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    16/08/2026

Picone: «Avellino una città senza ambizione». Foti: «Vado avanti»

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Da sx: Giordano, Staglianò, Picone e TodiscoAVELLINO – “Mi sembra una città con gli orologi fermi, bloccata nel tempo, che non riesce a fare un passo avanti, non riesce a crescere, molto chiusa su alcune questioni, e questo non è un problema soltanto politico, è un problema che riguarda la concezione che si ha di questa città e anche la concezione che hanno di questa città coloro che la abitano, che la vivono. È amaro il racconto di fondo che si vive nella comunità avellinese. È un racconto sostanzialmente con lo sguardo all’indietro, con una scarsa capacità di proiettarsi nel futuro, con una scarsa capacità di proporre anche una prospettiva ed una strategia per l’avvenire. In sostanza è una città cui manca l’ambizione, l’ambizione di governare il proprio destino e costruire il proprio futuro”.

Così Generoso Picone, capo della redazione di Avellino del Mattino, che questa sera ha partecipato al dibattito sul suo libro “Matria. Avellino e l’Irpinia. Un esame di coscienza” in occasione della seconda giornata della festa dell’Unità promossa dal circolo Pd “Vittorio Foa” di Avellino. Un’occasione per parlare della città e dell’attuale fase politico-amministrativa con i contributi del sindaco Paolo Foti, del consigliere comunale nonché parlamentare di Sel Giancarlo Giordano, del coordinatore provinciale di “Un senso alla nostra storia” Francesco Todisco, dell’esponente del Pd nonché consigliere comunale di Bisaccia Pasquale Gallicchio. A coordinare i lavori il giornalista Marco Staglianò.

Diciamo subito che al libro di Picone è stato dato uno spazio marginale rispetto ai non pochi spunti interessanti di analisi in esso contenuti visto che a prevalere nel dibattito è stato il discorso relativo alla vicenda amministrativa cittadina alla luce soprattutto degli ultimi avvenimenti. Un’occasione troppo ghiotta, soprattutto per Giordano e Todisco che hanno ricordato l’esperienza del sindaco Di Nunno (cui troppo spesso si fa riferimento anche da parte di chi non ha fatto nulla, a suo tempo, per evitarne il defenestramento con l’ormai famosa “operazione canaglia”), per sferrare l’ennesimo attacco all’azione del primo cittadino che, comunque, non si è scomposto più di tanto: “Penso di andare avanti anche se sono consapevole che il clima a Piazza del popolo non è proprio dei più idilliaci. A me sta a cuore lo sviluppo della città in un progetto più vasto che si concretizzi nella realizzazione della cosiddetta Area vasta”.

Domani giornata conclusiva della tre giorni della festa dell'Unità. A chiudere il dibattito sarà Gianni Cuperlo, ex presidente del Partito democratico.

 

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