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    21/12/2014

Politica

Circolo Foa: «Manca un’idea di città, la responsabilità è del Pd»

Circolo Foa: «Manca un’idea di città, la responsabilità è del Pd»

AVELLINO – “Noi pensiamo che Foti sia in perfetta continuità con la stagione di Galasso e ciò che è accaduto in questi 40 giorni, dal momento delle sue dimissioni e fino al ritiro delle stesse, ne dà una rappresentazione plastica. Foti non s’illuda che abbia così risolto i problemi all’interno della sua maggioranza. Rimangono tali e quali i nodi politici e amministrativi che c’erano, nodi che sono lì, all’interno di quell’aula consiliare Qualche consigliere non ha partecipato al Consiglio, qualcun altro ha espresso il proprio dissenso: credo che Foti, la sua maggioranza e la giunta non avranno giorni facili davanti a loro se non si cambia registro. E si cambia registro se finalmente a Palazzo di città torna la politica. E la responsabilità sta tutta nel Partito democratico che ha il dovere di esprimere un pensiero di città. Questo pensiero non c’è, a nostro avviso, nel comportamento e nell’atteggiamento del gruppo del Partito democratico, questo atteggiamento non c’è nel distacco che il governo del partito ha maturato rispetto alla città. Il Pd ha bisogno di conquistare una propria idea di città che deve essere portata in Consiglio comunale. Questo dovrebbe essere il compito del Pd, non inserirsi in manovre di vario tipo, ma dare un’idea di città. Noi vorremmo che nel Pd ci fosse una competizione, vorremmo essere sfidati dagli altri in modo tale che ci sia un ragionamento complessivo sulla città”.

Si esprime senza mezzi termini Francesco Todisco nel corso dell’annunciata conferenza stampa del circolo Vittorio Foa presso la sede di via Del Balzo per una analisi a caldo di quanto accaduto ieri sera in Consiglio comunale alla luce delle dichiarazioni rese dal sindaco Foti dopo il ritiro delle sue dimissioni. Sulla stessa falsariga di Todisco si sono espressi sia il segretario del circolo Bove che la consigliera comunale Nadia Arace presenti all’incontro.

 

Foti indica le priorità del rilancio, ma non cessano le tensioni

Foti indica le priorità del rilancio, ma non cessano le tensioni

AVELLINO – Lunga seduta quella del Consiglio comunale di Avellino, questa sera, per discutere la relazione del sindaco Foti al “rientro” dalle dimissioni. Il dibattito è terminato intorno alle 23 ed ha visto gli interventi di numerosissimi consiglieri: Iannaccone, Medugno, Amodeo (queste ultime due entrate in Consiglio, al posto delle consigliere del Pd Iaverone e Giordano, “promosse” in giunta), Russo, Arace, Matetich, Festa, Miro, Poppa, Galluccio, Iannaccone, Giacobbe, Melillo e Grella per la maggioranza; e per la minoranza Montanile, Battista, Bilotta, Palumbo, Giordano, Cicalese, Preziosi ed Ambrosone.

Nel suo intervento introduttivo – che abbiamo riportato integralmente in altra pagina del giornale – il sindaco ha sottolineato i risultati raggiunti dalla sua amministrazione in questa prima fase: innanzitutto aver evitato il dissesto, prendendo misure che possono condurre ad una situazione economica più tranquilla ed aver messo a punto una riorganizzazione della macchina burocratica che a giorni dovrebbe partire. Per la seconda fase del suo mandato, il sindaco, muovendosi sempre nell’ambito del programma premiato dagli elettori, ha indicato le priorità, le cose da realizzare nel giro di dieci, dodici mesi. Innanzitutto il completamento dei cantieri infiniti, a partire da quelli che già hanno visto la ripresa dei lavori, come la Bonatti, il tunnel, la collina della Terra. Quindi la soluzione di annose questioni, come la bonifica dell’Isochimica, la fruizione dell’ex Eliseo, il recupero della Dogana. Largo spazio è stato dedicato ai temi della gestione del patrimonio comunale, a partire dalle strutture sportive, della sicurezza, dell’ambiente e delle politiche sociali.

Caute aperture all’opposizione sono individuabili nella proposta di costituire una commissione speciale consiliare per le assegnazioni urgenti di alloggi comunali, commissione che verrebbe presieduta da un consigliere di opposizione; nell’invito al presidente della commissione Statuto, Giancarlo Giordano, a ritirare le dimissioni e a riprendere i lavori;  nella volontà di tornare in aula per l’adeguamento del piano urbanistico comunale, con l’intento di una condivisione più ampia sugli indirizzi urbanistici.

Dai banchi dell’opposizione, però, non sono venuti sostanziali segnali di apprezzamento, anzi è venuta più d’una critica, anche se è stata ribadita, soprattutto da parte dei consiglieri Giordano e Ambrosone la loro collocazione all’interno del centrosinistra e la possibilità di un loro contributo in positivo sulle questioni concrete. Dai banchi della maggioranza sono giunte proposte ulteriori, rispetto al programma tracciato dal sindaco. La consigliera Arace, infatti, è tornata sulla questione Isochimica per la cui messa in sicurezza ha chiesto l’istituzione di un apposito capitolo di bilancio, mentre la consigliera Matetich ha preannunciato una mozione perché la futura Piazza Libertà sia “abbellita” con un’adeguata opera d’arte e i consiglieri Russo e Melillo hanno insistito per una maggiore attenzione verso le periferie.

Non è sfuggito ai più, infine, il fatto che abbiano ben presto lasciato l’aula alcuni consiglieri del Pd (Mario e Salvatore Cucciniello e Francesca De Iorio) fin qui fra i fedelissimi del sindaco, mentre i cosiddetti “dissidenti” (Festa, Negrone, Giacobbe, Genovese, Melillo) sono rimasti in aula, sottolineando la volontà di contribuire al rilancio dell’azione amministrativa. Oggi si ritorna in aula con i debiti fuori bilancio: qui è previsto il voto e, alla verifica dei numeri, sarà più agevole verificare chi c’è e chi si chiama fuori dalla maggioranza.

Questo, comunque, uno stralcio di alcuni degli interventi nel dibattito di questa sera dopo le dichiarazioni del sindaco Foti:

Domenico Palumbo: “Lei chiede, sindaco, all’opposizione spirito di collaborazione. Ebbene, noi non abbiamo mai fatto niente per dare fastidio a questa amministrazione. Non trovo comprensibile questo tipo di giustificazione verso la città di Avellino. Non si può dire: non è successo nulla. Si pecca di superficialità. Io posso anche accettare l’impegno, ma non lo vedo coniugato con i problemi della città. Non ha fatto altro che elencare tutte quelle cose che già ci aveva annunziato due anni fa. Ma in concreto cosa abbiamo fatto? Niente. Lei ha detto che vuole stare tra le gente: ebbene, stare tra le gente non significa andare per il Corso, significa andare nelle periferie della città. Cosa chiediamo? Poche cose, ma portate a termine. Questa opposizione non farà niente per ammazzarvi se non siete voi a suicidarvi. La nostra sarà un’opposizione costruttiva”.

Francesca Medugno: “Mi batterò per le fasce deboli. Metterò a disposizione le mie esperienze a favore delle politiche sociali. Io credo nella politica, credo nella rappresentanza”.

Silvia Amodeo: “A pochi passi da qui ho i miei ricordi più cari. La farmacia di mio padre a Piazza Amendola. Non sarà l’ingresso di questo o quel consigliere a fare la differenza in questo civico consesso. Ma, come nello sport, il valore della riserva conta. Dobbiamo rispondere alle domande dei cittadini che hanno creduto in noi”.

Nicola Battista: “Questa città è un inferno. Sono le sue, signor sindaco, solo dichiarazioni di buone intenzioni. È la città che manca in questa assise. Ci si appella sempre alla periferia. Ma dove inizia e dove finisce la periferia? Il Corso, cioè quello che dovrebbe essere il centro, è come via Francesco Tedesco. Palazzi da anni incompiuti, poca polizia, arredi urbani approssimativi, auto che entrano e escono senza permesso. Come si può rilanciare la stazione se dinanzi alla stazione non c’è un posto per parcheggiare la macchina? La collaborazione in Consiglio? La cerchi dalla sua parte politica. Il fatto che il suo partito abbia fatto dimettere un assessore eletto (Caterina Barra, ndr) non è un buon esempio”.

Carmine Montanile: “Più che un Consiglio comunale mi sembra una messa cantata. Volevamo delle dichiarazioni politiche non un lungo elenco delle cose da realizzare. La campagna elettorale è finita. Volevamo sapere su quale maggioranza lei, signor sindaco, può contare. Lei si è posto dinanzi al plotone di esecuzione della sua maggioranza”.

Francesco Russo: “Rispetto le scelte del sindaco Foti. Ora bisogna solo pensare ad andare avanti, a pedalare”.

Arturo Iannaccone: “Ci ha dato la possibilità di tornare a parlare dei grandi problemi. I giorni trascorsi sono stati necessari per recuperare un’energia, una vitalità per la città di Avellino. Concentriamoci sulle cose da fare. Questa circolazione di aria fresca è assolutamente positiva perché serve a dare più energia all’azione amministrativa. Condivido tutta l’impostazione che il sindaco ha scelto di portare avanti. È un programma, il suo, serio, misurato, un programma che si può realizzare. Io comunque metto avanti la questione della quotidianità per garantire la qualità della vita. L’altra idea intorno a cui lavorare è quella di cui tu, caro Paolo, ti fai sempre portavoce, quella dell’area vasta. Ti ringraziamo, ti saremo vicini come gruppo di Autonomia Sud”.

Giancarlo Giordano: “Non amo i toni da libro Cuore del consigliere Iannaccone. La confusione regna sovrana. Sarebbe opportuno, sindaco, andare verso dimissioni vere. Quest’aula rischia di diventare la tomba di questa comunità dolente se si chiede che la politica ne resti fuori. Io ho paura che lei, signor sindaco, stasera non abbia chiarito nulla. Su quale forza pensa di poggiare le sue idee? La città si è fatta straniera. Qui da noi come bisogna vivere? C’è bisogno di più politica, non di meno politica”.

Costantino Preziosi: “Chi si assume le responsabilità della chiusura di tutte queste aziende ad Avellino? Siamo al punto che il ceto medio di questa città va a mangiare al centro don Belli. Io mi vergogno come amministratore di questa città. Tutto questo perché? Perché non si è voluto accedere al pre-dissesto. Cittadini di Avellino, fino a quando durerà questo incubo? Bisogna fare una seria politica per risanare i debiti. Come si può andare avanti se non sappiamo distinguere gli evasori dai morosi? Ho sentito parlare solo della Bonatti. Ma qualcuno di voi ha sentito parlare della viabilità della città ospedaliera? L’urbanistica seria è l’urbanistica sociale”.

Gianluca Festa: “Rivolgo un augurio di buon lavoro alle due nuove consigliere del Pd. Come San Francesco ci siamo spogliati di tutto, dal punto di vista politico. La nostra battaglia è stata una battaglia per far prevalere un principio, quella della condivisione di un progetto. Regge o non regge il numero legale lo vedremo. Io, comunque, faccio parte – lo dico al capogruppo Grella – ancora del gruppo Pd. Io rappresento in quest’aula 4000 avellinesi. Io ho apprezzato, sindaco, quello che ha detto nella sua relazione: la sconfitta è addebitabile prevalentemente al Partito democratico. La sconfitta non è dipesa da noi, ma dal Pd. Nessuno firmerà per mandarla a casa. Lei rappresenta per il Pd la Banca d’Italia. Una vera rivoluzione nucleare, direbbe De Luca, quello di Salerno, quello buono. Dal punto di vista personale contro di lei non ho nulla. Il fatto che lei, signor sindaco, non sia venuto in Consiglio a chiedere la fiducia ritengo che la indebolisca. Un gesto di debolezza politica che in questo momento non ci aiuta”.

Alberto Bilotta: “L’azione amministrativa in questo primo anno è stata lenta e macchinosa. Noi viviamo le difficoltà perché noi viviamo tra la gente”.

Enza Ambrosone: “Io sarei venuta in Consiglio da sindaco per dire di aver estrapolato delle priorità dal programma su cui chiedere il confronto. Perché, sindaco, lei ha voluto soggiacere a delle pressioni che con le cose che vuole realizzare non c’entrano nulla? Perché non si fa carico di una linea politica in uno sforzo nuovo, inquadrato in uno spirito riformistico che tenga come sfondo la solidarietà sociale. Non è sufficiente che Lei rivendichi la sua autonomia, ma è fondamentale che la metta in pratica. Quando lei si renderà conto che governa la città di Avellino si renderà conto che sarà un po’ tardi. Lei è il sindaco che governa la città in virtù di un mandato popolare. Addirittura dice che la politica deve stare fuori da questo Consiglio. Lei aveva ingenerato un’aspettativa. Io vengo dalla esperienza delle due giunte Di Nunno, non è vero che le alleanze si decidono a Roma. Di Nunno parlava, lui era riconosciuto come guida di questa città, che ci rendeva partecipi di qualcosa che ci faceva essere un tutt’uno”.

Foti: «Non abbiamo abbandonato la nave»

Foti: «Non abbiamo abbandonato la nave»

AVELLINO – In corso i lavori del Consiglio comunale di Avellino. In apertura si è proceduto, come da ordine del giorno, alle operazioni di surroga: entrano nell’assise municipale Francesca Medugno e Silvia Amodeo che sostituiscono le consigliere del Pd Maria Elena Iaverone e Marietta Giordano che sono entrate a far parte dell’esecutivo dopo il rimpasto varato dal sindaco Foti all’indomani del ritiro delle sue dimissioni. Subito dopo ha preso la parola il primo cittadino che, nelle sue dichiarazioni, ha indicato le priorità di questa fase di rilancio dell’attività amministrativa. Questo il testo completo del suo intervento:

Dichiarazioni di Foti

Referendum comunali, Sibilia diffida il Comune

Referendum comunali, Sibilia diffida il Comune

AVELLINO – "Dopo mesi di attesa vana e di ripetuti solleciti oggi il nostro portavoce alla Camera dei deputati, Carlo Sibilia, ha diffidato il Comune". È quanto dichiarano gli attivisti del Meetup "Amici di Beppe Grillo" di Avellino in difesa degli strumenti di democrazia diretta da inserire nello statuto comunale iniziata a gennaio.

"Questo atto formale si è reso necessario a causa del persistente silenzio dell'amministrazione comunale nei confronti della nostra richiesta e dello scadere dei termini previsti dal D. lgs. 267/2000 sull’ordinamento degli Enti locali. Il 31 gennaio 2014 - ricordano gli attivisti - fu inviata al Comune la prima istanza di inserimento dei referendum consultivi, propositivi e abrogativi nello statuto con l’adozione dei relativi regolamenti attuativi. Il 27 giugno 2014 ci fu un’audizione presso la Commissione Statuto a cui prendemmo parte. Da quel momento, però, non si sono più avute notizie sul proseguimento delle attività, anzi ci sono state le dimissioni da parte del presidente Giordano e di alcuni componenti". "Di qui la diffida nella speranza che la Commissione Statuto da questo momento in poi inizi a lavorare nell'interesse della collettività, inserendo nello statuto i referendum in virtù dei quali gli avellinesi potranno avanzare idee e decidere su specifiche questioni riguardanti il territorio. Noi non ci fermeremo, abbiamo scelto di non essere semplici spettatori ma attori nella nostra comunità". "Il Movimento 5 Stelle - dichiara il deputato Sibilia - è nato per questo: per restituire le Istituzioni nelle mani dei cittadini senza più deleghe in bianco ad un classe politica interessata solo ai propri affari. I referendum sono strumenti di democrazia diretta e partecipata di cui la città di Avellino deve dotarsi per il bene della comunità".

Forza Italia, nominati i portabandiera

Forza Italia, nominati i portabandiera

AVELLINO – Il coordinatore provinciale sen. Cosimo Sibilia, d’intesa con i vice coordinatori Di Cecilia, Giaquinto, Moretti e Petroccione, ed in linea con le indicazione del coordinamento nazionale e regionale di Forza Italia, ha nominato i portabandiera in ognuno dei 118 Comuni della provincia di Avellino. Agli stessi, il coordinamento provinciale affida l’incarico di radicare ulteriormente il movimento politico sul territorio irpino, partendo dal tesseramento che scadrà il prossimo 30 novembre e che sarà propedeutico all’indizione immediata dei congressi cittadini. Il ruolo dei portabandiera sarà quindi di grande responsabilità e contestualmente di impegno incessante sul territorio al fine di garantire la più ampia partecipazione democratica per la scelta dei propri rappresentanti cittadini.

Elenco portabandiera

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