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    15/07/2024

Scholz: «Abbiamo bisogno di un'Ue geopolitica, più ampia, riformata e aperta al futuro»

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Olaf ScholzSTRASBURGO – Nel corso del dibattito con i deputati “Questa è l'Europa”, il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha chiesto un'Europa unita e in grado di cambiare per assicurarsi un posto nel mondo di domani.

Il Cancelliere Scholz ha sottolineato che l'Europa ha una responsabilità globale che va oltre i suoi confini, "perché il benessere dell'Europa non può essere separato dal benessere del resto del mondo". Il mondo del XXI secolo, ha affermato, "sarà multipolare, lo è già". Il Cancelliere Scholz ha individuato tre lezioni per l'UE: "Primo, il futuro dell'Europa è nelle nostre mani. In secondo luogo, più l'Europa è unita, più sarà facile assicurarsi un buon futuro. In terzo luogo, non meno, ma più apertura e più cooperazione sono all'ordine del giorno".

Per garantire il posto dell'Europa nel mondo di domani, l'Ue deve cambiare, ha affermato il Cancelliere. "Abbiamo bisogno di un'Ue geopolitica, di un'Ue allargata e riformata e di un'Ue aperta al futuro".

Sulla guerra della Russia contro l'Ucraina, il Cancelliere ha affermato che l'Ue deve tracciare la strada per la ricostruzione dell'Ucraina. Un'Ucraina prospera, democratica ed europea è il più chiaro rifiuto della politica imperiale, revisionista e illegale di Putin.

In un mondo multipolare, i Paesi del Sud globale sono partner importanti, ha proseguito il Cancelliere Scholz. L'Europa deve difendere la sicurezza alimentare, lottare contro la povertà e mantenere le sue promesse di azione sulla protezione internazionale del clima e dell'ambiente.

Per quanto riguarda l'allargamento dell'Ue, il Cancelliere ha affermato che "una politica di allargamento onesta mette in atto le sue promesse, in primo luogo nei confronti degli Stati dei Balcani occidentali". Inoltre, ha annunciato di voler insistere per estendere il processo decisionale a maggioranza qualificata a un maggior numero di decisioni sulla politica estera e fiscale.

Sul tema della migrazione e dell'asilo, ha dichiarato: "Siamo uniti dall'obiettivo di migliorare la gestione e la regolamentazione della migrazione irregolare, senza tradire i nostri valori". In molte parti d'Europa c'è bisogno di lavoratori provenienti da Paesi terzi, ha proseguito, e se l'Europa collegherà la migrazione regolare con la richiesta che i Paesi di origine e di transito riprendano anche coloro che non hanno diritto di rimanere in Europa, "tutte le parti ne trarranno beneficio".

Le reazioni dei deputati

In risposta alle proposte di riforma dell'UE del Cancelliere Scholz, i deputati hanno chiesto ai leader europei il coraggio di portare l'UE nel futuro e hanno invitato il Cancelliere ad insistere per una Convenzione prima delle elezioni europee del 2024. Numerosi deputati hanno chiesto di continuare a sostenere l'Ucraina nella guerra di aggressione russa fino a quando non sarà garantita una pace giusta, mentre altri hanno criticato la Germania per aver fornito un sostegno tardivo all'Ucraina e l'UE per aver fornito più fondi all'industria delle armi.

Diversi deputati hanno sottolineato l'importanza di contrastare l'impatto economico della guerra russa in Ucraina sui cittadini europei, e alcuni hanno chiesto una nuova legislazione per garantire la giustizia sociale, oltre che una riforma del mercato dell'elettricità dell'Ue per garantire prezzi equi. Infine, alcuni deputati hanno sottolineato l'importanza della transizione verde e digitale dell'Europa e hanno chiesto maggiori investimenti in questi settori, in modo che l'Europa possa essere leader nei progressi tecnologici.

Contesto

Si tratta del decimo di una serie di dibattiti in Plenaria intitolati "Questa è l'Europa". I precedenti hanno visto partecipare il Primo Ministro lussemburghese Xavier Bettel il 19 aprile 2023, dopo il Presidente lituano Gitanas Nausėda, la Prima ministra estone Kaja Kallas, l’ex Primo ministro italiano Mario Draghi, l’ex Taoiseach irlandese Micheál Martin, il Primo ministro croato Andrej Plenković, il Primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, l’ex Prima ministra finlandese Sanna Marin e il Primo ministro sloveno Robert Golob.

 

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