AVELLINO – “L’Asi ha fatto tanto, ha lavorato bene, ha lavorato in un momento di difficoltà economica enorme perché ho dovuto combattere sulla spending e sulla riduzione dei costi e abbiamo lavorato bene facendo il nostro dovere. Qual è il nostro dovere? Quello di presentare i progetti e di essere esecutivi e cantierabili, appetibili alla Regione. Devono firmare i decreti per infrastrutture, le aree non sono da terzo mondo come si dice. L’Asi non ha una lira per poter gestire, non ha contributi da nessuno per cui si muove con le sue gambe e le sue forze”.
Appare tranquillo Giulio Belmonte, presidente dell’Area per lo sviluppo industriale, al termine dell’approvazione del bilancio di previsione da parte dell’assemblea dei sindaci che fanno parte del consorzio di via Capozzi. Trentotto i sì a favore dello strumento contabile, un solo voto di astensione, quello del Comune di Calitri.
Belmonte non ha mancato dinanzi a taccuini e microfoni di replicare alla critiche piovute sull’ente da lui diretto da parte del presidente di Confindustria Sabino Basso che aveva parlato in una recente intervista di ente inutile, non in grado di produrre sviluppo, ma semplice strumento in mano ai politici.
Rinviata a venerdì prossimo, invece, l’elezione nel Cda del sostituto di Maurizio Petracca, neo consigliere regionale dellUdc. Sulla vicenda ci sono posizioni diverse tra chi sostiene che bisogna procedere ad eleggere un altro rappresentante dell’Unione di centro in ossequio all’accordo istituzionale di febbraio e chi invece rivendica una maggiore rappresentanza del Pd, il primo partito sul piano dei consensi elettorali in provincia.
