A proposito dell’intervento di Scarpinato in Senato

Venerdì 28 Ottobre 2022 12:17 Aldo D'Andrea
Stampa

b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica2_senato_b.jpgAVELLINO – In merito all'intervento del senatore Roberto Scarpinato, ex magistrato, ospitiamo una nota di Aldo D'Andrea.

*  *  *

A volte capita che anche nel nostro Parlamento entrino persone che hanno vissuto di lavoro, quello vero, e che nel corso della loro attività hanno avuto il merito di confrontarsi con le cose buone e tristi del mondo reale. Capita, ed è capitato.

L’intervento del senatore Scarpinato, in Senato, è stato di quelli che hanno richiamato nefandezze passate e responsabilità pubbliche che, pur volutamente passate in cavalleria, continuano nella memoria collettiva ad inchiodare forze politiche un tempo abilitate a sguazzare nella eversione e nelle devianze anticostituzionali.

Sono riemerse nette e vigorose le sofferenze di un tempo, le stragi, i tentativi di golpe, la puzza putrescente di un mondo cui la tolleranza e il perdono democratico non sono riusciti nell’azione redentiva, resistendo in quelle luride frange la criminosa lussuria dell’aver procurato e perpetuato lutti e disastri alla intera comunità nazionale del tempo.

Ha fatto male alle orecchie di tanti senatori quel discorso; finanche l’apparato amplificatore ne è rimasto tanto turbato da perdere lumi e fonazione, con la conseguenza di ridurre al mutismo il senatore Scarpinato e l’intera Aula in ascolto.

A volte la tecnologia sbanda, come gli uomini che la controllano. Capita anche questo. Certo è che nel mondo fatato delle passerelle di vip elegantissimi e profumati, il ricordo dell’odore acre dei corpi che bruciavano nelle fiamme delle bombe, o quello della memoria del puzzo di agenti traditori avviluppati nei manti di sette segrete eversive, e di altro simile sozzo, ha urtato robustamente contro il desiderio di cancellarne i tratti, con il tipico nostrano colpo di spugna assolutorio.

Per questo, anche la tecnologia è “sbandata” e, quasi a volersi dotare di un’anima pietosa, si è coraggiosamente volta all’atto dello “star muta”, silenziando sé e il senatore troppo loquace. “Star muto”, gergo siciliano, è stata scelta operata anche dalla maggioranza dei network nazionali. “Muti”.

Ma c’è “il manzoniano venticello”, o il suo pari rossiniano del “Barbiere di Siviglia” che, malgrado tutti, hanno generato sibili con decibel in aumento, indicativi e istruttivi sul quel “che s’ha da fare” “E s’ha da fare”.

Però, ai disastri del passato, il paio è “la buona nuova” che da qui a breve “ai poveri” sarà permesso di circolare con 10.000 euro in contanti, in tasca.

Grazie senatore Scarpinato, grazie per aver detto quanto ha detto.