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    16/08/2026

Regionali 2015/Quale Campania sceglierà l’Irpinia?

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Stefano Caldoro e Vincenzo De LucaAVELLINO – Nella campagna elettorale per le Regionali a tenere banco più delle proposte programmatiche sono le polemiche. Non solo tra avversari politici, ma anche all’interno degli stessi schieramenti gli scontri ed i veleni la fanno da protagonisti. Dalle alleanze inattese alle esclusioni laceranti, dagli esordi spiazzanti alle candidature imbarazzanti, gli argomenti di discussione in realtà testimoniano ancora una volta l’incapacità della politica a stare sulle questioni. Una difficoltà che va di pari passo con lo scarso livello di partecipazione registrato alle manifestazioni pubbliche che conferma la distanza che si è ormai creata tra i cittadini e la cosiddetta classe dirigente.

Il rinnovo del Consiglio regionale della Campania si è trasformato, quindi, in un incerto banco di prova degli equilibri interni ai principali partiti della scena politica e in un test sulle future strategie del quadro nazionale.

L’area di centro appare più che mai divisa. Il tentativo di riunificazione avviato dalle diverse componenti con l’esperimento di Area popolare è risultato fallimentare. E la rottura tra Udc e Ncd ha visto la sua genesi proprio in Irpinia. Qui le spinte contrapposte dell’ex presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita, e del presidente dell’assemblea di Palazzo Santa Lucia, Pietro Foglia, alla fine sono state inconciliabili, fino alla rottura con la coalizione del governatore Stefano Caldoro, messa in atto dal leader dello scudo crociato 48 ore prima dell’ufficializzazione delle liste, ed il conseguente apparentamento con il candidato del Pd, Vincenzo De Luca.

Un divorzio che all’Unione di Centro è costata la perdita di uno degli esponenti di punta come l’assessore regionale al Turismo, Pasquale Sommese, rimasto sui lidi del centrodestra, che ha accusato di trasformismo l’ex sodale irpino. Una critica giunta anche da Caldoro, Giuseppe Gargani ed Ortensio Zecchino. La scelta di De Mita però ha avuto il via libera del segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, mentre la posizione dell’Ncd ha creato non pochi imbarazzi al presidente nazionale della formazione, il ministro degli Interni Angelino Alfano, che a Roma governa con il numero uno dei Democratici, Matteo Renzi.

L’ingresso del primo cittadino di Nusco, però, non è stato affatto accolto con gioia dai partiti e dalla base elettorale del centrosinistra. L’accordo, d’altra parte, è stato portato a termine in prima persona da De Luca che ha preferito non coinvolgere nessun altro soggetto nell’operazione, che probabilmente era in ballo sin dall’inizio della fase pre-elettorale. Non è comunque da escludere che dopo il 31 maggio si arriverà ad un chiarimento politico su questo e su altri aspetti controversi della preparazione delle liste.

La disinvoltura del sindaco di Salerno nel reclutare nuovi compagni di strada ha avuto un’eco anche a Roma, tanto che lo stesso Renzi ha parlato di “candidature imbarazzanti”, a quanto pare riferendosi soprattutto a nomi come quello del consigliere regionale Carlo Aveta, eletto tra le file de “La Destra” e nostalgico del regime fascista, passato armi e bagagli con “Campania in rete”, aggregazione moderata capeggiata anche dall’irpino Arturo Iannaccone.

Ma gli imbarazzi non mancano nemmeno sull’altro forte non solo per le ripetute assenze dalla provincia di Avellino di Caldoro e per uno strano attivismo che gli esponenti del governo regionale stanno dimostrando sui bandi europei in questi giorni di competizione elettorale, ma pure per ragioni giudiziarie. Nel mirino è finito in particolare Foglia, che è stato raggiunto da un provvedimento di richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda dei presunti falsi rimborsi alla Regione con l’accusa di peculato e falso. Non appena ha appreso la notizia, l’interessato ha replicato: “Metterò a disposizione della magistratura tutti gli elementi utili a stabilire la verità e la mia personale estraneità alle accuse che vengono ipotizzate”. Le indagini della magistratura sulle note spese fuori controllo ha visto comunque ben 51 indagati su 60 consiglieri.

Ma nel centrodestra vi sono anche altri grattacapo. Tra le file dei berlusconiani irpini imperversa uno scontro senza esclusione di colpi per il controllo del partito. A guidare la fronda degli oppositori del coordinatore provinciale di Forza Italia, Cosimo Sibilia, è soprattutto Sergio Nappi, candidato nella lista “Per Caldoro”, che non ha risparmiato bordate agli esponenti inseriti nella compagine ufficiale degli azzurri. I problemi delle coalizioni che sostengono De Luca e Caldoro hanno provocato l’immediata reazione del deputato di Sel Salvatore Vozza in corsa per lo scranno più alto della Regione per conto dell’aggregazione “Sinistra al lavoro per la Campania”, che vede assieme ai vendoliani, anche Rifondazione ed il Pcdi.

L’esponente politico ha sottolineato la sostanziale somiglianza in negativo tra i due schieramenti. Una opinione condivisa pure dal segretario provinciale di Sel, Raffaele Aurisicchio, che ha dichiarato: “La vicenda di Foglia dimostra che gli impresentabili sono sia con De Luca che con Caldoro”.

 

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