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    22/01/2017

Politica

Comune: sì alle variazioni di bilancio, poi salta la seduta

Comune: sì alle variazioni di bilancio, poi salta la seduta

AVELLINO – Si è chiusa alle 20.50 con un arrivederci da parte del segretario generale Feola la seduta del Consiglio comunale anche questa sera sciolta anticipatamente per mancanza di numero legale. Non era ancora stato portato a termine l’appello, uno dei tanti che sono stati chiamati nel corso della riunione, che in molti fra i consiglieri presenti avevano già indossato il cappotto pronti ad abbandonare l’aula. Nella fretta di andare via Feola non ha neppure dato lettura dell’esito dell’appello indicando, come da regolamento, il numero dei presenti e degli assenti ma, come detto, si è limitato a lanciare un liberatorio rompete le righe.

Orami quella di mandare deserta la seduta dell’assise cittadina nel bel mezzo della discussione apparentemente senza una motivazione precisa che non sia figlia di tatticismi, di stanchezza o quant’altro, è diventata una prassi pressoché consolidata che, incredibilmente, è accettata ormai con una rassegnata assuefazione un po’ da tutti i gruppi politici. Risparmiamo, per ora, ai nostri lettori il resoconto dei cosiddetti fuori onda su cui pure si potrà tornare per meglio far capire in che clima si svolge il confronto politico nel corso dei lavori consiliari. E pensare che il dibattito si è interrotto su un argomento, quello della costituzione dell’Area vasta, che costituisce un autentico cavallo di battaglia un po’ per tutti gli schieramenti se si considera che alla realizzazione dell’Area vasta è strettamente collegata la questione, non di poco conto, di accesso ai fondi europei. Non se l’è presa comunque più di tanto della mancata discussione l’assessore Iannaccone che aveva appena fatto in tempo a leggere il dispositivo della delibera su cui  avrebbe dovuto appunto pronunciarsi il Consiglio. Se ne riparlerà nella seduta di domani pomeriggio convocata in seconda convocazione.

Precedentemente, con 12 voti a favore, 4 contrari e 7 astenuti erano state approvate le due variazioni al bilancio proposte dall’assessore al ramo Maria Elena Iaverone. Vivace il botta e risposta tra la stessa Iaverone e il consigliere Giordano. Quest’ultimo, nell’annunciare il proprio voto negativo, ha precisato: “Non potete venire qui con questo atteggiamento da maestrini. Se ci sono cifre incerte che insistono sul bilancio – il riferimento è ai conti sul teatro – non potete propinarcele con questa sicumera. Voi dite che io faccio terrorismo? No, sono io ad essere terrorizzato da voi. Noi poniamo tematiche serie che voi continuate a scansare”. Riferendosi poi alle elezioni provinciali (di cui riferiamo in altro articolo) Giordano, dopo aver fatto gli auguri di buon lavoro ai consiglieri che siedono in Consiglio comunale (Festa e Ambrosone), ha dichiarato: “Resta un’amarezza: uno spettacolo in cui gli eletti sono eletti da eletti. Invece di abolire le Province abbiamo abolito gli elettori”.

Prima della trattazione degli argomenti all’ordine del giorno si sono svolte le interrogazioni: spazio alle questioni legate alle cooperative per i parcheggi e al teatro Gesualdo.

È andato deluso, dunque, chi pensava che il successo alle elezioni per il Consiglio provinciale, con l’elezione di cinque consiglieri del Pd su dodici, avesse consentito una navigazione più tranquilla anche all’amministrazione Foti (e sia Festa che Ambrosone – vale a dire i due candidati consiglieri comunali – sono stati eletti nel Parlamentino). In primo luogo è da registrare che non sono stati ancora formalmente sciolti i due gruppi autonomi sorti di recente in Consiglio comunale, quello che fa capo a Gianluca Festa (con Negrone e Genovese) e quello dei cosiddetti dameliani, con Salvatore Cucciniello, Medugno e Melillo.

Festa ha più volte dichiarato che avrebbe sciolto il suo gruppo consiliare (e del resto era questo il prezzo per la sua candidatura alle Provinciali), ma non lo ha ancora fatto: sembra che aspetti che analogo passo sia compiuto dai dameliani (e questo era il prezzo da pagare per l’ingresso in giunta di Gambardella, che fa capo, appunto, a Rosetta D’Amelio). I consiglieri che fanno riferimento al presidente del Consiglio regionale non solo non hanno sciolto il loro gruppo consiliare, ma addirittura, uscendo dall’aula, hanno determinato la mancanza di numero legale.

Altre crepe, peraltro, si sono evidenziate in seno alla maggioranza. Le due variazioni di bilancio (relative al riammagliamento di Piazza Libertà, alla riqualificazione di Quattrograne, al nuovo arredo urbano del Corso) approvate ieri sono passate, infatti, con l’astensione di Percopo e Matetich. Quest’ultima a dire il vero da un po’ di tempo – per comprensibili ragioni – non partecipa al voto quando si tratta di delibere relative all’Acs (e c’era anche questo nelle variazioni di bilancio). Ma la consigliera di Democratici per Avellino ha anche richiesto per l’ennesima volta che venga rispettato il progetto esecutivo di Piazza Libertà che prevede – come per legge – che una percentuale fissa dell’importo complessivo dei lavori sia destinato alla realizzazione di un’opera d’arte.

Domani sera si dovrebbe discutere del polo enologico (mozione presentata dal consigliere Russo) e dell’Area vasta: argomenti che richiederebbero un’atmosfera più tranquilla di quella registrata ieri sera (anche per la presenza fra il pubblico di una folta rappresentanza dei parcheggiatori che hanno fin qui gestito la sosta nelle aree chiuse e che ora rischiano di essere sostituiti dalle cooperative sociali iscritte nell’apposito albo regionale (tre in Irpinia e nessuna di Avellino).

 

Provinciali/Pd soddisfatto: «Ora tutti impegnati a sostegno del Sì al referendum»

Provinciali/Pd soddisfatto: «Ora tutti impegnati a sostegno del Sì al referendum»

AVELLINO – Il coordinamento provinciale del Pd di Avellino esprime la sua soddisfazione per l'esito delle elezioni provinciali. Abbiamo eletto – si legge in una nota – cinque consiglieri a Palazzo Caracciolo – Tuccia, Farese, Festa, Lengua e Ambrosone – e li ringraziamo, insieme a tutti i candidati Pd, per l'impegno messo a disposizione del nostro partito, che si è confermato la prima forza politica in Irpinia. A tutti i nostri amministratori ora chiediamo un ultimo sforzo per la campagna referendaria a sostegno del Sì. Il loro contributo è vitale per rendere anche l’Irpinia protagonista del cambiamento.

Provincia, ecco i nuovi 12 consiglieri

Provincia, ecco i nuovi 12 consiglieri

AVELLINO – Questi i nuovi dodici consiglieri che comporranno il Consiglio provinciale dopo le elezioni che si sono svolte nella giornata di ieri presso il seggio elettorale istituito a Palazzo Caracciolo, in Piazza Libertà, sede della Provincia:

Avellino Popolare, 6782 voti, 1 eletto: Giovanni Romano.

Partito Democratico, 34.528 voti, 5 eletti: Luigi Tuccia, Raffaele Vito Farese, Gianluca Festa, Caterina Lengua, Enza Ambrosone.

Proposta Civica per l’Irpinia, 12.912 voti, 2 eletti: Fausto Picone, Marino Sarno.

Moderati per l’Irpinia: 18.445 voti, 2 eletti: Franco Di Cecilia, Girolamo Giaquinto.

Unione di Centro: 17.088, 2 eletti: Luigi D’Angelis, Vito Pelosi.

Irpinia Bene Comune: 4.158, nessun eletto.

Su 1289 amministratori chiamati alle urne hanno votato in 1216 con una percentuale del 94%. Nella tarda mattinata è attesa la proclamazione ufficiale degli eletti da parte del presidente della Provincia, Gambacorta, e del segretario generale, Fraire.

In aggiornamento...

Aggiornamento del 28 novembre 2016, ore 14.00Proclamazione degli eletti

Civati: «La Costituzione non è materia di scambio»

Civati: «La Costituzione non è materia di scambio»

AVELLINO – “Penso che la Campania sia importante ma che qui si misurerà un approccio gerarchico, burocratico, addirittura per usare le sue stesse parole, clientelare, contro un approccio costituzionale. Noi parliamo di Costituzione, lo facciamo in modo assolutamente libero, senza grandi organizzazioni dietro le spalle ma con la fiducia dei cittadini che vengono a partecipare con noi. Questo è lo spirito con cui si approccia un referendum costituzionale, non è materia di scambio, non è materia di potere, non è una ragione per dire delle cose assurde come quelle che sono state dette”.

È quanto dichiara dinanzi a taccuini e microfoni, richiesto di un commento sulle dichiarazioni del governatore della Campania De Luca, il segretario nazionale di Possibile, Pippo Civati, questa sera ad Avellino per spiegare le ragioni del No nel corso dell’incontro svoltosi nella sala blu dell’ex carcere borbonico nell’ambito del tour ricostituente. Tra gli intervenuti il parlamentare di Sinistra Italiana Giancarlo Giordano, la giornalista e scrittrice Francesca Fornario e Ida Iasi, del comitato Anna Lindh di Possibile Avellino.

Un giudizio sullo schieramento della sinistra: “Mi pare che votino alcuni sì, alcuni no in perfetta linea con una certa coerenza, quindi penso che faranno un altro governo Renzi o un governo Franceschini se vince il No. Saremo alle solite, nel senso che ci sarà la stessa maggioranza che c’è sempre stata, forse ci sarà un ricongiungimento familiare tra Berlusconi e Verdini perché Berlusconi dirà: è Natale, sono tutti più buoni perché mi lasciate all’opposizione, per il resto non cambierà nulla. Tutta questa drammatizzazione servirà solo a Renzi come gioco per affermare se stesso, la propria leadership ed inevitabilmente, se le cose dovessero andargli male, anche per avere un colpo, però chi è causa del suo mal…”.

Una campagna elettorale che non sempre è entrata nel merito del referendum: “Non c’è nessun motivo per riversare sulla Costituzione dei risentimenti o delle contrapposizioni che riguardano l’agone politico. Sono le elezioni politiche quelle in cui ci si confronta con una programma di governo, con una leadership, la Costituzione dovrebbe essere un’altra disciplina, ma purtroppo il primo che ha derogato a questa regola è stato il premier”.

Sibilia, M5S: «Votare No per mandare a casa personaggi come De Luca»

Sibilia, M5S: «Votare No per mandare a casa personaggi come De Luca»

ARIANO IRPINO – In cammiNo sul Tricolle. Carlo Sibilia ed il Movimento Cinque Stelle proseguono il loro tour nei Comuni della provincia di Avellino per spiegare le ragioni del No al referendum costituzionale del 4 dicembre. Sabato prossimo l’ennesima marcia ad Ariano Irpino, dopo aver toccato, le settimane scorse, paesi come Morra De Sanctis, Lioni, Manocalzati, Atripalda, Grottaminarda, Mirabella Eclano, Monteforte Irpino.

“La riforma Renzi-Verdini-Boschi serve a dare l'immunità a personaggi come Vincenzo De Luca, così potranno finalmente passare dalle parole ai fatti senza alcun freno. Personaggi che ricevono premi dopo aver incitato i sindaci campani al clientelismo.  È ora di mandarli a casa”, dice Carlo Sibilia il quale prosegue: “Continuiamo a girare l'Italia e l'Irpinia per non lasciare nessuno vittima dell'informazione di regime che vuole spacciarci per utile una riforma che potrebbe fare davvero molti danni”. Sabato 26 novembre la partenza è prevista dal piazzale Eurospin alle 15,30 e poi alle 18,00 con i prof. De Fiores e Grassi è in programma un dibattito presso l'auditorium Palazzo Uffici sulle ragioni del No.

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