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    23/07/2024

Polo logistico Valle Ufita, Rotondi: «I numeri sono numeri»

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Gianfranco RotondiAVELLINO - "Leggo con sconcerto le dichiarazioni del sindaco di Grottaminarda dalle quali deduco che non ha letto bene la mia intervista al Mattino, improntata all’impegno e non alla propaganda circa la realizzazione del polo logistico di Grottaminarda. Che la strada sia in salita lo dicono i fatti, che "hanno la testa dura", come diceva Lenin, che non era notoriamente democristiano. I fatti dicono che i numeri sono numeri, e le chiacchiere stanno a zero: la cifra stanziata non copre nemmeno un terzo della necessità, e ad oggi non vi è un progetto, né una assunzione di impegno. Ci sono state tavole rotonde, mobilitazioni, ma il discorso serio inizia adesso. Per quanto mi riguarda, riconfermo quanto assicurato nel Consiglio comunale straordinario di Ariano Irpino: ho rappresentato al ministro Fitto il valore strategico di questo investimento, e l’assoluto interesse anzitutto del governo a sostenere un’opera coerente con la nostra programmatica. Se si tratta di costruire unitariamente prospettive di sviluppo, io ci sono e il governo di centrodestra c’è. Se si tratta di proseguire sarabande propagandistiche, questo gioco non ci interessa".

Così Gianfranco Rotondi replica alle affermazioni del sindaco di Grottaminarda sul polo logistico di Valle Ufita.

Aggiornamento del 17 aprile 2023, ore 15.02 - Piattaforma logistica: la nota di Giovanni D’Ercole, vicecommissario provinciale di FdI - L’on. Rotondi, dalle colonne del Mattino, con grande onestà e chiarezza ha commentato alcune chiare evidenze sulla piattaforma logistica della Valle Ufita: non c’è ancora una progettazione, Rfi investirebbe soltanto 26 milioni, circa un quarto di quanto servirebbe, il Pnrr potrebbe non essere lo strumento giusto in ragione di una necessaria chiusura dei lavori entro il 2026, oggettivamente
inverosimile per un’opera che in cinque anni ha prodotto si e no poco più di uno studio di fattibilità.

Tuttavia, il deputato eletto nel collegio di Avellino garantisce la massima attività e tutta la interlocuzione possibile col ministro Fitto per cercare di recuperare un’opera oggettivamente a rischio e non certo a causa delle scelte del governo nazionale. Purtroppo, il garbo peculiare di Rotondi lo ha indotto ad evitare la polemica su ciò che doveva esser fatto e non è stato fatto e da chi non è stato fatto.

Non altrettanto garbo e, soprattutto, poca intelligenza politica o scarsa conoscenza dei fatti hanno mostrato i rappresentanti dei 5 Stelle e soprattutto del Pd nell’attaccare a testa bassa il centrodestra, da poco più di sei mesi al governo della nazione.

Evidentemente, ad esempio, gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno dimenticato la disastrosa gestione della Lioni-Grottaminarda, quando il mancato rinnovo del commisssario costò l’inarenarsi di una arteria strategica per l’Irpinia. Per non parlare del Partito democratico, ancora teoricamente il partito del presidente di quella Regione che per 5 anni ha beatamente dormito un indolente e colpevole sonno: dimenticano gli esponenti del Pd che la parte di finanziamento che doveva completare l’investimento di Rfi doveva provenire proprio dalla Regione Campania? Quella stessa Regione matrigna, che non esita ad investire circa 40 milioni per lo stadio della Salernitana ed oltre mezzo miliardo per l’aeroporto di Pontecagnano, ma che dimentica sistematicamente la provincia di Avellino.

L’on. Rotondi avrebbe potuto semplicemente raccontare la cronaca di un fallimento annunciato, individuando facilmente i responsabili di tale fallimento ed invece – con estrema serietà e con una importante dose di concretezza – ha indossato soltanto vesti istituzionali, cercando di dare risposte al territorio che lo ha eletto.

Ebbene, Fratelli d’Italia da un lato non può che congratularsi col proprio parlamentare per l’impegno che profonde nel sostenere l’Irpinia, ma stigmatizza con forza e disgusto le incaute uscite degli esponenti della sinistra irpina i quali, anziché prendere esempio dalla capacità istituzionale del parlamentare irpino, tentano inutilmente di attizzare una canea, nella vana speranza che, grazie ad un vacuo vociare, le responsabilità dei tanti disastri del centrosinistra vadano nel dimenticatoio.
Agli altri attori istituzionali, ugualmente, Fratelli d’Italia non può che rivolgere un invito a stringere i ranghi, anziché seguire le litanie di incantatori di serpenti, ottime per convegni e passerelle, inutili per costruire la nuova Irpinia.

 

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