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    05/07/2022

Venosa, un avellinese tra i premiati della collettiva d’arte contemporanea

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Il castello di VenosaVENOSA (Potenza) – L’artista avellinese Antonio Esposito è tra i premiati della collettiva d’arte contemporanea Un balzo sull’arte organizzata dalla rivista specialistica a diffusione nazionale “In Arte” e svoltasi a Venosa presso il castello “Pirro del Balzo”. Per tre settimane sono rimaste in esposizione nelle sale espositive al primo piano del castello dove nacque Carlo Gesualdo, principe di Venosa, il grande madrigalista del tardo Rinascimento cui è intitolato il teatro comunale di Avellino e di cui ricorre quest’anno il quarto centenario della morte, le opere degli undici artisti partecipanti, provenienti da diverse regioni d'Italia: Basilicata, Puglia, Emilia-Romagna, Lazio, Campania. Il comitato artistico della manifestazione ha giudicato come più meritevoli di una recensione su “In Arte” gli artisti Antonio Esposito di Avellino, Silvia Ferrara di Melfi e Andrea Albonetti di Forlì.

I quadri di Antonio Esposito (terzo classificato) «si distinguono per un vivo cromatismo che li rende incredibilmente luminosi e vibranti di energia. In Resistenza alla frantumazione dell’ ”io” esteriore l’autore mostra quattro semplici maschere di colori variegati, frantumate nei bordi, che si stagliano contro un fondo altrettanto vivace fatto di graffi, linee e grosse pennellate di colore. Lampante è il riferimento alla poetica pirandelliana delle maschere: gli uomini sono solo attori che interpretano un ruolo nel palcoscenico della vita? Invece ne Il percorso della vita, la mescolanza di tinte si converte in un unico sfondo rosa da cui emerge un paio di scarpette gialle, pronte forse per essere indossate per percorrere nuovi orizzonti».

La Sposa beduina e La Clessidra, entrambi acrilici su tela di Silvia Ferrara (seconda classificata), «colpiscono per le particolari e preziose decorazioni con cui sono ornate le donne ritratte, apposte con precisione quasi chirurgica. Nella prima opera, una sposa, di probabili origini arabe, è vestita con un abito rosso e un velo nero trattenuto dalle mani, da cui risaltano brillanti occhi chiari. Il resto del volto, rappresentato con nette e pulite macchie di colore, è a noi sconosciuto, così come l’esatta collocazione geografica. Ne La Clessidra, la donna, distesa su cuscini per tutta la lunghezza della tela, è raffigurata a petto nudo e con una gonna ricoperta d’oro, che, colpita da luce naturale, produce riflessi inconsueti e coinvolgenti».

Le opere presentate da Andrea Albonetti (primo classificato) «si caratterizzano per molteplici elementi che nel loro insieme sono capaci di coinvolgere nel profondo l’animo dello spettatore, tra cui un uso accurato dell’olio sulla tela e una sapiente e attenta prospettiva. Infatti, in Attento che ti prendo, è raffigurato un joker strisciante sul suolo che, con lo sguardo diretto verso l’osservatore, sembra uscire dal quadro e colpirlo. Intensificano la sensazione nefasta i colori dominanti, il rosso e il nero, e la luce proveniente da sinistra, che crea intense ombre nella seconda metà del quadro. In eguale maniera la ballerina ne Il dolce carillon, ornata da rose scarlatte su un succinto abito bianco, è colpita da una luce abbagliante, che ne proietta la sagoma sullo sfondo. Di conseguenza il carillon, comunemente dolce nella sua musica, sembra presagire qualcosa di funesto».

 

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