AVELLINO – “Tutti si sono detti disorientati verso questo gesto che è apparso incomprensibile e onestamente neanche io lo comprendo. Oggi è toccato a me. Domani non so a chi toccherà”.
È un passaggio della conferenza stampa di questa mattina dell’ex assessore all’Urbanistica Marietta Giordano, una delle vittime del rimpasto in seno al governo cittadino voluto dal sindaco Foti e che tante polemiche ha originato negli ultimi giorni. Sette assessori su 9 sostituiti dal primo cittadino che qualcuno non ha esitato a definire un vero e proprio “killer” politico.
“La riorganizzazione tecnica non è una motivazione. Io – ha detto Giordano – sono un assessore politico perché sono stata eletta dai cittadini, ho avuto 387 preferenze e per di più ero un tecnico perché sono un architetto che sono stata nominata assessore all’Urbanistica e quindi avevo anche le competenze. Il cambio di passo nell’azione amministrativa di cui si è parlato ieri poteva per me essere una giustificazione se io avessi iniziato il mio percorso. Invece non sono riuscita neanche a muovere i primi passi perché una delega strategica come l’Urbanistica, che vede i suoi frutti soltanto nel medio e lungo termine, ovviamente non mi ha consentito di poter iniziare un percorso. Un percorso che avevo comunque tracciato e che ho consegnato a chi mi succederà”.
“Al sindaco non chiedo nulla. Se lui avesse la necessità di incontrami e di spiegarmi e di parlarmi io sarei ben lieta perché al di là dell’aspetto politico – per me questo è un rimpasto politico – i rapporti umani sono una cosa che per me hanno una valenza e lo dimostrano le tante persone che sono qui stamattina a testimoniarmi la stima per come mi sono comportata, per come sono stata leale nei loro confronti e loro hanno avuto verso di me un atteggiamento veramente encomiabile, quindi io sono veramente commossa e mi scuso per le lacrime perché è veramente la commozione che mi fa essere un po’ emozionata”.
“Ieri ho fatto il passaggio di consegne con il mio successore, il collega e amico Tomasone, che ho ragguagliato circa i passi da me compiuti in questi otto mesi del mio assessorato. Il mio impegno in questi due anni, prima come consigliere poi come assessore è stato massimo e l’ho svolto nell’esclusivo interesse della cittadinanza. Dal di fuori capire le dinamiche è difficile, è semplice emettere giudizi, prescrivere ricette, dare consigli. Da dentro è un’altra cosa perché la macchina amministrativa è complessa, ma soprattutto è fatta di uomini con i quali collaborare e che vanno rispettati”.
L’analisi di Giordano si sposta poi sul piano politico: “Ho visto disatteso il senso di quel rinnovamento che proprio il sindaco avrebbe dovuto incarnare. Prendo le distanze da tutti coloro che hanno tirato le fila di questo rimpasto che è il frutto di un mero riequilibrio politico. Invece di pensare ad una gestione seria ed utile per i cittadini mi sembra che ci siano ambizioni proiettate esclusivamente al mantenimento di posizioni di potere da cui manovrare soltanto per il proprio tornaconto”. Poi il torno si fa più duro: “Io ci ho messo la faccia. Questa amministrazione ha tradito lo spirito con cui tutti noi abbiamo accolto la candidatura del sindaco Foti, quello spirito di rinnovamento e di rigore, di speranza e di entusiasmo. Altro che diritti e sogni. Sono solo chiacchiere. Questi diritti e sogni sono disattesi, nessuno ce li ha restituiti. Io ci ho provato ad imboccare una strada nuova, ma se chi guida non ha chiara la meta, ogni viaggio diventa inutile, anche pericoloso. Tutta la maggioranza ha gli elementi per giudicare cosa è stato fatto. A questo mi chiedo: cosa accadrà ora? Siamo vittime di due elementi combinati insieme: inadeguatezza e voglia di vendetta. La nostra città non merita questo. La città saprà darci ragione e saprà giudicare”.




