AVELLINO – “Questa è una campagna elettorale molto difficile perché di parole se ne sono dette tante negli anni passati e la gente è stanca. Però io penso che questa provincia non si può permettere di passare dal voto clientelare che ha fatto per anni all’astensionismo perché questo passaggio è, a mio avviso, un vero e proprio suicidio politico. Invece questa provincia ha proprio bisogno di capire dove si è sbagliato in questi cinque anni, se vogliamo dove si è sbagliato a partire dal terremoto del 1980 in avanti. Discutendo con le comunità locali a me sembra che ci siano le condizioni per poter trovare le ragioni di questo arretramento complessivo della provincia di Avellino e, come dire, le motivazioni per un impegno politico”.
Questa l’analisi di Giuseppe Vetrano, candidato al Consiglio regionale della Campania nella lista Campania libera, che questo pomeriggio, al circolo della stampa, ha illustrato la sua discesa in campo a sostegno di De Luca presidente.
Diversi i temi trattati dinanzi a taccuini e microfoni. “I sassi a Caldoro? È un malcostume che sta caratterizzando soprattutto quelle zone del Napoletano e del Casertano". "Le liste? Se guardiamo alla questione degli impresentabili credo ci sia stato un eccesso di mediacità. Più che degli impresentabili a me sembra che siano dei veri e propri voltagabbana. Ed allora l’elenco dei voltagabbana è lungo anche in questa provincia. A me sembra che la stampa nazionale abbia cercato di presentare questo tema del voltagabbana, giocato sull’impresentabilità, per offrire un quadro eccessivamente distorto della regione Campania ed anche delle liste che si affiancano a De Luca presidente”.
E ancora: “Penso che De Luca abbia dimostrato con i fatti di aver saputo trasformare una città degradata meridionale in una meta tra le più ambite italiane. Io che credo che c’è bisogno di una nuova moralità pubblica che significa non solo essere trasparenti e persone perbene ma anche saper esaltare il valore della capacità amministrativa, di sapere risolvere i problemi. Questa è una provincia in cui ci siamo parlati addosso per anni ed è il momento di passare dalla parole ai fatti. Anche per questo ho scelto di candidarmi nuovamente e di cimentarmi in una campagna elettorale perché ero fuori da tempo”.
“Di Nunno, quando era lui sindaco ed io vicesindaco, mi insegnò che la politica era la soluzione dei problemi e cimentarsi con l’amministrazione significa davvero dare una mano ai cittadini e provare a dare delle soluzioni. In giro c’è troppa vecchia politica, anche nel centrosinistra, i voltagabbana non li ho mai sopportato, la moralità politica significa mantenere un po’ fermi i propri valori, o si sta da una parte o dall’altra. Per quello che mi riguarda sono sempre stato da una parte politica, avevo un partito, non l’ho più, non mi sono ritrovato nelle nuove formazioni politiche, continuo il mio impegno civile, continuo il mio impegno di cittadino”.




