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    22/04/2018

Politica

Pallini, M5S: «Una sfida per cambiare rotta»

Pallini, M5S: «Una sfida per cambiare rotta»

AVELLINO – “Dopo un mese denso di appuntamenti siamo giunti alla fine di questa incredibile campagna elettorale che

ha visto i candidati del Movimento 5 Stelle raggiungere quasi ogni luogo tra Irpinia e Sannio. Le emozioni di questa importante esperienza politica e umana mi accompagneranno per sempre al di là del risultato del 4 marzo. L’entusiasmo dei cittadini presenti agli incontri organizzati sul territorio dagli attivisti mi ha arricchito enormemente. Ho vissuto i miei anni di impegno con il M5S con passione e dedizione e con le stesse motivazioni ho affrontato questa sfida guardando negli occhi i miei interlocutori e avendo un solo obiettivo ben definito: cambiare rotta. Il voto di domenica può dare la svolta decisiva affinché il popolo italiano sia finalmente rappresentato da cittadini liberi da poteri forti e pressioni lobbistiche. Siamo ad un bivio: la scelta è tra chi vive di politica e chi la vive senza doppi fini. Io sono certa che ad essere premiato sarà il nostro Movimento”.

 

Grassi: «Le regole in materia fiscale devono essere riscritte con l'ausilio dei commercialisti»

Grassi: «Le regole in materia fiscale devono essere riscritte con l'ausilio dei commercialisti»

AVELLINO – Si è tenuto ieri pomeriggio presso l’Hotel de la Ville l’appuntamento organizzato dall’Ordine dei commercialisti di Avellino per incontrare i candidati alle prossime elezioni politiche, dopo il rinvio a causa dell’emergenza neve.

A fare gli onori di casa – si legge in un comunicato – è stato il presidente Francesco Tedesco: “I commercialisti sono stanchi di riforme fatte senza una consultazione. Ci aspettiamo che la nostra categoria venga rispettata nelle aule dove si decidono le leggi, laddove invece negli ultimi anni la politica non ci è stata affatto vicina!” – afferma, prima di passare in rassegna le dodici proposte che il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti avanza a quella che sarà la futura classe dirigente del Paese: la fatturazione elettronica come opportunità e non come obbligo, l’istituzione dell’autorità indipendente di garanzia del contribuente, la rinuncia all’utilizzo di norme antievasione come coperture preventive, l’antiriciclaggio, le specializzazioni professionali, l’equo compenso (con auspicabile revisione dei parametri ministeriali), la diffusione della cultura dei controlli. Per citare le più salienti.

Il primo ad intervenire è stato il professore Ugo Grassi, ordinario di Diritto civile presso l’Università degli Studi “Parthenope” di Napoli, candidato per il Movimento 5 Stelle al Senato nel collegio uninominale di Avellino e di Ariano Irpino: “Anche io come giurista di diritto positivo mi lamento di quella che voi commercialisti definite ‘babele normativa’: i decreti di attuazione sono diventati il pane quotidiano dell’ordinamento italiano! 200000 leggi è un numero inaccettabile, perché una mole legislativa tale immobilizza un Paese” – esordisce il professore, che nell’avvalorare la sua tesi cita l’intervento di Sabino Cassese sul Corriere della Sera, secondo il quale  la colpa di siffatta abbondanza normativa è da attribuire al Parlamento che farebbe poche leggi delega: “E’ un falso storico – commenta Grassi -, dato che a partire dal primo governo Berlusconi c’è stato una vera e propria crescita esponenziale di leggi delega! Basterebbe dire che questo numero così alto di norme è il frutto di funzionari (burocrati) che sono sottratti a responsabilità politica; essi scrivono il contenuto normativo di leggi contenitore che necessitano di un decreto di attuazione che dia loro un senso”.

“È impossibile affrontare quella ‘babele normativa’ senza organizzare un tavolo di confronto che comprenda anzitutto i riformati: è chiaro che 200000 leggi non si cancellano da sole ed è giusto che le regole in materia fiscale vengano riscritte con il contributo dei commercialisti che le subiscono in via diretta” – incalza il candidato pentastellato, ribadendo l’importanza della collaborazione tra la politica e la base costituita dagli elettori. Quindi Grassi pone l’attenzione su due questioni chiave presenti all’interno delle dodici proposte avanzate dai commercialisti. La prima è l’equo compenso: “In Italia esisteva già: le tariffe minime professionali erano un argine all’iniquità sociale! Abolirle è stato inutile e dannoso. D’altra parte l’Europa non ce lo ha mai chiesto in questi termini: anche perché se è vietato il dumping sulle merci, perché mai dovrebbe essere concesso rispetto alle prestazioni intellettuali?” – si domanda il professore, auspicando un ritorno alle tariffe minime professionali al posto di quell’equo compenso che lui stesso definisce un’ “aberrazione”.

La seconda questione chiave riguarda le commissioni tributarie: “Non è accettabile che la commissione tributaria sia affidata alla valutazione di persone la cui formazione culturale non dà alcuna garanzia di competenza sulla suddetta ‘babele’: il Movimento propone di potenziare la Corte dei Conti attribuendole le competenze giurisdizionali in materia tributaria” – spiega il candidato Cinque Stelle. Infine Grassi espone qualche sua personale osservazione sul rapporto fisco-contribuente. “L’Italia è il Paese delle autorità indipendenti che indipendenti non sono – afferma in merito alla proposta di istituire un’autorità indipendente di garanzia del contribuente -: l’Antitrust ha censurato l’equo compenso perché ‘contrario alla libera concorrenza’, mentre il vero problema è che i suoi vertici sono di nomina politica. Da qui la necessità di stabilire regole certe, che garantiscano l’assoluta e reale indipendenza delle autority”. Infine si sofferma sulla normativa antiriciclaggio: “Un’aberrazione che va ben al di là della direttiva europea, la quale si limita a dire di individuare i ‘criteri sospetto’, che però sono diventati centinaia, configurando la suddetta normativa come un ulteriore strumento di  “drenaggio” fiscale”. “L’assurdo è che queste normative chiedono al professionista una serie di informazioni che lo Stato di fatto ha già: una delle proposte del Movimento in tal senso è la creazione di un sistema unico di assemblaggio delle informazioni che permetta -attraverso l’utilizzo di confronti incrociati- di identificare il flusso di denaro frutto di attività illecite” – conclude il candidato pentastellato.

Famiglietti: «Innegabile l’impegno del governo per il Mezzogiorno»

Famiglietti: «Innegabile l’impegno del governo per il Mezzogiorno»

SOLOFRA – “Nel documento consegnatomi dalla Cgil durante il forum organizzato a Solofra con gli altri candidati alle prossime Politiche si parla anche delle politiche per il Mezzogiorno. In Parlamento abbiamo convertito in legge due decreti dedicati allo sviluppo di questo territorio. Mai c’è stato un governo così attento, come quello degli ultimi cinque anni, che ha messo al centro dell’agenda politica il Sud Italia, nominando addirittura, per la prima volta, un ministro del Mezzogiorno. È un dato innegabile”.

Ad affermarlo Luigi Famiglietti, deputato uscente e candidato al Senato nel collegio uninominale Campania – 03 Avellino. L’esponente del Partito democratico ha ricordato l’impegno profuso nell’ultima legislatura: “Sulle infrastrutture abbiamo fatto un grande lavoro. La stazione Hirpinia non era scontata, ed è ancor di più un’opera vitale perché si ricollega alle zone economiche speciali. È ormai ufficiale la nascita della Zes in Campania. Nessun governo italiano aveva mai chiesto all’Europa l’istituzione delle Zes, la prima regione a partire è la Campania con i porti di Napoli e Salerno e le aree retro-portuali della Valle Ufita e di Nola. Adesso abbiamo bisogno che si sviluppi il discorso con Solofra”.

Un passaggio Famiglietti lo ha dedicato anche ai passi in avanti fatti registrare per due vertenze: ex Isochimica ed  ex Irisbus: “Grazie ad un mio emendamento è stato istituito un fondo specifico da 2 milioni di euro per gli operai dell’ex Isochimica consentendo a 120 lavoratori su 150 di andare in pensione. Qualcuno mi ha accusato di essermi preso tutto il merito, a me interessa soltanto aver fatto qualcosa di positivo per queste persone”.  Per la fabbrica di Flumeri “quando sono stato eletto parlamentare la fabbrica era chiusa. Oggi è riaperta grazie al finanziamento del piano per il trasporto pubblico locale. L’amministratore Stefano Del Rosso è riuscito ad aggiudicarsi la produzione per più di 600 autobus. Ora dobbiamo fare in modo che tutti gli operai tornino a lavorare entro il 2018 e che riparta la produzione. Il governo – ha proseguito Famiglietti – ci ha messo la faccia: dalla costituzione della società al contratto di sviluppo con Invitalia. Ora si utilizzerà una parte del fondo piccole e medie imprese per consentire gli investimenti. Sono contento per quello che è stato fatto, ma sono consapevole che c’è ancora da fare. Però dobbiamo ammettere che la fabbrica è riaperta e ci sono tutte le condizioni perché quello di Flumeri sia uno dei due stabilimenti di Industria Italiana Autobus”.

Galati: «Un piano di riqualificazione del distretto industriale di Solofra-Montoro»

Galati: «Un piano di riqualificazione del distretto industriale di Solofra-Montoro»

SOLOFRA – “Basta solo farsi un giro, come ho fatto io, per constatare che il distretto industriale di Solofra-Montoro, una volta fiore all’occhiello locale della lavorazione in pelle, e ancora unico vero polo di produzione irpino, necessita di una profonda riqualificazione. Infrastrutture, servizi, ammodernamento degli stabilimenti. Servirebbe una ristrutturazione complessiva per quello che una volta era un modello per tutto il Meridione e che da alcuni anni è abbandonato a se stesso. Un vero peccato perché nel Centro-Nord, da Arzignano, nel Vicentino, a Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa, questo comparto sta crescendo molto grazie all’export e alla tecnologica. Qui, invece, è tutto fermo in termini di innovazione e solo grazie alla preparazione e alla tenacia di molti imprenditori locali si riescono ancora a raggiungere certi risultati”.

Al Solofra Palace Hotel, nell’ambito dell’incontro organizzato da Forza Italia, Giuseppe Galati, candidato del centrodestra al Senato nel collegio uninominale Campania 3, analizza il comparto conciario e fissa gli step per rivitalizzarlo, non prima, però, di lanciare una stoccata all’amministrazione regionale targata De Luca.

“È un peccato – riprende Galati – dover constatare come finora non siano stati stanziati finanziamenti per un comparto che poteva fare da traino ad un bel pezzo dell’economia irpina e non solo a quella della zona. E che solo adesso, guarda un po’ proprio alla vigilia del voto, dalla giunta regionale arriva la firma sullo schema di riconversione e reindustrializzazione delle Aree di crisi complessa in Campania, tra le quali, appunto il distretto di Solofra. Certo, potremmo dire: meglio tardi che mai. Ma dagli annunci alla messa in pratica di qualunque disegno concreto il passo è ancora lungo e non vorrei che si trattasse solo di una trovata elettorale”.

“Oltre a una pianificazione organica delle strutture – aggiunge Galati – in questo comparto bisogna puntare molto sulla formazione dei suoi operatori. Del resto, il lavoratore, le sue competenze e la sua esperienza, hanno un ruolo fondamentale, ad esempio, nella trasformazione di uno scarto in materiale da poter riutilizzare. Sotto questo aspetto assumono una funzione importantissima gli istituti professionali ad indirizzo conciario e i corsi professionali post diploma. Ed è proprio in quest’ottica che si colloca il polo scolastico d’eccellenza voluto dalla Provincia di Avellino che sta per nascere nel convento di Santa Maria degli Angeli a Montoro e che riguarderà moda, artigianato e creazioni in pelle. Un punto a favore per la produzione locale, facente parte di quell’industria conciaria italiana che, secondo le previsioni di Unioncamere, nei prossimi 5 anni effettuerà oltre tremila nuove assunzioni. A queste vanno aggiunte quelle necessarie per tutto l’indotto che ha bisogno di figure molto qualificate: dai chimici addetti al trattamento della materia prima agli addetti alla depurazione dei reflui. Sono convinto che una calibrata politica statale di incentivi, con sgravi fiscali e contributivi, abbinata a una serie di opere infrastrutturali, darebbe il via anche a nuovi investimenti privati, ponendo in essere, finalmente, le condizioni giuste per sfruttare pienamente le grandi potenzialità del comparto”.

Presenti all’appuntamento anche i candidati della coalizione Pietro Foglia, Cosimo Sibilia e Ines Fruncillo, oltre al consigliere provinciale Girolamo Giaquinto.

«Il mio impegno sempre nell’interesse della comunità», lettera di Famiglietti agli irpini

«Il mio impegno sempre nell’interesse della comunità», lettera di Famiglietti agli irpini

FONTANAROSA – Con l’incontro di Fontanarosa il mio tour elettorale nei Comuni del collegio ha raggiunto le 100 tappe. Era l’obiettivo minimo che mi ero prefisso quando ho cominciato questa campagna elettorale. Ho incontrato tantissimi sindaci, amministratori, cittadini, intere comunità. Ho ascoltato le loro richieste con umiltà e disponibilità, senza promettere nulla in cambio, ma assicurando massimo impegno qualora dovessi ricevere, con il loro voto, l’incarico per rappresentare questa terra per un secondo mandato parlamentare. Ho girato in lungo e in largo senza clamori o annunci di tappe di fantomatici rally, peraltro, almeno da quanto poi ho potuto vedere, rimasti solo sulla carta. Continuerò a farlo in questi ultimi giorni di campagna elettorale chiedendo ad amici, cittadini e amministratori di sostenermi per le motivazioni che ho espresso in una lettera.

«Care elettrici, cari elettori, sono Luigi Famiglietti, candidato al Senato della Repubblica nel collegio uninominale Campania 03 Avellino-Ariano Irpino. Come sapete sono parlamentare uscente, ho cercato in questi cinque anni di rappresentare il nostro territorio e la nostra gente, le nostre necessità in maniera dignitosa. Non ho mai promesso posti di lavoro, ma ho cercato di creare le condizioni per incrementare l'occupazione, focalizzando l'attenzione sullo sviluppo delle infrastrutture, sulla promozione di incentivi alle imprese, di sgravi contributivi per le nuove assunzioni e di misure specifiche per l'imprenditoria giovanile come "Resto al Sud". Ho sempre avuto rispetto del mio ruolo e con semplicità ho interpretato le mie responsabilità.  Credo che un politico oltre che essere onesto debba essere capace. La mia attività politica e di amministratore è stata sempre finalizzata all'interesse della comunità e mai sfiorata dal minimo dubbio circa la correttezza e la liceità del mio operato. Sono stato sindaco del mio paese, Frigento, per due mandati e da tempo vivo ad Avellino.

Negli ultimi cinque anni molto è stato fatto per la nostra terra, ma molto c'è ancora da fare. Nel mio collegio uninominale sono l'unico irpino tra i candidati favoriti per l'elezione, e nessuno più di noi irpini sa cosa significhi amare e rispettare la nostra terra. Nessuno più di noi conosce la forza dei nostri valori e la fatica di combattere per affermarli. Il 4 marzo Vi chiedo di votarmi per consentirmi di essere ancora il Vostro rappresentante in Parlamento, continuare il lavoro iniziato e fare ancora meglio. Grazie per l'attenzione che mi avete voluto concedere, un caro saluto».

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