De Luca: «Rispettata la legge, ora al lavoro a testa alta»

Giovedì 02 Luglio 2015 14:15 Red.
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Vincenzo De LucaNAPOLI – “Con decreto monocratico il Tribunale di Napoli ha sospeso il decreto del presidente del Consiglio. Esprimo il mio rispetto per il Tribunale di Napoli, che ha affrontato una questione, anche inedita, con grande attenzione e profondità. Esprimo il mio ringraziamento ai miei legali per la loro professionalità. Si apre ora la fase del lavoro e dell’impegno amministrativo pieno. Rivolgo un saluto alle elettrici ed agli elettori campani, che hanno scelto democraticamente a chi affidare il governo della Regione. È sembrato, in questi giorni, che il primo e fondamentale elemento di correttezza istituzionale potesse esser quasi cancellato. Si ripristina il rispetto della volontà popolare. Agli elettori di Napoli e della Campania riconfermo la mia gratitudine ed il mio impegno”.

Questo il commento di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, in merito all’accoglimento da parte della I sezione civile del Tribunale di Napoli del ricorso contro la sospensione dalla carica prevista dalla legge Severino. Sul piano procedurale ora il Tribunale deciderà nell’udienza collegiale del prossimo 17 luglio se confermare, modificare o revocare il provvedimento.  Per intanto De Luca potrà partecipare alla seduta del Consiglio fissata dalla presidente D’Amelio per il prossimo 9 luglio e procedere alla nomina del suo vice e della giunta.

“Abbiamo rispettato e rispetteremo rigorosamente – ha dichiarato ancora De Luca – tutte le leggi dello Stato. Così come ci batteremo a fondo per la difesa dello Stato di diritto e dei principi costituzionali. È necessario espellere dalla vita pubblica ladri e tangentisti; ma è altrettanto necessario tutelare a pieno, nella loro dignità e nel loro lavoro, quanti continuano ad assumersi responsabilità, per cambiare il Paese, realizzare opere, creare lavoro. Ci batteremo perché la legge sia uguale per tutti, e non ci siano disparità fra amministratori locali, che lavorano e rischiano in trincea, ed esponenti politici nazionali e di governo. Ci batteremo perché la “paura della firma” e della responsabilità non paralizzino più l’Italia. Nei prossimi mesi sarà sempre più chiaro che la vecchia Campania dei luoghi comuni non esiste più. Arriverà presto, all’italia intera, l’immagine di un’altra classe dirigente, fatta di dignità istituzionale, di concretezza operativa, di rigore spartano. Lavoreremo, a testa alta, per affrontare e risolvere i nostri problemi, e valorizzare in pieno le nostre potenzialità.

Ci batteremmo, infine, perché il dibattito pubblico diventi meno confuso ed approssimativo. C’è un clima pesante in Italia. Arrivano ai cittadini notizie di scandali e ruberie. Tutto viene compreso in un generale sentimento di sfiducia e di disincanto. A maggior ragione, in questa situazione, è indispensabile andare sempre al merito delle questioni, rendere chiare le differenze, tutelare le persone corrette. Rispettare sempre la vita di chi si spende correttamente per l’impegno pubblico, non indebolisce, ma rafforza la battaglia contro le degenerazioni della politica, e a tutela della dignità delle Istituzioni”.

“La legge Severino è una norma contra personam, si applica solo con il presidente Silvio Berlusconi”: questo il primo commento del capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta il quale ha poi aggiunto: “I casi più eclatanti ai quali abbiamo e stiamo assistendo negli ultimi mesi – De Magistris e De Luca – confermano i nostri dubbi e le nostre amarezze. La legge non è uguale per tutti. Ed una legge come la Severino, a questo punto, andrebbe cambiata, così come chiesto questa mattina anche da Raffaele Cantone (presidente dell’Autorità Anticorruzione), e magari andrebbe restituito l’onore a chi, come il presidente Berlusconi, è stato colpito con irridente celerità da una sinistra giustizialista e condizionata, evidentemente, dall’odio nei confronti dell’avversario politico degli ultimi decenni.

In merito alla tempistica della decisione del Tribunale di Napoli, che dire: ‘a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca’. Un normale cittadino avrebbe avuto lo stesso trattamento? Qualunque ricorso sarebbe stato giudicato, come in questo caso, in una manciata di giorni? Domande retoriche che per quanto ci riguarda contengono già nell’interrogativo la risposta. Evidentemente la sinistra, una certa sinistra è ancora una casta che può beneficiare di corsie preferenziali. Per noi è più di un sospetto. La morale di questa triste storia, tutt’altro che finita, è una sola: la decisione dei giudici napoletani non risolve in alcun modo il problema politico di una Regione che resta e rimarrà nei prossimi mesi appesa al filo dell’illegalità e dei ricorsi. Il tutto sulla pelle dei cittadini e contro l’immagine e la sacralità delle istituzioni”.

Sul piede di guerra anche il M5S che ieri si è visto respinto dal Tar il ricorso d’urgenza presentato dai consiglieri regionali.