AVELLINO – “Ho appreso da alcuni organi d’informazione di essere indagato per il reato di corruzione e per aver partecipato all’affidamento di aree di parcheggio, le cosiddette aree chiuse, a cooperative sociali di tipo B. Niente di più falso”.
Esordisce così Livio Petitto, presidente del Consiglio comunale di Avellino, nella conferenza stampa convocata per fare il punto sulla sua posizione nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei parcheggi e la regolarità delle convenzioni tra il Comune e le cooperative condotta dai pm Taddeo e Patscot e coordinata dal Procuratore capo Cantelmo con l’emissione finora di 9 avvisi di garanzia.
“Non conoscendo i fatti, perché ovviamente si è in una fase di indagini preliminari, quindi c’è la segretezza sulle indagini in corso, posso solo comunicare – ha dichiarato Petitto – di essere stato indagato, come risulta dall’avviso di garanzia notificatomi, per il reato di concorso in abuso d’ufficio commesso da altri indagati. In pratica, quale pubblico ufficiale del Comune di Avellino, quindi come presidente del Consiglio o ex assessore alla Mobilità, avrei fornito la mia disponibilità alla illegittima adozione di provvedimenti in favore dell’Acs, l’azienda città servizi. Secondo capo d’imputazione: per una presunta rivelazione di notizie segrete su indagini in corso, notizie di cui non viene indicata la tipologia - il nome del pm, il numero, le singole attività in corso – e che a mia volta avrei appreso da pubblico ufficiale attualmente da identificare, così come riportato testualmente nell’avviso di garanzia notificatomi. Soprattutto per il primo dei due capi d’imputazione ho già dato mandato al mio avvocato di avviare, appena possibile, eventuali azioni legali nei confronti di chi mi ha gratuitamente calunniato, e ciò non appena sarà possibile avere conoscenza del contenuto degli atti”.
Il presidente del Consiglio comunale ha ricostruito la vicenda parcheggi dinanzi alla platea di giornalisti presenti anche il sindaco Paolo Foti, il manager dell’Acs Amedeo Gabrieli (che è tra le persone raggiunte da avviso di garanzia) e il comandante dei vigili urbani Arvonio.
“La mia storia politica e personale – ha detto – parla da sola, ho sempre lottato nell’interesse del bene comune e per l’affermazione in ogni contesto del principio di legalità. Anche in nome e per conto soprattutto – lo voglio sottolineare – di quella divisa che mi onoro di indossare da oltre 15 anni. Quindi, anche gli atti che ho prodotto da assessore alla Mobilità me ne possono dare atto. Voglio solo ricordare a me stesso che verso la fine del 2009 fui notiziato dall’allora responsabile dell’Utt, ufficio tecnico del traffico, che vi erano mancati pagamenti (rivolge il saluto al sindaco Foti entrato in sala ndr) da oltre due anni, quindi dal 2007, del canone di gestione delle aree chiuse da parte di quattro cooperative sociali all’epoca dei fatti. Immediatamente su mia proposta la giunta comunale con delibera n. 146 e 230 del 2010 aventi per oggetto la revoca del servizio parcheggio a pagamento aree chiuse alle cooperative sociali di tipo B, assessore proponente Petitto (saluta Amedeo Gabrieli, dell’Acs ndr) nelle more di consegna, così come aveva sancito il Consiglio comunale, delle aree chiuse all’azienda municipalizzata a totale compartecipazione pubblica, diede sei mesi di tempo per saldare tutte le morosità pregresse pena lo sgombero. Sgombero che per due cooperative fu eseguito e ci sono gli atti della polizia locale conservati presso il comando (rivolge il saluto anche al comandante dei vigili Arvonio ndr)”.
“La mia posizione è completamente diversa. Io non entro nel merito. Possono dire che confido nell’operato della magistratura e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Chiarimento che dovevo non solo alla mia persona, ma soprattutto alla mia famiglia che mi è sempre vicina, e soprattutto nell’interesse dell’istituzione che oggi min onoro di rappresentare, nell’interesse soprattutto della divisa che continuo ad indossare con orgoglio”.
Facendo, poi, riferimento, sia pure senza nominarlo, ad una dichiarazione dell’ex vice sindaco Antonio Gengaro che aveva spiegato in un’intervista l’idea di affidare a metà degli Novanta a categorie svantaggiate, così come previsto dalla legge, la gestione delle aree comunali adibite a parcheggi con tutto un processo disciplinato da prefettura ed assistenti sociali, Petitto ha precisato: “L’affidamento alle cooperative di tipo B della gestione dei parcheggi è un qualcosa che risale al ’97, epoca in cui c’èra il sindaco Di Nunno, quindi è un qualcosa che già era stato stabilito dal Consiglio comunale. Per me può essere una finalità nobile quella del reinserimento nella società quello dei soggetti svantaggiati, e nella delibera di Consiglio comunale n. 123 del ’98 sono elencati anche questi soggetti svantaggiati
che dovevano essere stati presi in carico dai servizi sociali del Comune di Avellino. Quindi le polemiche che leggo sui giornali, retro pensieri e quant’altro, per quanto mi riguarda vengono rispediti al mittente perché sono state le stesse persone che hanno voluto questa finalità per la gestione dei parcheggi. Oggi non è consentito a questi signori di esprimere giudizi di merito. Poi se hanno altri elementi lo andassero a denunciare. Per quanto mi riguarda io tutelerò la mia persona in tutte le sedi”.
Non è mancata, infine, una stoccata al Pd, il partito di appartenenza: “Dispiace che alcuni esponenti del mio partito siano rimasti nel silenzio. Non mi rimane che prenderne atto e continuare a camminare a testa alta per la mia città».
Delibera parcometri Consiglio comunale




