AVELLINO – “Ci si è trovati poi a dover riscuotere tributi maggiori per i quali non c’erano i presupposti per poter procedere all’estensione del contratto in quanto trattiamo di cifre per le quali è richiesta la gara europea, non c’è la complementarietà delle attività, quindi non era possibile procedere ad un affidamento diretto”: spiega così, nel corso della conferenza stampa tenuta questo pomeriggio a Palazzo di città, il neo assessore al Bilancio del Comune di Avellino, Filomena Lazazzera, il passaggio nodale che ha portato all’annullamento del contratto con Assoservizi, la società a suo tempo incaricata della riscossione dei tributi comunali.
“Il momento in cui ci è resi conto della illegittimità è la data del 16 settembre 2013. La procedura di annullamento – sottolinea Lazazzera – è dovuta anche ad un parere che è stato espresso da un noto avvocato tributarista. Quindi gli accertamenti che sono stati svolti fino al 16 marzo 2015 conservano la loro validità, quelli successivi saranno riemessi dall’ufficio tributi, mediante anche il coordinamento del segretario generale, previa verifica della sussistenza dei presupposti giuridici sia oggettivi che soggettivi”.
Sul bilancio di previsione, all’esame del Consiglio comunale a partire dalla prima delle quattro sedute convocate a partire da lunedì prossimo, l’assessore precisa: “Si tratta di un bilancio che naturalmente non ho predisposto io e sulle cui cifre sto procedendo ad una attenta ricognizione. L’ente è sì deficitario, ma non mi pare che ci sono le condizioni che possano portare al dissesto”.
Sullo strumento contabile, comunque, incomberebbero pignoramenti per 12 milioni di euro. L’assessore Lazazzera chiarisce che secondo una prima verifica si tratterebbe di una cifra che non andrebbe al di là dei sei milioni. È presumibile che su questo in Consiglio si scatenerà la bagarre soprattutto dai banchi dell’opposizione.




