AVELLINO – “Il giudizio del circolo Foa su questa amministrazione non può non essere impietoso. Di quel programma elettorale che i circoli elaborarono praticamente non è stato realizzato nulla e tutti i cambi di giunta stanno lì a dimostrarlo”.
È quanto dichiara Giovanni Bove, coordinatore del circolo Pd Vittorio Foa, nel corso dell’annunciata conferenza stampa svoltasi questa mattina presso la sede di via Del Balzo presenti Michela Arricale, Generoso Bruno e Francesco Todisco. La situazione politico-amministrativa venutasi a creare al Comune capoluogo dopo il varo del Foti 3 al centro dell’incontro.
Parte da lontano l’analisi di Bove: “Questa crisi non nasce oggi, ma è il frutto di un percorso che è nato in modo sbagliato e che rischia di finire in modo peggiore. Foti sconta, a nostro avviso, gli errori che lui stesso ha fatto e voluto in sede di compilazione delle liste e di strategie di alleanze. Noi sulla vicenda delle liste avevamo visto giusto, abbiamo avuto ragione sugli errori gravissimi che furono fatti all’epoca, il Pd non ebbe il coraggio di percepire il vento di cambiamento che la città voleva, ha scelto la via più semplice per vincere, ma avevamo detto che avrebbe reso impossibile il governo della città e sta sotto gli occhi di tutti quello che sta avvenendo”.
“Noi scegliemmo – ricorda Bove – il gesto forte di ritirarci dalle liste che è non stato un finto moralismo o un voler rimarcare la differenza o volerci credere migliori degli altri. Noi con quel gesto abbiamo ritenuto di voler dare una dignità alla sinistra, alla politica in generale. E quel gesto ci consente oggi di non essere parte di questo scempio amministrativo che sta avvenendo, per quella scelta abbiamo anche pagato, per quella scelta subimmo un procedimento di espulsione dal partito, procedimento che fu fatto da chi oggi partecipa alle conferenze stampa e definisce Foti Attila. Una cosa che ci fa sorridere”.
Il discorso si sposta sulla decisione del sindaco Foti di ritirare le deleghe a ben sette assessori su nove: “Tutti si chiedono perché Foti non dà spiegazioni sul ritiro delle deleghe. La questione è politica: lui avrebbe dovuto dire alla città che cosa gli assessori che sono stati revocati non hanno realizzato del programma elettorale. Non l’ha fatto e questo spiega che siamo di fronte a delle mere vendette derivanti dai risultati elettorali delle recenti Regionali. Ha sbagliato, quindi, Foti che ancora non riesce a far capire alla città qual è un progetto d’insieme, qual è la visione strategica che questa amministrazione ha della città”.
Non mancano le critiche al Partito democratico: A sbagliare in modo grave – sottolinea ancora Bove – è stato anche il Pd provinciale perché se De Blasio ha ritenuto per l’ennesima volta di voler imporre una finta linea politica in città senza minimamente confrontarsi con i circoli del Pd, che pure per statuto quella linea devono elaborare, vuol dire che non abbiamo capito nulla di quello che sta succedendo ad Avellino e questo ci preoccupa. È evidentemente che se noi non fossimo del Pd, se non fossimo il circolo Foa dovrebbe dire a Foti: vai a casa. Però siccome lui ritiene di dover continuare questa esperienza amministrativa noi diciamo che se è in grado di dare dei segni di rottura fortissimi, clamorosi con ciò che avvenuto fino a questo momento e se questa amministrazione è in grado di dare dei segnali di voler percepire il lavoro politico che questo circolo fa perché dovremmo tirarci indietro. Dobbiamo essere tutti consapevoli che per questa città manca un progetto d’insieme e rispetto a questi tutti sappiano che il circolo Foa continuerà per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Abbiamo una nostra idea di città, abbiamo una nostra capacità di elaborazione politica, e questo progetto noi lo proporremo alla città. Foti deve sforzarsi di elevare la qualità della sua azione amministrativa dando dei segnali di rottura con il passato. Di tutto questo, naturalmente, discuteremo anche in occasione della festa dell’Unità in programma dall’11 settembre”.
Molto severa anche l’analisi dell’ex consigliere comunale ed ex vicesegretario provinciale del Pd, Francesco Todisco, candidato al Consiglio regionale alle elezioni di maggio: “L’esperienza Foti fin dal primo momento non ci è mai appartenuta. L’abbiamo ritenuta distante da quelli che erano gli obiettivi, gli ideali, i progetti che il Partito democratico doveva mettere in campo per la città di Avellino. Noi non siamo qui a tessere le nostre lodi perché questo non serve alla città di Avellino ed avremmo preferito di gran lunga sbagliare perché questo avrebbe voluto dire una riscossa politica, civile ed amministrativa della città. Ma noi avevamo visto per tempo cosa sarebbe accaduto. A me desta meraviglia il fatto che Foti non s’interroghi più di tanto sulle gravissime accuse che l’ex vicesindaco Stefano La Verde ha mosso in una recente intervista. A Stefano La Verde noi rimproveriamo il fatto che rispetto ad elementi così delicati, così importanti, così gravi non abbia avuto il coraggio e la maturità politica di denunciare per tempo le cose che ha detto dimettendosi rispetto alla gravità delle cose che egli sostiene. La sostanza, comunque, di quelle accuse resta lì, e su questo noi attendiamo risposte. A dire dell’ex vice sindaco La Verde c’è un ruolo, che non si capisce da dove viene, di Mimmo Sarno, che, a dire, ripeto, dell’ex vice sindaco della città di Avellino, addirittura avrebbe fatto delle telefonate per incidere nella gestione pubblica del consorzio
delle politiche sociali del Piano di zona in cui è incluso il Comune di Avellino. E chi è che ha presentato materialmente la lista per i Democratici per Avellino nella quale è stato eletto il capogruppo del Partito democratico della città di Avellino? Ebbene, lo stesso Mimmo Sarno”.
“Il sindaco e la giunta a questo punto - sottolinea Todisco – devono compiere atti che siano di rottura completa con ciò che è stato il passato amministrativo di questa città e se il sindaco percepisce cose che non vanno nell’amministrazione della città non si può limitare alla soluta storiella delle indagini interne, ma deve compiere scelte politiche. Non può non motivare le ragioni per cui ha sostituito degli assessori. Queste argomentazioni vanno fatte alla città”.
Poi un segnale di apertura sull’entrata in giunta di Marco Cillo: “Abbiamo comunque percepito dei segnali: ci riferiamo alla nomina di Marco Cillo, che per il suo impegno civile, cristiano, per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata, è una persona che gode della nostra stima politica oltre che della nostra amicizia. A Marco noi chiediamo di non fare gli stessi errori che Foti commette quando dice che ci sono altre istituzioni che hanno l’obbligo di andare a verificare le cose che sono accadute al Comune, a Marco chiediamo di far fare un passo in avanti alla politica, a Marco chiediamo di entrare in giunta per compiere degli atti di rottura rispetto a quello che ha rappresentato l’amministrazione Galasso e la sua continuazione nell’amministrazione Foti”.
“Ci sono dei temi – continua Todisco – che sono di una gravità inaudita, i rapporti con le cooperative sociali che ormai richiamano uno scenario che non è dissimile da quello che accade a Roma ed in altre grandi città. Noi vogliamo che tutto ciò che accade nelle cooperative sociali che hanno un rapporto con il Comune di Avellino sia tracciabile e sia trasparente. Vogliamo, ancora, scelte di rottura nella gestione dei beni pubblici di questa città, nell’assegnazione degli spazi pubblici di questa città, nello sgombero degli alloggi occupati abusivamente, nella riscossione dei canoni non riscossi rispetto agli alloggi comunali”.
L’ultima stoccata è al Pd: “Non sfugga infine alla città quali sono le conseguenze nel Pd rispetto a questa vicenda: le conseguenze sono drammatiche, la frammentazione conseguente a ciò che è avvenuto in città è di tutta evidenza. Si guardi alla frammentazione nell’area dell’ex senatore Enzo De Luca e dell’attuale presidente del Consiglio regionale della Campania, si guardi alla presa di distanza che l’on. Famiglietti ha preso rispetto alle vicende della città. Se Foti non ha motivato le ragioni delle revoche ai suoi assessori, ha certamente certificato con estrema chiarezza una cosa: la sua inadeguatezza rispetto al ruolo di sindaco. E rispetto a questa inadeguatezza il Pd, se davvero ha a cuore le sorti di questa città, avrebbe dovuto fare tutte altre cose, avrebbe cioè dovuto accompagnare Foti in questo processo di rottura rispetto al passato coinvolgendo le migliori intelligenze che ci sono nel Partito democratico. Un partito o fa questo o non è, il Pd ha deciso di non esserci. Foti dovrebbe capire che in questa fase c’è bisogno della politica”.




