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    16/08/2026

D’Alema: «Gli impresentabili? I cittadini possono vigilare e scegliere le persone adatte»

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Da sx: Paolucci, D'Alema, Adiglietrti, D'AmelioAVELLINO – “Ci sono tutte le condizioni perché ci sia una svolta, una svolta necessaria anche perché, al di là delle qualità personali di Caldoro, quella maggioranza e quella classe dirigente hanno evidentemente fatto fallimento. C’è bisogno sicuramente di amministratori capaci e di una nuova guida per la Regione. Dal momento in cui De Luca è stato ammesso alle primarie, da quel momento è del tutto evidente che la sua candidatura era considerata legittima dal nostro partito altrimenti non avrebbe potuto partecipare alle primarie”.

Questa l’analisi dell’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema oggi ad Avellino per sostenere, nel corso di un incontro svoltosi al circolo della stampa, la candidatura di Rosetta D’Amelio, consigliera regionale uscente e di nuovo in corsa nella lista Pd. Presenti, oltre tutto lo stato maggiore del partito di via Tagliamento, l’ex presidente del Senato e già ministro dell’Interno Nicola Mancino, l’europarlamentare Massimo Paolucci, il sottosegretario Umberto Del Basso de Caro, il sindaco di Avellino Paolo Foti. Ad introdurre è stato Gerardo Adiglietti.

Inevitabile un passaggio con D’Alema sui due tormentoni di questa campagna elettorale, candidature impresentabili e De Mita. Sulla questione candidature il parlamentare pugliese non risparmia critiche allo stesso Pd: “Noi dovevamo essere più esigenti con i nostri alleati, con le liste collegate e chiedere che ci fosse un controllo preventivo più attento. Dal momento che questo non c’è e che questo allarme è stato lanciato, i cittadini possono certamente vigilare loro non votandoli. Siamo in un Paese democratico, non è che i candidati sono eletti. Sono eletti soltanto se i cittadini li votano”.

Su De Mita: “Quando nel 1996 l’on. De Mita si candidò nel collegio uninominale essendo stato rifiutato dall’Ulivo io venni ad Avellino a convincere i democratici di sinistra a non presentare candidati contro De Mita per favorirne l’elezione. Successivamente quando De Mita fu candidato alle elezioni politiche nella lista unitaria dell’Ulivo come capolista in Campania 2, mi fu chiesto di fargli da numero 2 perché l’elettorato di sinistra era scontento di quella candidatura, ebbene io lo feci per spirito di servizio. Quindi sono una persona che nei confronti dell’on. De Mita ha dato prova più volte di rispetto, anche mettendoci la faccia, come si dice”.

Il discorso, poi, tocca il tema dell’astensionismo: “Questo – sottolinea D’Alema – è il problema che mi allarma di più, una delle ragioni per cui io mi impegno proprio per parlare alle persone più sofferenti, più incerte, più scontente e per convincerle a partecipare e a votare, magari scegliendo nelle liste del Partito democratico le voci più critiche, più libere, più indipendenti perché le proteste che a volte sono fondate – penso a quelle degli insegnanti di questi giorni – possano trovare voce nelle istituzioni scegliendo le persone adatte per questo”.

Di stampo montanelliano (ricordate? “Turatevi il naso e votate Dc”) il commento dell’europarlamentare Massimo Paolucci: “Vengo da una scuola dove mi hanno insegnato che c’è un momento per discutere e un momento per combattere. Adesso si combatte, si tratta di liberare la Campania dal duo Caldoro-Cesaro. Quindi nessuna incertezza, con De Luca pancia a terra in campagna elettorale”.

Come si ricorderà Paolucci, alla vigilia delle primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Campania, era balzato alla ribalta della cronaca politica per la forte presa di posizione assunta con la lettera aperta con cui annunciava la sua uscita dal Pd dopo aver denunciato la definizione di accordi da parte di esponenti del Partito democratico con la destra, in particolare con i protagonisti della stagione cosentiniana.

 

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