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    24/11/2014

Politica

Dalla Leopolda a Napoli, Festa in campo alle Regionali con una lista a sostegno del Pd

Dalla Leopolda a Napoli, Festa in campo alle Regionali con una lista a sostegno del Pd

FIRENZE – Presenti ai lavori della Leopolda 5, organizzata a Firenze dal premier Matteo Renzi, anche i fondatori dell’associazione Davvero - Diritti & Ecologia, ovvero l’onorevole Michele Ragosta ed il consigliere comunale di Avellino, nonché neo consigliere provinciale, Gianluca Festa.

La manifestazione – si legge in un comunicato – ha rappresentato l'occasione per presentare anche a livello nazionale l'associazione politica nata per rappresentare un'area culturale all'interno del Partito democratico, di cui è diretta emanazione e parte integrante. Entrambi gli esponenti democratici, infatti, sono stati chiamati a fornire il loro contributo ai tavoli tematici organizzati per l'occasione. In particolare, l'onorevole Ragosta ha presieduto il tavolo che ha trattato il tema dell'ambiente e dei rifiuti mentre Gianluca Festa è intervenuto al tavolo dedicato alle questioni energetiche e della sicurezza. Particolarmente apprezzato, infatti, è stato il suo intervento alla presenza dell'onorevole Marietta Tidei e di numerosi amministratori ed esperti del settore. L’attuale consigliere provinciale e comunale del capoluogo irpino ha rappresentato dapprima tutte le iniziative promosse durante il suo mandato di vicesindaco in tema di risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili. Successivamente ha illustrato quali sono gli interventi che sta seguendo da presidente della commissione Ambiente.

La kermesse è stata anche l'occasione – si legge ancora – per discutere con la delegazione campana del Pd e con alcuni dirigenti nazionali della vicenda relativa alla scelta del candidato presidente della Regione Campania. Ragosta e Festa hanno tenuto una serie di incontri per delineare le giuste strategie al fine di addivenire ad una scelta condivisa tra tutte le sensibilità del partito rispetto alla individuazione del futuro governatore della Campania. In relazione a questo appuntamento elettorale ritenuto di fondamentale importanza dal partito è stato anche chiesto loro di adoperarsi per la costruzione di una lista regionale a sostegno del candidato presidente, impegno che con grande responsabilità entrambi i leader democratici hanno deciso di assumere. Nei prossimi giorni, al riguardo, è previsto un vertice nazionale per delineare i contorni dell'iniziativa.

 

Comune, è il momento di scelte coraggiose

Comune, è il momento di scelte coraggiose

AVELLINO – La vicenda politica locale è contrassegnata in questa fase da due eventi molto importanti per la comunità irpina: l’avvenuto insediamento del presidente della defunta ma resuscitata Provincia, Domenico Gambacorta (con conseguenti, prossime nomine della minigiunta e il primo confronto con l’assemblea dei sindaci, istituzione stupidamente mai valorizzata perché mai riconosciuta), e l’attesa per la decisione del sindaco di Avellino, Paolo Foti, circa il suo futuro. Rimane tutt’oggi il dubbio sulle sue intenzioni a proposito delle dimissioni da lui presentate dopo essere risultato perdente nello scontro proprio con Gambacorta per la presidenza del simulacro di Provincia che una presunta riforma firmata Delrio ha partorito.

Nel caso-Foti c’è tutto un ingarbugliato nodo che proprio lui è chiamato a dipanare: ritiro delle dimissioni entro venti giorni dalla presentazione (cosa che, dopo gli ultimi “chiarimenti” in casa Pd sarebbe sul procinto di fare), verifica dell’esistenza di una vera maggioranza in Piazza del popolo, varo di una nuova giunta (con tanto di spiegazione su chi entra e su chi esce), capacità di guida di alcuni processi – freno all’edilizia, nel caso di Avellino ricorso ad una variante che blocchi la speculazione sulle colline e lungo i tanti torrenti, con tanto di piano paesaggistico di tutela – soprattutto da parte di un redivivo e forte Partito democratico.

E qui sta il punto. Esiste davvero nella nostra provincia ed in Avellino un autorevole e fermo Partito democratico? Da via Tagliamento fanno sapere che i risultati elettorali, fino alle ultime Europee, non lasciano adito a dubbi sulla consistenza del primo partito in Irpinia. Solo che prima alcune elezioni amministrative – clamoroso il caso di Ariano Irpino – poi questa sorta di elezione indiretta che è stata la convocazione alle urne di sindaci e consiglieri comunali hanno dimostrato quanto meno che in via Tagliamento non c’è chi controlli davvero lo svolgersi dei rapporti tra i partiti e, soprattutto, manca una leadership autorevole capace di indirizzare la vita del partito (inutile illudersi, nei partiti si vive, si vince e si perde così).

Troppo giovani, addirittura giovanissimi, i protagonisti in via Tagliamento. Dove a dimostrare quanto sia anomala la convivenza tra ex Dc, ex Pci, ex Ds, qualche ex Psi, persino qualche ex di Rifondazione comunista c’è una gigantografia che chiude il fondo del salone delle riunioni del coordinamento provinciale. La gigantografia, lì sistemata nel 1972 con Tonino Argenziano segretario provinciale di quella Democrazia cristiana che aveva acquistato dieci anni prima quella sede (due appartamenti adattati alla bisogna), riproduce l’immagine di una Piazza Libertà gremita di folla durante uno storico comizio di Alcide De Gasperi in piena campagna elettorale del 1953, l’anno della battaglia dello statista trentino per un cambiamento della legge elettorale. Quella battaglia De Gasperi – che pagò anche lo scotto della riforma agraria – la perse, con le conseguenze che sono oggi sotto i nostri occhi.

Ma quella gigantografia ci offre il racconto di un’altra epoca, di un altro mondo e, soprattutto, di un solo partito che allora era nel pieno della sua gioventù. Come è possibile che gli eredi del Pci e delle altre forze politiche di sinistra non abbiano mai fatto passare l’idea – pure da qualcuno suggerita – di custodire, presso associazioni culturali differenti, tutto il patrimonio di foto, manifesti, giornali e documenti vari di ciascun partito e di rendere via Tagliamento la casa di tutti? Non sarebbe più semplice e onesto sostituire quel fondale del salone dell’ex sede Dc con una gigantografia riportante il popolo democratico durante una manifestazione di massa avellinese – ricordiamo per tutte il comizio di Veltroni nel teatro Gesualdo – con accanto l’ormai diffusissima sigla Pd?

Qualcuno dirà: ma cosa c’entra questa storia della gigantografia con i problemi di oggi del Partito democratico? Rispondiamo come il regista Ugo Gregoretti ai bambini di un Carosello di tanti anni fa, quando dopo aver visto i suoi corti sulla gente al lavoro, gli chiedevano immancabilmente: sì, ma cosa c’entra tutto questo con le lotte delle famiglie? E lui, in risposta, implacabile, guardandoli: c’entra, c’entra.

Da Autonomia Sud l’invito a Foti a ritirare le dimissioni

Da Autonomia Sud l’invito a Foti a ritirare le dimissioni

AVELLINO – Crisi al Comune di Avellino. Continuano gli appelli al sindaco Foti perché ritiri le dimissioni presentate all’indomani del risultato venuto fuori dalle elezioni provinciali che l’hanno visto soccombere nella corsa per la presidenza della Provincia andata al forzista Domenico Gambacorta, sindaco di Ariano Irpino. È un vero e proprio “assedio” quello cui è sottoposto in questi giorni il primo cittadino di Avellino – sia dai gruppi della maggioranza che da quelli dell’opposizione (con motivazioni diverse, naturalmente) – affinché riveda la sua posizione nell’interesse della città. Imminente, e forse decisivo, l’incontro che Foti avrà, presso la sede del coordinamento provinciale di via Tagliamento, con il gruppo consiliare del suo partito, il Pd.

Per intanto,  ad invitarlo a ritirare le dimissioni è Autonomia Sud, rappresentata in Consiglio comunale da Arturo Iannaccone e Mafalda Galluccio, attraverso un comunicato: “Si è riunito ieri –  mercoledi 22 ottobre  – il comitato cittadino di Autonomia Sud che ha esaminato la situazione politico-amministrativa  venutasi a determinare  al Comune di Avellino  con le dimissioni  di Paolo Foti dalla carica di sindaco. Il comitato cittadino  di Autonomia Sud invita il sindaco Foti  a ritirare le dimissioni per evitare all’amministrazione cittadina una nuova fase  di commissariamento e quindi   il rischio  di dissesto finanziario, la perdita di fondi europei ed un ulteriore blocco dei cantieri già aperti. Il comitato cittadino  di Autonomia Sud invita, altresì, il sindaco Foti ad utilizzare fino in fondo le prerogative che gli riconosce la legge, a riprendere con vigore  i temi che gli hanno consentito di vincere  una difficile competizione elettorale quali la qualità della vita, la sicurezza, il recupero delle periferie, il completamento delle opere già avviate, la valorizzazione della Dogana e dell’ex Gil, il risanamento dell’area ex Isochimica, l’efficientamento della macchina burocratico amministrativa, ecc. Autonomia Sud, in conclusione,  ribadisce piena lealtà e sostegno all’azione di Paolo Foti con l’auspicio che ottenga piena chiarezza da parte della maggioranza pretendendo da tutti coerenza di comportamenti”.

Ex Irisbus, Sibilia (M5S) interroga il ministro Padoan sui fondi al gruppo Fiat

Ex Irisbus, Sibilia (M5S) interroga il ministro Padoan sui fondi al gruppo Fiat

ROMA – “Nel corso degli anni il gruppo Fiat è stato beneficiario di una valanga di soldi pubblici. Nello specifico in base alla legge 183/76 sono stati concessi contributi per £ 14.912.513.000 a cui si è aggiunto, sempre in base alla stessa legge, uno in conto interessi di £ 1.277.530.000 per un finanziamento agevolato di £ 4.800.000.000. In seguito ai danni provocati dal sisma del 1980, sempre il gruppo Fiat ha ottenuto la bellezza di £ 9.834.500.000 e non ha dovuto contribuire per niente alla realizzazione delle infrastrutture generali visto che lo stabilimento fu allocato nell’area industriale dell’Asi che le mise a disposizione gratuitamente”.

È quanto dichiara il parlamentare avellinese del M5S, Carlo Sibilia, intervenendo sulla dello stabilimento ex Irisbus da parte del gruppo Fiat Iveco in favore della cordata composta da King Long Italia e Finmeccanica. Nell’augurare ai lavoratori una conclusione positiva e rapida della vertenza alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro Lupi sullo stanziamento di una cospicua somma di denaro previsto nella legge di Stabilità a copertura di una buona parte del piano di investimento, Sibilia sottolinea un altro aspetto della vicenda dello stabilimento di Valle Ufita, quello dei fondi al gruppo Fiat con un’interrogazione al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Ho deciso – spiega – di presentare una interrogazione al ministro dell’Economia e delle finanze affinché il cittadino italiano sappia cosa il governo intenda fare per ridare dignità all’immagine di uno Stato che pare serva solo quando elargisce contributi a fondo perduto. I comportamenti del gruppo Fiat Iveco, in questo caso, sono assolutamente irrispettosi nei confronti del Paese e non può avere più quelle protezioni politiche che hanno permesso tutto ciò. Multinazionali che usufruiscono di fondi pubblici che hanno sedi e domicili fiscali all’estero e che sistematicamente trasferiscono la produzione in altri Paesi non sono più gradite. I provvedimenti, come quello inserito nella passata legge di stabilità che stabilisce la decadenza dai contributi per le imprese che delocalizzano nei Paesi extra Ue, sono sacrosanti e speriamo sanciscano la fine di questo malcostume”.

Trivellazioni ed inceneritori, in diretta tv il no del M5S

Trivellazioni ed inceneritori, in diretta tv il no del M5S

ROMA - “No alle trivellazioni petrolifere, no agli inceneritori” – così i deputati cittadini del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia e Mirella Liuzzi, nel corso del question time trasmesso in diretta da Palazzo Montecitorio questo pomeriggio su Rai3. In particolare i parlamentari – si legge in un comunicato – sono intervenuti in aula per presentare un’interrogazione a risposta immediata indirizzata al ministro degli Affari regionali Lanzetta sulle emergenze ambientali che il decreto cosiddetto “Sblocca Italia” all’esame del Parlamento in queste settimane non risolve. Anzi.

“Le emergenze ambientali – commentano Sibilia e Liuzzi – di cui l’Italia soffre da anni e che nessun governo si è impegnato seriamente a risolvere, rappresentano per noi una priorità. La vera ed unica fonte inesauribile di ricchezza per il Paese è l’ambiente. Ma come si possono avallare scelte che mettono in serio pericolo il nostro territorio?”. Il riferimento è a quegli articoli contenuti nel provvedimento ribattezzato dal Movimento 5 Stelle “SfasciaItalia” in contrapposizione ad “AttivaItalia” presentato dallo stesso gruppo parlamentare, che centralizzano le decisioni in materia di gestione dei rifiuti e trivellazioni petrolifere a danno delle comunità locali, della salute dei cittadini e dell’ambiente.

“Per chi non lo sapesse – spiega Sibilia – per quanto riguarda i rifiuti, sarà il presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente, a stabilire la realizzazione di nuovi inceneriitori, che saranno considerati di interesse strategico nazionale, quindi potenzialmente militarizzabili. Tutti ricordiamo le grandi mobilitazioni messe in campo dalla popolazione irpina a tutela di Difesa Grande, Savignano e del Formicoso. Non possiamo permettere che decisioni così delicate vengano calate dall’alto senza nessuna forma di interlocuzione con i territori. Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo dato battaglia in Commissione e continueremo anche in aula”.
Stesse considerazioni per le trivellazioni petrolifere: “Sarà il ministero dello Sviluppo economico – continua il deputato avellinese – a rilasciare il titolo autorizzativo in dispregio della legge n. 239 del 2004, che, a garanzia della competenza concorrente con lo Stato in materia di energia, aveva assegnato alle regioni il ruolo di co-decisori nel rilascio dei titoli abilitativi concessori. In Irpinia ci sono i progetti Nusco e Case Capozzi per i quali il Movimento 5 Stelle si è sempre dichiarato fermamente contrario”.

“Inquinamento ambientale, rischi per la salute dell’uomo e buchi neri: a questo vogliamo che si riduca il Bel Paese grazie alle politiche di un governo che, anziché andare avanti, va indietro? L’Ue, infatti, spinge per la riduzione a monte della quantità dei rifiuti e i partiti di maggioranza, invece, vogliono ancora bruciarli. L’Ue spinge per il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili e i partiti di maggioranza, invece, vogliono ancora concedere permessi di ricerca del petrolio. Il tutto bypassando le Regioni e le comunità locali sempre più vessate e marginalizzate” – conclude Sibilia. Il portavoce avellinese ha concluso il suo intervento chiedendo al  ministro Lanzetta se la linea tracciata dal governo sia pericolosamente lesiva del principio di sussidiarietà e potenzialmente in contrasto con la riforma del Titolo V della Costituzione in materia di competenze regionali e se non ritenga necessario l’avvio di un approfondito studio per la preventiva valutazione dei danni all’ambiente e alla salute umana. Per i deputati Sibilia e Liuzzi la risposta da parte del ministro Lanzetta è stata vaga ed insoddisfacente: “Questo governo non fa altro che arrampicarsi sugli specchi. Non possiamo permetterci di lasciare il Paese nelle mani di avventurieri che fanno solo gli interessi propri e di pochi gruppi di potere. Per questo proseguiremo la battaglia contro le trivellazioni e gli inceneritori”.

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