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    05/07/2022

De Feo, il pittore dimenticato che celebrò il centro storico di Avellino

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Daniele De Feo, la Dogana e la statua di Carlo IIAVELLINO – Il 1 luglio di quest’anno è ricorso il 117° anniversario della nascita di Daniele De Feo, un pittore avellinese dell'Ottocento. L'evento, come era da aspettarsi, è passato sotto silenzio. Ma tant'è...

Lo ricordiamo qui con una pur breve nota. Figlio gemello di Raffaele e di Chiara Tanghi, l'artista nacque ad Avellino il 1 luglio 1851 ed ivi morì il 3 febbraio 1925, in via Ponte della Ferriera. Frequentò le scuole professionali e divenne insegnante di disegno. Fece parte delle commissioni di "ornato" presso il Comune di Avellino. Si conosce ben poco circa la sua vita e la sua formazione artistica. Fortunatamente però ci rimangono molte sue opere, raccolte in collezioni private (quelle La Greca-Masturzi, Federico Biondi ad Avellino, Carlo Masturzi a Parolise).

Con queste opere si sarebbe potuto allestire una mostra retrospettiva del pittore per ricordarlo e celebrarlo nel capoluogo irpino. L'artista, infatti, visse quasi sempre ad Avellino dove si ispirò agli angoli più caratteristici del centro storico. Gli elogi commemorativi di rito furono contenuti nel "necrologio" scritto dal Carpentieri in occasione della morte. Del valore e dei meriti dell'artista rimane, oggi, il profilo critico, corredato da foto a colori di parecchie opere, redatto da chi scrive in "Pittori Irpini dell'Ottocento", Ed. Sellino, 2001. Di lui gli avellinesi ricordano soprattutto tre scene ispirate alla "Dogana".

 

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