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    31/10/2014

Politica

Foglia: «Dal piano stralcio per l’assetto idrogeologico più spazio alla prevenzione, no alla cementificazione»

Foglia: «Dal piano stralcio per l’assetto idrogeologico più spazio alla prevenzione, no alla cementificazione»

NAPOLI – “L’accorpamento delle due autorità di bacino, Sarno e Campania Nord-Occidentale, riguarda un territorio che, in termini di autorizzazioni all’edificazione, ha visto l’antropizzazione svilupparsi in maniera confusa per colpa di alcune scarsità normative. Abbiamo assistito, in questo territorio vastissimo, cosa che oggi non possiamo più consentire, a gravissime disattenzioni. Se osserviamo quello che accade dinanzi a eventi atmosferici, imprevisti e imprevedibili, mi riferisco agli ingenti danni a cose o persone, capiamo che è soprattutto frutto di una scarsa prevenzione. Nel caso del post terremoto, ad esempio, ci sono stati interventi che non hanno prodotto benefici o, addirittura, in alcuni casi, peggiorato la situazione”.

È quanto ha sostenuto Pietro Foglia, presidente del Consiglio regionale della Campania, intervenendo ai lavori del “Forum di Consultazione pubblica sul piano stralcio per l’assetto idrogeologico” organizzato dall’Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale presso l’auditorium del centro direzionale.

“Occorrono interventi multidisciplinari – ha continuato Foglia – perché, se è vero che l’assetto idrogeologico riguarda la salvaguardia del territorio, è pur vero che non possiamo negare i legami con l’agricoltura, l’ambientale e la protezione civile. Il piano stralcio e quello definitivo, che poi sarà esaminato dal Consiglio regionale, dovrà tener conto di questi fattori. Non dimentichiamo che l’abbandono  dei terreni da parte dei coltivatori ha generato un vero e proprio abbandono della terra, aggravando ulteriori disattenzioni. In Consiglio regionale abbiamo approvato una legge che purtroppo non riesce a decollare, quella dell’affidamento dei terreni demaniali alle imprese agricole, non solo per fini produttivi, occupazionali ed economici, ma perché consapevoli che l’abbandono dei terreni determina, specialmente in montagna, un degrado che poi si ripercuote in maniera negativa sul quadro idrogeologico complessivo”.

“Occorre un ridisegno, anche urbanistico, dell’intero territorio regionale. La Regione, in questo quadro così delicato, sta dimostrando – sottolinea ancora Foglia – che è molto più attenta alla cura del territorio rispetto a quanto vogliono far credere alcuni demagoghi. Non siamo l’amministrazione della cementificazione. Voglio ricordare che siamo già riusciti ad accorpare diverse autorità di bacino, proprio perché non aveva senso destra-Sele e sinistra-Sele. Non aveva senso Campania-Nord e il bacino idrografico del fiume-Sarno,  se le implicazioni sull’assetto erano comuni ai due bacini. Abbiamo messo ordine evitando inutili sprechi, di tempo e di risorse, delineando competenze e mansioni. Il piano stralcio presentato oggi è un valido strumento presentato da ottimi professionisti, ma occorre avviare un confronto con tutti gli interlocutori del mondo istituzionale  per consentire un piano definitivo con la consapevolezza che, quando vanno a redigere gli strumenti urbanistici comunali, bisogna fare attenzione a quello che è l’assetto del territorio in termini di rischi, sia  sismici che idrogeologici. La giunta Caldoro sta dimostrando la giusta consapevolezza sulla necessità di questo tipo di strumenti piuttosto che di misure di somma urgenza o di protezione civile”.

 

Bilancio: Consiglio al lavoro di domenica. Sul regolamento della Iuc le opposizioni abbandono l’aula

Bilancio: Consiglio al lavoro di domenica. Sul regolamento della Iuc le opposizioni abbandono l’aula

AVELLINO – Domenica di lavoro per il Consiglio comunale di Avellino, alle prese con l’approvazione del bilancio di previsione 2014. In mattinata si è discusso del regolamento relativo alla Iuc (imposta unica comunale). Il consigliere Dino Preziosi ha inizialmente posto un paio di pregiudiziali, che sono state però respinte dalla maggioranza. Preziosi lamentava soprattutto il fatto che non gli fosse pervenuta la richiesta di convocare la commissione consiliare chiamata ad esprimere pareri sui regolamenti. Respinte le pregiudiziali, però, Preziosi e tutti i consiglieri di opposizione hanno abbandonato l’aula. Il regolamento è stato così approvato con i soli voti dei consiglieri di maggioranza.

Dopo la pausa pranzo, i lavori sono ripresi nel pomeriggio con la relazione dell’assessore al bilancio. Angela Spagnuolo ha sottolineato che a condizionare lo strumento contabile sono le prescrizioni della Corte dei conti che richiedono misure certe per far fronte ai debiti di bilancio. Inoltre – ha continuato l’assessore al bilancio – dal 2010 le rimesse dello Stato centrale ai Comuni sono diminuite del 40%. Da qui la proposta di aumento dei tributi locali, la lotta all’evasione – che già starebbe dando i primi frutti –, l’ipotesi di mettere sul mercato una consistente quota dell’Acs (Azienda città servizi), e le rateizzazioni e transazioni, già approvate dal Consiglio, per limitare la massa debitoria derivante dal contenzioso. Al termine della relazione, consegnata in aula ai consiglieri, Enza Ambrosone ha chiesto che la seduta venisse aggiornata per consentire a tutti i consiglieri l’opportuno approfondimento. Accolta la richiesta, si tornerà in aula domani, mattina e pomeriggio, sempre con inizio alle ore 9.

Avellino: c’è il bilancio, è l’ora della verità

Avellino: c’è il bilancio, è l’ora della verità

AVELLINO – Bilancio, ci siamo. Stanno per finire tutti i giochi e tutte le polemiche. Di fronte ad un atto fondamentale per la vita di una pubblica amministrazione, pur con tutte le confusioni create sul tema da un affastellamento di norme, richiami, avvertimenti più o meno perentori, la stesura del documento contabile, il dibattito ed il voto rimangono il momento culminante delle scelte politiche cittadine.

Sì, qualche fondamento di verità ha l’osservanza dell’oppositore più incalzante del sindaco Foti, Dino Preziosi, circa i ritardi con i quali si arriva a votare il bilancio del Comune di Avellino. Si vota a tre mesi dalla fine dell’anno qualcosa che doveva stabilire interventi per il 2014. Ma la malattia, chiamiamola così, è di quasi tutti i Comuni italiani.

E poi le proroghe che il governo stavolta ha incredibilmente portato fino alla fine dell’estate sono certamente la conseguenza della confusa politica finanziaria impostata, in modo convulso, proprio da Palazzo Chigi. Avellino, si sa, ha un debito complessivo di circa tredici milioni di euro. Debito prevalentemente attribuibile all’errata gestione della questione espropri durante il non proprio sereno momento del dopo terremoto, e ad alcune storiche vertenze con altrettante storiche famiglie locali.

Una strada per far fronte all’indebitamento è certamente – quando possibile e se c’è il sì della controparte – la rateizzazione di quanto dovuto, anche se c’è chi chiede maggiore cautela su questa pratica. Così come l’altra via d’uscita, la riscossione di crediti da riscuotere, non è vista di buon occhio dalla Corte dei conti e, comunque, dal prossimo 1 gennaio dovrebbe essere proibito a tutti gli enti pubblici l’inserimento nella voce “crediti” dei cosiddetti residui attivi. Naturalmente questa convulsa fase finanziaria servirà a chiarire tante cose, soprattutto sul piano politico. È quella imboccata da Foti e dall’assessore alle Finanze, Spagnuolo, la strada giusta (ed unica) per chiudere il buco finanziario? Perché si è dato adito alle opposizioni di lamentare ritardi nella stesura dei vari documenti ora all’esame del Consiglio? Sarà questa l’occasione per chiarire una volta per tutte il dissenso che sulla questione finanziaria espressero subito ed in tempi non sospetti gli assessori Ricci e Manzo? Era allora (e lo sarebbe ancora oggi) la dichiarazione di dissesto la soluzione migliore per ripartire daccapo?

Tante domande e tante risposte tutte in pochi giorni. Le date: nel pomeriggio di ieri la seduta dell’assise comunale per il riconoscimento di pratiche (ben 180) relative a debiti fuori bilancio, come riferiamo in altro articolo.

Tutta la giornata di domani, domenica 28 settembre, invece – salvo pausa pranzo – dedicata alla revisione di aliquote ed addizionali. Lunedì, sempre mattina e pomeriggio, esame del bilancio di previsione e a seguire il riequilibrio del bilancio. Tra un mese, poi, si procederà all’assestamento.

Inutile dire che, sul piano politico, v’è attesa per le novità che, dopo l’approvazione del documento contabile, sono state annunciate dal sindaco Foti per quanto riguarda la composizione del suo esecutivo. Attesa sì, perché non si parla più di un semplice rimpasto, con la sostituzione di questo o quell’assessore, ma di un vero e proprio azzeramento dal quale far ripartire la cosiddetta fase 2 dell’amministrazione Foti.

Provincia: le strane alleanze intorno alla sfida Foti-Gambacorta. Il distinguo di De Mita

Provincia: le strane alleanze intorno alla sfida Foti-Gambacorta. Il distinguo di De Mita

AVELLINO – C’è poco da dire: l’assalto a quella sorta di fortezza di cartapesta che è la Provincia, così come l’hanno costruita politici furbi o di second’ordine o tecnici (di Palazzo Chigi) con poca o nessuna esperienza territoriale, è cominciato. Alla scadenza dei termini per la presentazione delle candidature sia per la presidenza degli enti che per i loro mini Consigli, si sono registrati singolari o strani abbinamenti. Non è accaduto soltanto in Irpinia che qualche formazione politica – come nel nostro caso quel che rimane dello schieramento demitiano – si sia collocato o abbia raggiunto accordi con forze tradizionalmente di collocazione opposta o con le quali hanno avuto per anni scontri non proprio amichevoli.

Dicevamo del caso Irpinia. Ha colpito più che il disimpegno (per ora) di De Mita all’ipotesi candidatura per la conquista del vertice di Palazzo Caracciolo, l’indicazione ai suoi di cercare più ai confini del centrosinistra che verso l’area berlusconiana il futuro del loro “sistema” (quello di De Mita non è mai stato un partito!). Già il fatto che De Mita parli di avvicinamento all’area di confine del centrosinistra fa capire che il sindaco di Nusco non ha alcuna intenzione di riconoscere il Pd ed il suo gruppo dirigente. Almeno qui in Irpinia.

Però, pur impegnandosi indirettamente per il vertice di Palazzo Caracciolo, ha lasciato che su quell’area di confine (quanto “demitiana” questa interpretazione della nuova mossa) si andasse intanto a posizionare una persona non irrivelante come Enza Ambrosone, improvvisamente e stranamente allontanatasi da Nusco. Il Pd – con l’area di centrosinistra (incluso…zone di confine) nel suo complesso – ha presentato una lista, così come l’Udc ed il raggruppamento Sel-Scelta civica-Irpinia di Base. Blocco cui ha cercato di aggregarsi Arturo Iannaccone venendone però escluso. Nel Pd c’è anche una presenza socialista di qualità come l’assessore di Solofra Agata Tarantino. Ma anche in questo caso non tutto è tranquillo visto che un dirigente storico del Psi irpino, Beppe Sarno, ha preso le distanze da questa scelta. Queste liste sono esplicitamente funzionali alla candidatura del sindaco di Avellino, Paolo Foti, alla carica di presidente della Provincia.

A leggere i nomi nelle liste si intuisce che il Partito democratico ha impegnato sindaci e consiglieri comunali di vari centri più che autorevoli. Come del resto ha fatto lo schieramento opposto che propone il sindaco di Ariano Irpino, l’esperto Domenico Gambacorta. Il Pd è arrivato alla candidatura di Foti dopo aver preso atto della difficoltà (e della non convenienza) di spingere il sindaco di Avellino verso la guida dell’Ato rifiuti, ipotesi che ha fatto letteralmente imbestialire i dissidenti eterni del gruppo consiliare del partito del primo cittadino avellinese. Quando Foti si è chiamato fuori dalla vicenda Ato, il Pd ha cominciato a riflettere sull’opportunità indicata da molti – e noi tra questi – di cogliere l’occasione Provincia per riequilibrare certe influenze (tutte politiche) territoriali. Si trattava di restituire alla conca di Avellino – un’area vasta disegnata dalla natura – un minimo di caratura politica dopo i disimpegni ed i voltafaccia della classe dirigente altirpina che in pratica ha sempre deciso opportunità e futuro del territorio irpino e, naturalmente, di Avellino.

Foti a Palazzo Caracciolo dovrà saper gestire questa sorta di compensazione proprio in questo periodo che vede tanti sindaci lamentarsi di una presunta, dannosa – per i loro Comuni – egemonia del capoluogo. Difficile credere – anche per il forte valore simbolico della carica – che Foti possa avere problemi visti i suoi non facili impegni al Comune di Avellino. Con la speranza, per la verità, che qualcuno non miri a ripetere in Consiglio provinciale certi “numeri” eseguiti nell’aula consiliare di Avellino. Ci stiamo riferendo alla lista Davvero guidata – come accadde alle Comunali avellinesi di un anno e mezzo fa – da Gianluca Festa, ormai ribelle per antonomasia nel Pd e nella città di Avellino. La singolarità della posizione di Festa consiste nell’essere in guerra con il sindaco e la giunta di Avellino, nonché con De Blasio, il segretario provinciale del partito, al quale ha aderito dopo il voto dello scorso anno. Eppure oggi Festa ha la sua lista (naturalmente composta da consiglieri comunali di vari centri nonché dal sindaco di Venticano, De Nisco). Pensavate che questo bastasse a placare gli animi nel Pd? Errore. Festa, il resto del gruppo anti Foti al Comune di Avellino ed il circolo Foa di Avellino chiedono l’espulsione del segretario provinciale di via Tagliamento, De Blasio, reo – secondo loro – di aver a sua volta chiesto l’espulsione dal partito per Festa e quanti si sono candidati in liste non targate Pd.

Le stesse liste che sostengono il sindaco di Ariano, Gambacorta, quella del Nuovo centrodestra-alfaniani vari (capolista Mimmo Palumbo) e Foglia in Irpinia, così come quella di Forza Italia (capolista il sindaco di Montella, Ferruccio Capone), trascinano nell’impegno elettorale molti autorevoli amministratori.

A conclusione di questa analisi forse non è inopportuno ricordare che ci sono sindaci di spessore per ora fermi come il sindaco di Montoro, Mario Bianchino, che forse potrebbe puntare – viste le sue qualità manageriali – all’Ato rifiuti (stesso discorso per il sindaco Gambacorta se non dovesse spuntarla contro Foti alla Provincia). Infine – e non certo per collocarlo in fondo alle classifiche – c’è da notare la posizione del sindaco di Lioni, Salzarulo, per ora rimasto fuori da ogni gioco. Come Rifondazione comunista che precisa: il voto ci ha messi all’opposizione e lì rimaniamo. A questo punto passano in seconda fila le stesse polemiche di Sel per la difesa di una sua autonomia. Distinguo: siamo con il sindaco di Avellino, non con Foti.

Adesso si vota: disegniamo quell’Irpinia “Parco storico naturalistico” che da sempre è in cima ai nostri pensieri ed ai nostri suggerimenti.

Sibilia: «Irpinia ed aree interne penalizzate dallo Sblocca Italia»

Sibilia: «Irpinia ed aree interne penalizzate dallo Sblocca Italia»

ROMA – “Questo decreto così come è stato concepito oltre a rimettere in discussione il tracciato dell’Alta capacità che prevedeva una fermata in Irpinia, ci penalizza pesantemente regalandoci trivellazioni petrolifere ed eventualmente anche qualche inceneritore. Infatti il provvedimento prevede che i procedimenti delle Valutazioni di impatto ambientale in corso nelle Regioni dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2014. Alla scadenza le Regioni che non avranno concluso l’iter dovranno trasferire la documentazione al ministero dell’Ambiente che evidentemente darà la brusca accelerazione che questo governo si aspetta. Nel provvedimento, inoltre, c’è un articolo con il quale si afferma il carattere di interesse strategico, la priorità a livello nazionale nonché l’estrema urgenza della realizzazione di gassificatori come quello immaginato qualche tempo fa a Pianodardine. In definitiva tra breve potremmo ritrovarci senza una fermata dell’Alta capacità, con un territorio invaso da trivellazioni petrolifere e per non farci mancare proprio nulla con un bel gassificatore a poche centinaia di metri dal centro di Avellino. Evidentemente la visione dello sviluppo del Paese e delle zone interne del  governo Renzi non è propriamente in linea con i Piani territoriali provinciali e regionali e prevede con molta disinvoltura la violazione della Costituzione  come già denunciato in altre parti d’Italia. Dopo aver espropriato i cittadini del diritto di votare alle elezioni provinciali e a quelle per eleggere i prossimi senatori, questo governo mette un altro tassello nel progetto complessivo di accentramento di poteri nelle mani dell’esecutivo centrale. Mentre a Roma il Pd progetta lo “Sfascia Italia” ad Avellino e provincia i responsabili territoriali e la deputazione irpina si è zittita. Come spiegheranno ai cittadini che il segretario nazionale nonché presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi ha immaginato un provvedimento che ci regala una visione dello sviluppo incentrata su petrolio e incenerimento dei rifiuti? Immagino che in queste ore stanno studiando la forma di comunicazione giusta per continuare a prendere in giro i militanti del Pd, ma peggio ancora tutta l’Irpinia”.

Questa la dichiarazione del parlamentare avellinese del M5S, Carlo Sibilia, in merito agli effetti del dl Sblocca Italia varato dal governo Renzi lo scorso 12 settembre.

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