di riferimento che occorre sostenere e mettere in rete per  una sua auspicabile crescita e diffusione sull’intero territorio provinciale. Al sindaco Bianchino e alla sua compagine amministrativa i più sinceri auguri di buon lavoro.

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