AVELLINO – “Quella di Tonino Di Nunno è una presenza importante nella storia della città di Avellino e mi riesce difficile dover constatare che non c’è più tanto sono ancora forti la tristezza e la commozione per la sua dipartita”: inizia così il ricordo di Antonio Di Nunno tracciato da Generoso Picone, responsabile della redazione avellinese del Mattino, relatore ufficiale questa mattina in occasione della cerimonia di intitolazione della nuova emeroteca provinciale della biblioteca “Filippo e Giulio Capone” di Corso Europa al sindaco-giornalista scomparso ad inizio del mese di gennaio di quest’anno. Ogg, 5 agosto 2015, Di Nunno avrebbe compiuto 70 anni.
Picone, che ha vissuto un’esperienza di amministratore nelle due giunte Di Nunno che si sono succedute nel governo della città, ha sottolineato l’impegno e la grande passione che il sindaco-giornalista quotidianamente impiegava con i suoi collaboratori nell’affrontare i problemi.
“Di Nunno – ha affermato – era un grande visionario ed Avellino è stato il luogo del suo impegno politico, impegno che ha portato ad una creatività amministrativa, ad un fervore veramente inedito ed originale. La sua grande passione è sempre stata l’urbanistica. Particolare attenzione aveva riposto negli ultimi tempi alle soluzioni prospettate dal Piano regolatore degli anni Trenta firmato da Cesare Valle in cui si ipotizzavano grandi spazi verdi, una sorta di paradigma dell’idea di città-giardino, fino al disegno urbanistico degli anni Settanta, quello per intenderci che ha portato a tombare i fiumi con le conseguenze di cui ancora oggi si occupano le inchieste della magistratura. Costante, in particolare, la sua attenzione al recupero del centro storico di Avellino. La sua irruenza, in un certo qual senso la sua ambizione di progettualità faceva parte di un metodo di lavoro che sfociava nella capacità di incidere sui processi amministrativi, di essere dentro una missione che è stata veramente totalizzante. Solo con l’ambizione si diventa trainanti e si è in grado di proporre idee nell’interesse della comunità. La sua conoscenza della città e della vicenda politica gli veniva dalla pratica giornalistica ed in questo senso in Antonio Di Nunno ed Antonio Aurigemma riconosco il segno della grande tradizione giornalistica in grado di essere propositiva e di progettare il futuro, di essere in qualche modo la sentinella dell’opinione pubblica”.
Prima di Picone è intervenuto il presidente, Domenico Gambacorta, che ha spiegato le motivazioni che hanno indotto la Provincia, con il voto unanime dell’intero Consiglio, a intitolare l’emeroteca a Di Nunno: “Mi sembra giusto farlo non dopo dieci anni come succede per le strade o per le piazze ma in tempi abbastanza rapidi perché è giusto che la sua memoria rimanga viva. L’abbiamo voluto fare per l’emeroteca, perché ci aveva chiesto la redazione de L’Irpinia di intitolare l’emeroteca, ma poi perché mi sembra giusto dedicarla a chi ha fatto il giornalista sia della carta stampata che della televisione come Di Nunno. L’emeroteca è stata recentemente rinnovata, ci sono stati fortissimi investimenti per procedere alla digitalizzazione e renderla disponibile a tutti coloro che hanno una passione per i giornali e le ricerche storiche”.
Gambacorta ha poi ricordato quando Di Nunno, nella sua veste di giornalista Rai, realizzò nel 1989 un servizio ad Ariano Irpino in occasione delle celebrazioni in onore del grande giureconsulto di Castel Baronia Pasquale Stanislao Mancini, presente il presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
L’ex vicesindaco di Avellino Antonio Gengaro, in un breve intervento, ha ringraziato l’intero Consiglio provinciale a nome dei familiari di Di Nunno (in sala era presente il fratello Luigi che ha poi scoperto la targa all’ingresso dell’emeroteca insieme con il presidente Gambacorta) e le funzionarie del settore Cultura Anna Festa e Rita Apuzza con i dirigenti Roberto Pastena e Fiorella Bilancio. Un ringraziamento per l’iniziativa è venuto anche da parte del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli.
Presenti in sala i consiglieri provinciali Caterina Lengua, Domenico Palumbo, Girolamo Giaquinto, Luigi Tuccia, Vincenzo Moschella, Antonio Aurigemma, Gianluca Festa, il vicesindaco di Avellino Elena Iaverone, il neo assessore all'Urbanistica Ugo Tomasone, l’ex assessore Marietta Giordano, l’ex Procuratore della Repubblica Angelo Di Popolo, i rappresentanti delle forze dell’ordine, il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo.
E ancora: Antonio Carrino, Nunzio Cignarella, Franco e Gabriella Barra, Paola Petillo, Antonio Mirra, Amalio Santoro, Emilio Crescitelli, Antonio e Rosa Fusco, Antonio Alviggi, Angelo Barone, Enzo Venezia, Lello De Stefano, Luigi Anzalone, Aldo D’Andrea, Nuccio Di Pietro, Angelo Picariello, Maurizio Galasso, Gerardo Capone, Flavio Petroccione, Franco Festa, Gianni Festa, Ugo Santinelli, Pierino De Gruttola, Mario Cesa, Carlo Venezia, Gerardo Curto, Gina Biondi, Lucio Fierro, Francesco Todisco, Tony Della Pia, Costantino D’Argenio, Rosanna Rebulla, Pina Iannaccone, Anna Maria Carpenito Vetrano, Geppino Vetrano, Andrea Massaro, Gerardo Adiglietti, Ida Grella, Barbara Matetich, Vittorio De Vito, Giuliana Freda, Ugo Andreotti, Cristina Lenzi, Antonella Cucciniello, Romeo D'Adamo, Ciro Melillo.
Dopo lo scoprimento della targa in onore di Di Nunno è stata visitata la sala dell'emeroteca dove sono stati esposti alcuni dei giornali con gli articoli del sindaco-giornalista. Esposto anche il quadro che ritrae Di Nunno con la fascia di sindaco realizzato dal maestro Eraldo Barra.




