Scontri nel Pd, equilibri precari al Comune

Sabato 19 Settembre 2015 12:15 Luigi Basile
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Il sindaco di Avellino Paolo FotiAVELLINO – A Piazza del Popolo gli equilibri politici interni alla maggioranza di centrosinistra restano precari. Il sindaco Paolo Foti ha superato, pur tra mille traversìe, il delicato test del bilancio preventivo ed ha ufficialmente dato il via alla terza fase del suo mandato, ma i problemi politici, insieme a quelli amministrativi, rimangono ancora tutti sul tappeto.

In particolare, oltre al dissenso della fronda guidata dal consigliere comunale Gianluca Festa, è emersa la posizione critica dei rappresentanti dell’area riformista del Pd, vicini alle posizioni della presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio: Salvatore Cucciniello, Francesca Medugno, Francesca Di Iorio, Mario Cucciniello e Massimiliano Miro. I consiglieri hanno bocciato l’operato dell’amministrazione e non hanno condiviso le scelte effettuate dal primo cittadino nel rimpasto della giunta, anche se alla fine hanno votato a favore del documento contabile dell’ente, precisando che si trattava di un sostegno tecnico e non politico. I dameliani hanno anche minacciato di costituire un gruppo consiliare autonomo, un chiaro segnale di insofferenza rispetto alla leadership della deluchiana Ida Grella.

Ma nella compagine riformista è in atto uno scontro intestino che è parzialmente emerso durante l’ultima sessione d’aula, con la diversificazione delle posizioni dei 5 esponenti. La consigliera Di Iorio sembrerebbe, infatti, pronta a rompere con la corrente. In bilico, invece, Mario Cucciniello. La resa dei conti riguarderebbe anche il dirigente provinciale Gerardo Adiglietti che sarebbe stato accusato dai suoi sodali di aver impresso una fuga in avanti nelle trattative con il sindaco durante la verifica. Ma gli sviluppi della querelle restano ancora incerti.

Sul Comune comunque continuano a pesare negativamente le dinamiche e gli scontri in atto a via Tagliamento, soprattutto dopo le elezioni regionali, che hanno parzialmente mutato gli assetti del potere e della gestione in casa Pd. Scontri che hanno raggiunto l’apice dopo l’ultimo rimpasto operato in giunta dal sindaco Foti con la reazione molto critica di alcuni degli esclusi. Il più severo, come è noto, è stato l’ex vice sindaco La Verde che ieri era presente come ospite all’incontro organizzato da Forza Italia al circolo della stampa. “Il Partito democratico irpino - ha tuonato La Verde - è costituito da bande armate che stanno portando la città alla morte” . Accuse molto forti che sicuramente daranno vita a nuove polemiche.

Nell’altro spezzone della sinistra dei Democratici, la componente “Un senso alla nostra storia”, guidata da Lucio Fierro e Francesco Todisco, per la prima volta si registrano defaillance. Più precisamente nel circolo cittadino di riferimento, il “Vittorio Foa”, il segretario Giovanni Bove ha manifestato i propri dubbi rispetto al programma della Festa dell’Unità, tenuta nella villa comunale, che non sarebbe stato concordato con l’intero gruppo dirigente ed ha visto l’esclusione di alcuni rappresentanti istituzionali. Alle accuse mosse pubblicamente da Bove è seguita la replica di Todisco: “Ogni passaggio in merito alla festa è stato deciso nella sede del circolo Foa. Quando un segretario pone una questione che viene messa in minoranza non significa che non è stata rispettata la posizione del circolo. Bove pone una serie di problemi politici che, però, avrebbe fatto bene a portare all'interno delle dinamiche del circolo e non all'esterno”.

Nella segreteria provinciale del Pd, intanto, spira aria di verifica. Carmine De Blasio non ha ancora riorganizzato l’esecutivo del partito, anche se sembra intenzionato ad aggiornare l’organigramma. Ma i renziani vicini al deputato Luigi Famiglietti hanno già dichiarato superata l’esperienza venuta fuori dall’ultimo congresso. I dameliani, che invece avevano chiesto soltanto un rimescolamento delle carte con qualche apertura nei confronti delle minoranze, adesso non sembrano più disposti a mediare.

Si preannunciano, dunque, giorni difficili per il vertice democratico. Nel frattempo alla sinistra del Pd si muove qualcosa. La federazione irpina di Sel ed il parlamentare Giancarlo Giordano stanno cercando di aggregare i pezzi in libera uscita dal partito renziano. Le novità ovviamente saranno determinate dal quadro nazionale, ma Sinistra Ecologia e Libertà cerca di giocare d’anticipo tessendo alleanze locali con i civatiani e la consigliera comunale Nadia Arace, ormai approdata all’opposizione nell’assemblea municipale, e con l’ex viceministro Stefano Fassina, giunto in città per un confronto politico. Il processo di riaggregazione viene seguito con attenzione pure da Rifondazione e dal Pcdi, nonostante le differenti collocazioni nello scacchiere.

Ma anche sul fronte opposto non mancano divisioni e nuove iniziative. In particolare, in Forza Italia la situazione resta molto tesa. I berlusconiani irpini non sono stati commissariati, dopo la debacle elettorale, come auspicava il presidente della Provincia e sindaco di Ariano Domenico Gambacorta, e come è già successo in altri territori della Campania. Il coordinatore Cosimo Sibilia sta cercando di riorganizzare la struttura, ma sul destino del partito peseranno le scelte che saranno effettuate a Roma e ad Arcore. Gli azzurri vivono una fase di grande difficoltà e l’intera coalizione di centrodestra rischia di saltare.

L’Ncd, almeno sul piano nazionale, è sempre più nell’orbita del Pd e non intende compromettere l’intesa di governo trasversale, che ormai da tempo è stata siglata a Palazzo Chigi. Sui territori però non mancano perplessità e contrarietà rispetto alla linea. Negli scorsi giorni l’ex assessore regionale e presidente dell’Alto Calore, Francesco D’Ercole, insieme all’ex consigliere provinciale Ettore De Conciliis, esponente di Fratelli d’Italia, hanno espresso la necessità di ricostruire un nuovo soggetto politico che si richiami ad An, senza comunque escludere un’alleanza con le altre formazioni di centrodestra.