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    05/07/2022

Venosa, una mostra di arte contemporanea nel castello dove nacque Carlo Gesualdo

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Il castello di VenosaVENOSA – Nella città che ha dato i natali a Orazio, il grande poeta latino amico di Virgilio e di Mecenate, e nel cui imponente castello nacque Carlo Gesualdo, principe dei musici, uno dei più grandi madrigalisti del tardo Rinascimento, di cui ricorre quest’anno il quarto centenario della morte con un vasto programma di celebrazioni in corso allestite dal teatro comunale di Avellino che a Carlo Gesualdo è intitolato, è in programma, dal 5 al 25 luglio 2013, la prima mostra collettiva di arte contemporanea dal titolo “Un balzo sull'arte”.

La manifestazione, organizzata dalla rivista specialistica a diffusione nazionale “In Arte”, con il patrocinio del Comune di Venosa, è rivolta a tutti gli artisti che operano nei campi della pittura, illustrazione, disegno, arte digitale, grafica, incisione, fotografia, scultura, installazione, artigianato. Il tema è libero, come anche le tecniche e i materiali che possono essere utilizzati. È possibile iscriversi alle selezioni fino a martedì 25 giugno. Una commissione esaminatrice, costituita dai componenti della redazione di “In Arte”, selezionerà soltanto le migliori opere tra quelle che verranno proposte all’organizzazione per esporle all’interno della mostra collettiva in programma a Venosa. Tra gli scopi dell’iniziativa c’è quello di far conoscere a quanti più visitatori possibile il territorio lucano e il suo patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale per incoraggiare un turismo di alto profilo qualitativo. Un territorio, quello lucano, che ha molte affinità con quello irpino non solo dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, ma anche dei collegamenti storico-culturali che legano queste regioni del Mezzogiorno interno.

Lo stesso Orazio che, come ricordato, era di Venosa, conosceva bene questi luoghi che egli percorse in più d’una occasione come durante il famoso viaggio da Roma a Brindisi compiuto nel 37 a.C., insieme con Virgilio e Mecenate, lungo la via Appia, la regina viarum, con sosta per la notte in una taberna di Trevici, l’odierna Trevico, in Baronia, il paese più alto dell’Irpinia con i suoi 1194 metri, immortalata nella famosa satira V del primo libro dei Sermones. Luoghi questi conosciuti sicuramente da un grande amico dell’Irpinia quale fu Giustino Fortunato, il grande meridionalista e uomo politico lucano di Rionero in Vulture, che fu anche un gran viaggiatore con scalate rimaste memorabili lungo tutto il tratto dell’Appennino meridionale tra cui quelle del Terminio e del Partenio.

 

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