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    23/07/2024

La nuova facciata di Palazzo Caracciolo (e pensare che lo volevano abbattere)

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La nuova facciata di Palazzo Caracciolo, sede della ProvinciaAVELLINO – Scoperta la nuova facciata di Palazzo Caracciolo dopo i lavori di restauro degli ultimi mesi. Un bel colpo d’occhio su Piazza Libertà quello offerto da uno degli edifici più prestigiosi di Avellino, carico di storia, per quasi 170 anni sede degli uffici giudiziari del tribunale, attualmente sede della Provincia.

Molti gli ospiti illustri tra cui Carlo III di Borbone (Cfr. I re di Napoli e l’Irpinia, Terebinto edizioni, aprile 2019) che vi fece tappa il 4 gennaio del 1735 ad inizio del viaggio partito da Napoli e organizzato per recarsi a ricevere la corona reale a Palermo scortato da cento granatieri a cavallo e con un numeroso seguito con a capo Francesco Benavides conte di Santostefano, primo maggiordomo regale, e di cui facevano parte i suoi ministri, tra cui Giuseppe Gioacchino di Montealegre marchese di Salas, il marchese Bernardo Tanucci, i membri della segreteria di Stato.

A riceverlo nella nuova residenza dei Caracciolo – il sontuoso palazzo fatto costruire nel Largo, nei pressi di porta Napoli, da donna Antonia Spìnola Colonna, magnificato nei versi di Silvestro Homodei, poeta e segretario del marito  – fu l’allora padrone di casa, il principe Marino IV che, affiancato dalla consorte, Maria Antonia Carafa, e circondato dalla sua corte e da «altri nobili napoletani», seppe tenere alto il nome ed il prestigio della famiglia che già in altre circostanze – in modo particolare, giusto un secolo prima, in occasione della visita della regina Marianna, sorella del re di Spagna e moglie dell’imperatore d’Austria – aveva dato prova di un’accoglienza «veramente alla reale».

Un po’ di storia - L’area prescelta dalla Spinola per il palazzo fu quella che i domenicani avevano venduto nel 1619 ad Agostino d’Arminio che, a sua volta, in seguito ad un tracollo economico subito all’indomani del sacco operato in città dai “popolari” di Masaniello nel dicembre del 1647, l’aveva ceduta per 2.560 ducati al principe Francesco Marino Caracciolo, consorte della Spìnola, per costruirvi quandam domum palatiatam in diversis membris, in loco detto lo borgo in largo venerabili ecclesiae santissimae Annunziatae. Il “palazzotto”, come fu chiamato dal popolino per la sua forma bassa con un solo piano, oltre il pianterreno, fu progettato dall’ingegnere Cristoforo Scores e completato nei primi decenni del 1700 da Filippo Bonocore, uno dei maggiori tecnici napoletani del tempo e “ingegnere dell’«ecc.ma casa di Avellino». Successivamente, il palazzo fu sede, dal 1808 al 1978, degli uffici del Tribunale di Avellino, uno dei più importanti del Mezzogiorno: centosettatt’anni di storia giudiziaria con protagonisti magistrati e avvocati illustri che rispondono a nomi di alto profilo, da Pasquale Stanislao Mancini ad Alfonso Rubilli, fino ad Alfredo De Marsico.

Una storia, dunque, prestigiosa, anche sul piano politico e sociale, che stava per essere cancellata con un autentico colpo di spugna, all’indomani del terremoto del novembre 1980, per l’insipienza degli amministratori provinciali del tempo, che avevano addirittura redatto un progetto per l’abbattimento, e, soprattutto, per la sorprendente posizione della Soprintendenza, allora guidata dall’architetto Antonio De Cunzo, che in un laconico documento scrisse di un edificio che «non presenta allo stato attuale particolare pregio sotto il profilo architettonico».

Contro quello che apparve ai più come un autentico tradimento perpetrato ai danni dello storico edificio, soprattutto da parte di chi aveva il compito istituzionale di salvaguardarlo, ci fu una vera e propria campagna a difesa con in testa il Consiglio comunale di Avellino, la locale sezione dell’Istituto per la storia del Risorgimento, il periodico L’Irpinia, oggi quotidiano online, la redazione avellinese del Mattino allora diretta da Giuseppe Pisano. Oggi, dopo l’inaugurazione ufficiale del 30 novembre 1995, alla presenza dell’allora ministro dell’Interno, Coronas, Palazzo Caracciolo continua ad ospitare la sede della Provincia.

 

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