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    23/07/2024

Green deal: dal Pe nuova normativa su emissioni, case, pozzi assorbimento del carbonio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica11_parl_eur.jpgSTRASBURGO – Con 486 voti favorevoli, 132 contrari e 10 astensioni, il Parlamento ha approvato martedì in via definitiva la revisione del cosiddetto regolamento sulla condivisione degli sforzi, che stabilisce i livelli vincolanti di riduzioni annuali per le emissioni di gas serra per il trasporto su strada, il riscaldamento degli edifici, l'agricoltura, i piccoli impianti industriali e la gestione dei rifiuti per ciascuno Stato membro dell'UE. Il testo è frutto di un accordo con i governi dell’Ue.

Tali settori sono responsabili attualmente per circa il 60% di tutte le emissioni dell'Unione.

La nuova normativa Ue innalza l'obiettivo di riduzione dei gas serra a livello europeo, da raggiungere entro il 2030, dal 30 al 40% rispetto ai livelli del 2005. Per la prima volta, tutti i Paesi dell'Ue dovranno ridurre le emissioni di gas serra con obiettivi che variano dal 10 al 50%. Gli obiettivi di riduzione di ciascun Paese membro per il 2030 si basano su PIL pro capite ed efficacia dei costi. Ogni anno, gli Stati membri dovranno inoltre garantire di non superare la propria quota annuale di emissioni di gas serra.

Flessibilità e trasparenza

La legge mira a conciliare l'esigenza di flessibilità da parte dei Paesi dell'Ue per raggiungere i propri obiettivi e la necessità di una transizione giusta e socialmente equa. Per questo motivo, viene limitata la flessibilità prevista dalla normativa precedente, riducendo la quantità di emissioni che gli Stati membri potranno risparmiare da anni precedenti, prendere in prestito da anni futuri e scambiare con altri Stati membri.

Per responsabilizzare gli Stati membri, la Commissione, su richiesta del Parlamento, renderà pubbliche le informazioni sulle azioni a livello nazionale in un formato facilmente accessibile.

Citazione

Dopo il voto, la relatrice del Parlamento, Jessica Polfjärd (PPE, SV), ha dichiarato: "Con questa legge compiamo un importante passo avanti nella realizzazione degli obiettivi climatici dell'UE. Le nuove regole per la riduzione delle emissioni nazionali garantiscono un contributo da parte di tutti gli Stati membri e l'eliminazione delle lacune esistenti. Ciò ci consente di inviare un chiaro segnale che l'Unione europea è determinata a farsi promotrice a livello globale di un'agenda climatica competitiva ed efficiente".

Prossime tappe

Il testo deve ora essere formalmente approvato anche dal Consiglio. Sarà quindi pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'UE per poi entrare in vigore 20 giorni dopo.

Contesto

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi fa parte del pacchetto "Pronti per il 55% nel 2030", che è il piano dell'Ue per ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, in linea con la legge europea sul clima.

Aggiornamento del 14 marzo 2023, ore 18.51 – Case “green”: approvata la posizione del Parlamento europeo- Martedì, il Parlamento ha approvato il mandato negoziale su una proposta di legge per aumentare il tasso di ristrutturazioni e ridurre consumo energetico e emissioni nel settore edilizio.

L'obiettivo della proposta di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia è una sostanziale riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e del consumo energetico nel settore entro il 2030, al fine di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ristrutturare un più ampio numero di edifici inefficienti sotto il profilo energetico e migliorare la condivisione delle informazioni sul rendimento energetico sono altri obiettivi della proposta.

La posizione negoziale del Parlamento è stata approvata martedì con 343 voti favorevoli, 216 contrari e 78 astensioni.

Obiettivi di riduzione delle emissioni

Per i deputati, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2028. Per i nuovi edifici occupati, gestiti o di proprietà delle autorità pubbliche la scadenza è fissata al 2026. Tutti i nuovi edifici per cui sarà tecnicamente ed economicamente possibile dovranno inoltre dotarsi di tecnologie solari entro il 2028, mentre per gli edifici residenziali sottoposti a ristrutturazioni importanti la data limite è il 2032.

Sempre secondo la posizione del Pe, gli edifici residenziali dovranno raggiungere, come minimo, la classe di prestazione energetica E entro il 2030, e D entro il 2033. Per gli edifici non residenziali e quelli pubblici il raggiungimento delle stesse classi dovrà avvenire rispettivamente entro il 2027 (E) e il 2030 (D).

Per prendere in considerazione le differenti situazioni di partenza in cui si trovano i parchi immobiliari nazionali, nella classificazione di efficienza energetica, che va dalla lettera A alla G, la classe G dovrà corrispondere al 15% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori in ogni Stato membro.

Gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche (ad esempio sotto forma di lavori di isolamento o rinnovo dell'impianto di riscaldamento) dovranno essere effettuati al momento dell'ingresso di un nuovo inquilino, oppure al momento della vendita o della ristrutturazione dell'edificio.

I Paesi Ue stabiliranno le misure necessarie per raggiungere questi obiettivi nei rispettivi piani nazionali di ristrutturazione.

Misure di sostegno contro la povertà energetica

I deputati vogliono che I piani nazionali di ristrutturazione prevedano regimi di sostegno per facilitare l'accesso alle sovvenzioni e ai finanziamenti. Gli Stati membri dovranno allestire punti di informazione e programmi di ristrutturazione neutri dal punto di vista dei costi. I regimi finanziari dovranno prevedere un premio cospicuo per le cosiddette ristrutturazioni profonde, in particolare nel caso degli edifici con le prestazioni peggiori, e sovvenzioni e sussidi mirati destinati alle famiglie vulnerabili.

Deroghe

La nuova normativa non si applica ai monumenti, e i Paesi Ue avranno la facoltà di escludere anche edifici protetti in virtù del loro particolare valore architettonico o storico, edifici tecnici, quelli utilizzati temporaneamente, chiese e luoghi di culto. Gli Stati membri potranno inoltre estendere le esenzioni anche a edifici dell'edilizia sociale pubblica in cui le ristrutturazioni comporterebbero aumenti degli affitti non compensati da maggiori risparmi sulle bollette energetiche.

Agli Stati membri sarà consentito, per una percentuale limitata di edifici, di adeguare i nuovi obiettivi in funzione della fattibilità economica e tecnica delle ristrutturazioni e della disponibilità di manodopera qualificata.

Citazione

Il relatore Ciarán Cuffe (Verdi/ALE, IE) ha dichiarato: “L'impennata dei prezzi dell'energia ha riportato l'attenzione sull'efficienza energetica e sulle misure di risparmio energetico. Migliorare le prestazioni degli edifici europei abbasserà le bollette e la nostra dipendenza dalle importazioni di energia. Vogliamo che la direttiva riduca la povertà energetica e le emissioni, e garantisca migliori ambienti interni per la salute delle persone. Si tratta di una strategia di crescita per l'Europa, che creerà centinaia di migliaia di posti di lavoro locali e di buona qualità nell'edilizia, nelle ristrutturazioni e nelle energie rinnovabili, migliorando il benessere di milioni di persone che vivono in Europa”.

Prossime tappe

I deputati avvieranno i negoziati con i governi dell’Ue per concordare la forma definitiva della normativa.

Contesto

Secondo la Commissione europea, gli edifici dell'Ue sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra. Il 15 dicembre 2021 la Commissione ha approvato una proposta legislativa di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia, che fa parte del pacchetto "Pronti per il 55%". Con la nuova normativa europea sul clima del luglio 2021 entrambi gli obiettivi per il 2030 e il 2050 sono diventati vincolanti a livello europeo.

Aggiornamento del 14 marzo 2023, ore 19.10 - Green deal: approvato nuovo obiettivo UE per pozzi di assorbimento del carbonio - Una nuova legge innalza l'obiettivo Ue per i pozzi di assorbimento del carbonio, nel settore dell'uso del suolo e della silvicoltura, al 57% rispetto ai livelli del 1990.

Con 479 voti favorevoli, 97 contrari e 43 astensioni, il Parlamento ha approvato martedì in via definitiva la revisione del regolamento sull'uso del suolo, sul cambiamento di uso del suolo e sulla silvicoltura (Lulucf), che mira a valorizzare i pozzi naturali di assorbimento del carbonio, per rendere l'Ue il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, e promuovere la biodiversità in linea con il Green Deal europeo. Il testo è frutto di un accordo con i governi dell’Ue.

Obiettivi a livello europeo e nazionale per potenziare i pozzi di assorbimento del carbonio entro il 2030

Per il 2030, l'obiettivo Ue per gli assorbimenti netti di gas serra nel settore Lulucf è fissato a 310 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, con un aumento di circa il 15% rispetto alla normativa in vigore. Questo nuovo obiettivo dovrebbe portare a una riduzione complessiva dei gas serra nell'Ue pari al 55-57% rispetto ai livelli del 1990.

Per gli assorbimenti e le emissioni nel settore Lulucf, i Paesi dell'Ue dovranno rispettare gli obiettivi nazionali vincolanti per il 2030. Questi obiettivi sono basati sui recenti livelli degli assorbimenti e sul potenziale per ulteriori assorbimenti.

In base alle norme attuali, che resteranno in vigore fino al 2025, i Paesi dell'Ue devono garantire che nel settore Lulucf le emissioni non superino gli assorbimenti. Dal 2026, gli obiettivi annuali vincolanti saranno sostituiti da un bilancio quadriennale per il periodo 2026-2029.

Governance, flessibilità e monitoraggio

Per raggiungere i loro obiettivi, gli Stati membri possono acquistare o cedere i crediti di assorbimento maturati nell'ambito del regolamento Lulucf e del regolamento sulla condivisione degli sforzi, anche questo approvato martedì. È previsto anche un meccanismo che garantisce agli Stati membri di ricevere un risarcimento in caso di catastrofi naturali, come gli incendi boschivi.

Il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni e degli assorbimenti saranno migliorati, anche attraverso un maggior uso di dati geografici e telerilevamento. In questo modo si potranno seguire con più precisione i progressi compiuti dai paesi dell'Ue verso il conseguimento degli obiettivi.

In caso di progressi insufficienti, gli Stati membri saranno obbligati ad adottare misure correttive. È prevista anche una sanzione per le inadempienze: all'obiettivo per il 2030 sarà aggiunto il 108% dei gas serra eccedenti il bilancio previsto per il periodo 2026-2029.

Per garantire che l'obiettivo Ue sia raggiunto, la Commissione presenterà una relazione sui progressi compiuti entro sei mesi dal primo bilancio globale concordato nell'ambito dell'accordo di Parigi. Se necessario, la Commissione darà seguito con altre proposte legislative.

Citazione

Al termine della votazione, il relatore Ville Niinistö (Verdi/ALE, FI) ha dichiarato: "Nell'ultimo decennio i pozzi dell'UE sono diminuiti. Con questa legge, il settore del suolo farà la sua parte nell'affrontare la crisi climatica, dato che ora abbiamo un obiettivo più ambizioso e altre garanzie, tra cui dati migliori e obblighi di comunicazione più rigorosi, una maggiore trasparenza e l'obbligo di procedere a un riesame entro il 2025. Questa è la prima legge che affronta contemporaneamente la biodiversità e la crisi climatica e gli Stati membri dovranno anche tenere conto del principio del 'non arrecare un danno significativo'".

Prossime tappe

Il testo deve ancora essere formalmente approvato anche dal Consiglio. Sarà quindi pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Ue ed entrerà in vigore 20 giorni dopo.

Contesto

La revisione del regolamento Lulucf fa parte del pacchetto "Pronti per il 55% nel 2030", che è il piano dell'Ue per ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, in linea con la Legge europea sul clima.

 

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