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    04/08/2015

Politica

Asi, sì al bilancio

Asi, sì al bilancio

AVELLINO – “L’Asi ha fatto tanto, ha lavorato bene, ha lavorato in un momento di difficoltà economica enorme perché ho dovuto combattere sulla spending e sulla riduzione dei costi e abbiamo lavorato bene facendo il nostro dovere. Qual è il nostro dovere? Quello di presentare i progetti e di essere esecutivi e cantierabili, appetibili alla Regione. Devono firmare i decreti per infrastrutture, le aree non sono da terzo mondo come si dice. L’Asi non ha una lira per poter gestire, non ha contributi da nessuno per cui si muove con le sue gambe e le sue forze”.

Appare tranquillo Giulio Belmonte, presidente dell’Area per lo sviluppo industriale, al termine dell’approvazione del bilancio di previsione da parte dell’assemblea dei sindaci che fanno parte del consorzio di via Capozzi. Trentotto i sì a favore dello strumento contabile, un solo voto di astensione, quello del Comune di Calitri.

Belmonte non ha mancato dinanzi a taccuini e microfoni di replicare alla critiche piovute sull’ente da lui diretto da parte del presidente di Confindustria Sabino Basso che aveva parlato in una recente intervista di ente inutile, non in grado di produrre sviluppo, ma semplice strumento in mano ai politici.

Rinviata a venerdì prossimo, invece, l’elezione nel Cda del sostituto di Maurizio Petracca, neo consigliere regionale dellUdc. Sulla vicenda ci sono posizioni diverse tra chi sostiene che bisogna procedere ad eleggere un altro rappresentante dell’Unione di centro in ossequio all’accordo istituzionale di febbraio e chi invece rivendica una maggiore rappresentanza del Pd, il primo partito sul piano dei consensi elettorali in provincia.

 

«Popolo greco perseguitato», il Prc in corteo per la Grecia

«Popolo greco perseguitato», il Prc in corteo per la Grecia

AVELLINO – Sulla vicenda della Grecia in Italia vi è una enorme disinformazione. La bugia più diffusa – dichiara in una nota-stampa Tony Della Pia, segretario provinciale del Prc – è che i greci hanno accumulato debiti e oltre a non volerli pagare chiedono agli altri paesi europei di continuare a prestargli i soldi senza poi restituirli: falso. L’economia greca è stata distrutta dalle politiche di austerità imposte negli ultimi 5 anni dall’Unione europea: avevano previsto una riduzione del Pil del 5% invece è arrivata al 25%. Questo disastro ha prodotto un impoverimento della popolazione e milioni di disoccupati. Syriza ha vinto le elezioni  proponendo di non accettare queste politiche, il governo Tsipras ha quindi  presentato un piano  alternativo  basato, tra l'altro, su proposte molto semplici: aumento della tasse  ai ricchi, tutela delle pensioni dei poveri e blocco dell'elargizione dei soldi pubblici agli speculatori attraverso il debito gonfiato da interessi da usura. Contro queste proposte si sono scagliati gli amici dei banchieri che comandano l'Unione europea. I poteri finanziari, tutelati dalla Merkel, pur di impedire al governo greco di dimostrare che esiste una alternativa alle politiche di austerità, preferiscono la rottura dell'Europa e il default della Grecia: ciò anche grazie alla subalternità dei vassalli europei come Renzi e il suo esecutivo. Hitler invase la Grecia con i carri armati, la Merkel  vuole strozzarla con il ricatto economico, dopo 75 anni cambiano gli strumenti ma non il fine di dominio.

La discussione tra il governo greco e l’Unione europea non riguarda le cifre del bilancio – su questo non ci sono differenze – ma chi le deve pagare: i greci ricchi o quelli poveri? Gli speculatori e le banche o il popolo greco? I padroni del vapore non vogliono che i popoli europei, massacrati da anni di politiche di austerità, possano pensare che un'altra economia è possibile. Il governo greco viene perseguitato perché può essere un esempio per l'Europa piegata dalla crisi, può dimostrare che cambiare strada, uscire dall’austerità, non solo è necessario ma  possibile.

Per queste ragioni venerdì 3 luglio, a partire dalle ore 18.00, nei pressi della villa comunale di Avellino, insieme alle altre forze politiche e sociali, manifesteremo tutto il nostro sostegno al governo greco e ad Alexis Tsipras, diremo a gran voce no! oxi! all'austerità in Grecia come in Italia. Invitiamo la popolazione a non perdere quest'importante appuntamento con la storia.

De Luca: «Rispettata la legge, ora al lavoro a testa alta»

De Luca: «Rispettata la legge, ora al lavoro a testa alta»

NAPOLI – “Con decreto monocratico il Tribunale di Napoli ha sospeso il decreto del presidente del Consiglio. Esprimo il mio rispetto per il Tribunale di Napoli, che ha affrontato una questione, anche inedita, con grande attenzione e profondità. Esprimo il mio ringraziamento ai miei legali per la loro professionalità. Si apre ora la fase del lavoro e dell’impegno amministrativo pieno. Rivolgo un saluto alle elettrici ed agli elettori campani, che hanno scelto democraticamente a chi affidare il governo della Regione. È sembrato, in questi giorni, che il primo e fondamentale elemento di correttezza istituzionale potesse esser quasi cancellato. Si ripristina il rispetto della volontà popolare. Agli elettori di Napoli e della Campania riconfermo la mia gratitudine ed il mio impegno”.

Questo il commento di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, in merito all’accoglimento da parte della I sezione civile del Tribunale di Napoli del ricorso contro la sospensione dalla carica prevista dalla legge Severino. Sul piano procedurale ora il Tribunale deciderà nell’udienza collegiale del prossimo 17 luglio se confermare, modificare o revocare il provvedimento.  Per intanto De Luca potrà partecipare alla seduta del Consiglio fissata dalla presidente D’Amelio per il prossimo 9 luglio e procedere alla nomina del suo vice e della giunta.

“Abbiamo rispettato e rispetteremo rigorosamente – ha dichiarato ancora De Luca – tutte le leggi dello Stato. Così come ci batteremo a fondo per la difesa dello Stato di diritto e dei principi costituzionali. È necessario espellere dalla vita pubblica ladri e tangentisti; ma è altrettanto necessario tutelare a pieno, nella loro dignità e nel loro lavoro, quanti continuano ad assumersi responsabilità, per cambiare il Paese, realizzare opere, creare lavoro. Ci batteremo perché la legge sia uguale per tutti, e non ci siano disparità fra amministratori locali, che lavorano e rischiano in trincea, ed esponenti politici nazionali e di governo. Ci batteremo perché la “paura della firma” e della responsabilità non paralizzino più l’Italia. Nei prossimi mesi sarà sempre più chiaro che la vecchia Campania dei luoghi comuni non esiste più. Arriverà presto, all’italia intera, l’immagine di un’altra classe dirigente, fatta di dignità istituzionale, di concretezza operativa, di rigore spartano. Lavoreremo, a testa alta, per affrontare e risolvere i nostri problemi, e valorizzare in pieno le nostre potenzialità.

Ci batteremmo, infine, perché il dibattito pubblico diventi meno confuso ed approssimativo. C’è un clima pesante in Italia. Arrivano ai cittadini notizie di scandali e ruberie. Tutto viene compreso in un generale sentimento di sfiducia e di disincanto. A maggior ragione, in questa situazione, è indispensabile andare sempre al merito delle questioni, rendere chiare le differenze, tutelare le persone corrette. Rispettare sempre la vita di chi si spende correttamente per l’impegno pubblico, non indebolisce, ma rafforza la battaglia contro le degenerazioni della politica, e a tutela della dignità delle Istituzioni”.

“La legge Severino è una norma contra personam, si applica solo con il presidente Silvio Berlusconi”: questo il primo commento del capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta il quale ha poi aggiunto: “I casi più eclatanti ai quali abbiamo e stiamo assistendo negli ultimi mesi – De Magistris e De Luca – confermano i nostri dubbi e le nostre amarezze. La legge non è uguale per tutti. Ed una legge come la Severino, a questo punto, andrebbe cambiata, così come chiesto questa mattina anche da Raffaele Cantone (presidente dell’Autorità Anticorruzione), e magari andrebbe restituito l’onore a chi, come il presidente Berlusconi, è stato colpito con irridente celerità da una sinistra giustizialista e condizionata, evidentemente, dall’odio nei confronti dell’avversario politico degli ultimi decenni.

In merito alla tempistica della decisione del Tribunale di Napoli, che dire: ‘a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca’. Un normale cittadino avrebbe avuto lo stesso trattamento? Qualunque ricorso sarebbe stato giudicato, come in questo caso, in una manciata di giorni? Domande retoriche che per quanto ci riguarda contengono già nell’interrogativo la risposta. Evidentemente la sinistra, una certa sinistra è ancora una casta che può beneficiare di corsie preferenziali. Per noi è più di un sospetto. La morale di questa triste storia, tutt’altro che finita, è una sola: la decisione dei giudici napoletani non risolve in alcun modo il problema politico di una Regione che resta e rimarrà nei prossimi mesi appesa al filo dell’illegalità e dei ricorsi. Il tutto sulla pelle dei cittadini e contro l’immagine e la sacralità delle istituzioni”.

Sul piede di guerra anche il M5S che ieri si è visto respinto dal Tar il ricorso d’urgenza presentato dai consiglieri regionali.

Sel: «Siamo solidali con Tsipras ed il popolo greco»

Sel: «Siamo solidali con Tsipras ed il popolo greco»

AVELLINO – È in corso in queste ore – si legge in una nota della federazione irpina di Sel – un vero e proprio atto di terrorismo politico nei confronti del popolo greco. Si tratta di iniziative che puntano a diffondere il panico. Il governo Tsipras ha fatto una cosa a cui i governi europei ormai sono disabituati: ha rimesso al centro la democrazia ed il proprio popolo. Per i burocrati di Bruxelles è considerato inaccettabile far esprimere i cittadini su scelte che li riguardano direttamente. Tsipras invece lo fa e per questo noi siamo solidali con lui.

Siamo convinti che questa scelta riguardi tutta l’Unione europea e dunque anche noi italiani. Quello di domenica in Grecia non è un referendum tra euro e dracma, come ipocritamente detto da Matteo Renzi, ma è un referendum tra l’ideologia dell’austerità, insulsa e sbagliata che ha impoverito milioni di europei, e una scelta di autonomia che vuole un’Europa democratica e solidale.

Per queste ragioni la federazione irpina di Sinistra Ecologia Libertà è solidale con il governo e il popolo greco ed è pronta a contribuire alla mobilitazione di tutti coloro intendano sostenere le iniziative politiche del primo ministro Tsipras.

Istituto per gli studi filosofici, Sibilia interroga Franceschini e Padoan

Istituto per gli studi filosofici, Sibilia interroga Franceschini e Padoan

ROMA – “Sono tante le urgenze alle quali il Consiglio campano dovrebbe far fronte ed invece la Regione continua a vivere uno stato di paralisi, ostaggio di un presidente sospeso e di un Partito democratico che non hanno a cuori le sorti del territorio e delle sue eccellenze”. Così i parlamentari del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia, Cosimo Pietraroli, Roberto Fico ed Angelo Tofano, che fanno sapere di aver depositato un’interrogazione scritta al ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo e a quello dell'Economia e delle finanze, a prima firma Sibilia, per scongiurare il rischio di una chiusura definitiva dell'Istituto italiano per gli Studi filosofici di Napoli.

“Si tratta – commentano i deputati 5 Stelle – di un patrimonio culturale prezioso che non può e non deve essere disperso: da un lato, una biblioteca umanistica con circa 300mila volumi raccolti in un trentennio di ricerche di fondi librari in tutta Europa; dall’altro, le importanti attività di ricerca e formazione svolte in questi anni dall’Istituto che in tal modo, come sottolineato nel rapporto Unesco 1993, ha contributo a fare di Napoli una vera capitale europea”.

“Dal 2009, anno in cui sono iniziati i tagli ai finanziamenti da parte dell’allora ministro dell’Economia Tremonti, l’Istituto versa in una situazione di pesante difficoltà aggravata dall’indifferenza sia del sindaco de Magistris sia dell’ex presidente della Regione Caldoro che ad alcune promesse non hanno fatto seguire fatti concreti. E le conseguenze – incalzano i portavoce 5 Stelle – sono sotto gli occhi di tutti: nessuna retribuzione per i 15 dipendenti e mancato pagamento per i fornitori, mentre molti dei 300 mila volumi raccolti, di cui molti rarissimi come gli originali di Giordano Bruno e Giambattista Vico, sono custoditi in depositi di fortuna”.

“Il punto è che la politica, che non ha mai scommesso sulla cultura, attraverso le Istituzioni deve iniziare a recuperare, tutelare e valorizzare il patrimonio di conoscenze che la nostra splendida regione offre e che nell’Istituto italiano degli Studi filosofici ha un piccolo, grande esempio. Di questo chiediamo conto al ministro auspicando che si possano mettere in campo iniziative per scongiurare una cessazione delle sue importanti attività”.

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