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    16/08/2026

Provincia: troppi tagli, si rischia il collasso

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica5_prov.jpgAVELLINO – La legge Delrio ha sancito una riduzione sostanziale delle competenze attribuite alle Province riducendole a sole quattro. Ma adesso si rischia il collasso. Secondo il Parlamento costano troppo, dunque si prevede un taglio ulteriore se non la soppressione.

Ad Avellino tra dipendenti di Palazzo Caracciolo e non solo si parla di quasi trecento impieghi, che verranno – si presuppone – ridistribuiti in altri settori dell’amministrazione pubblica. 41 di questi dovrebbero usufruire del prepensionamento. Ne restano in ogni caso più di 250. Questa mattina tra gli ordini del giorno dell’assise provinciale era previsto anche questo. Il tema dei tagli o della soppressione dell’ente. Non una discussione sul come spalmare entro il 30 settembre il bilancio quanto piuttosto come arrivare al Parlamento con un monito: “Rivedete il disegno o se dovete tagliare, fatelo tenendo in mente un piano ben preciso che possa scongiurare il caos”.

Un concetto che bene o male ha ripetuto il presidente Domenico Gambacorta in una conferenza stampa tenuta in sospensione del Consiglio (successivamente ripreso) in cui è stata sottolineata la necessità di sensibilizzare il Parlamento al tema. Tutti i capigruppo all’unanimità ne condividono l’esigenza.

Neanche a dirlo, i sindacati avevano da tempo annusato il pericolo. Come ha sottolineato Costantinos Vassiliadis (Ugl): “Rischiamo di sottrarre al cittadino servizi essenziali. Pensiamo alle scuole, ai riscaldamenti, alle strade”. Ma questa mattina Gambacorta è stato più severo: “Potremmo non garantire la salvaguardia dei boschi e degli incendi, pericolo costante in questo periodo. Senza parlare della questione forestali”.

I tagli di un miliardo di euro e oltre che il governo vorrebbe attuare tramite il disegno legge potrebbero dunque portare a una situazione paradossalmente caotica, in cui – come ha ancora sottolineato il presidente dell’ente di Palazzo Caracciolo – sono i cittadini per primi a subirne le conseguenze.

In tempi brevi si dovrebbe sapere qualcosa. Non fosse che entro il 30 settembre la Provincia è obbligata a rendicontare. Nel caso di risposta negativa o di silenzio, c’è il rischio del dissesto finanziario.

Per la cronaca ricordiamo che il Parlamentino ha ricordato con un minuto di raccoglimento il sindaco di Sturno Aurelio Cangero recentemente scomparso.

 

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