AVELLINO – Con le dimissioni di tutti gli assessori è partita ufficialmente la fase tre dell’amministrazione Foti. Per il sindaco di Avellino non è un bel segnale aver consumato le prime due fasi in due anni ed aver bisogno di rilanciare ancora una volta l’azione amministratrice, prefigurando una fase tre che, a questo punto, ci si augura possa essere l’ultima.
A motivare il cambio di passo dovrebbero essere i risultati deludenti conseguiti in alcuni settori, ma soprattutto i nuovi equilibri che, in seno al Pd irpino, sono stati delineati dai risultati delle regionali. Sullo sfondo alcuni importanti appuntamenti ai quali a breve sarà chiamata l’assise municipale di Avellino: la questione dei parcheggi, il piano strategico, e infine il bilancio di previsione 2015.
È evidente che rispetto a questi appuntamenti c’è bisogno di poter contare su una maggioranza compatta. E qui torna in ballo Gianluca Festa, che continua a non essere invitato dal segretario provinciale De Blasio alle riunioni del gruppo consiliare del Pd, ma che continua a sentirsi iscritto al Pd e, soprattutto, componente della maggioranza consiliare. Festa, che continua a non lesinare critiche all’attuale amministrazione, è fra quelli che più spinge per un cambio di rotta, mettendo sul tavolo i tre, quattro voti sui quali può contare in Consiglio comunale. La pattuglia dei consiglierei del Pd che ha sostenuto Rosetta D’Amelio alle ultime regionali (cinque consiglieri comunali) a sua volta chiede che si tenga conto dei nuovi equilibri determinati appunto dalle Regionali.
Un po’ troppo sullo sfondo restano, invece, i problemi concreti da affrontare e la scelta di uomini adatti per i problemi sul tappeto. Foti, insomma, farebbe bene a concentrarsi sulle questioni amministrative, lasciando alla segreteria provinciale del Pd (visto che di quella cittadina si è smesso finanche di parlare) quelle politiche relative ai nuovi equilibri e alle nuove alleanze.
Per inciso Scelta civica è all’opposizione al Comune di Avellino, ma ha un proprio rappresentante in giunta; l’Udc ha contributo alla vittoria del centrosinistra e di De Luca alle Regionali ma continua a stare all’opposizione al Comune capoluogo. Il sindaco di Avellino, allora, individui tre, quattro punti programmatici prioritari, stabilisca un preciso crono programma, fissando anche verifiche dei risultati in tempi brevi, e – dopo aver ascoltato tutti – si presenti con gli uomini che avrà scelto e con il programma che avrà delineato in Consiglio comunale indicando l’unica alternativa possibile: o così o tutti a casa.
Lo scioglimento del Consiglio comunale non è auspicato da nessuno o quasi, ma se l’azione del sindaco e della sua amministrazione deve svolgersi sotto la spada di Damocle degli umori del Consiglio, delle ripicche dei singoli e dei riposizionamenti e di equilibri sempre mutevoli, allora è meglio fare chiarezza una volta per tutte e affidare al popolo sovrano la scelta di un Consiglio comunale che ci si augura sia più consapevole delle proprie responsabilità.




