AVELLINO – Questa settimana dovrebbe essere decisiva perché l'amministrazione comunale presenti finalmente un modello di gestione per l'ex Eliseo.
Finora l'amministrazione ha prodotto soltanto una bozza, copiata di sana pianta dal Comune di Bellano, che gestisce appunto un locale cinematografico, e che giustamente il sindaco ha definito una provocazione. Una provocazione, evidentemente, per la sua stessa amministrazione che dovrebbe produrre un documento sul quale avviare la discussione. Finora, invece, l'unica ipotesi sul tappeto sembra essere quella del comitato ex Eliseo che ha presentato una bozza di fondazione di partecipazione. Eppure la questione sembra essere di una semplicità sconvolgente e all'amministrazione comunale non resterebbe che approntare uno studio di fattibilità valutando le due, tre ipotesi sul tappeto (Istituzione, fondazione, gestione diretta del Comune).
Sui "contenuti", infatti, non ci sono dubbi. Essi sono definiti nel Progetto integrato Città di Avellino. In pratica l'Europa ci ha dato i fondi necessari per la "promozione e la valorizzazione della cultura cinematografica: si prevede la sistemazione della sala cinematografica e teatrale, la creazione di un archivio storico dedicato a Camillo Marino, di una mostra e biblioteca del cinema neorealista italiano. Sono altresì previsti spazi dedicati a studi e videoteche... Il Centro cinematografico "Camillo Marino" (ed ora anche Giacomo d'Onofrio) diventerà sul modello di altre sale nazionali (Sacher di Roma) un centro di programmazione, anche d'estate all'aperto, di cinema d'autore, sperimentale con particolare riferimento al cinema italiano".
E ancor più chiaramente si è già espresso lo stesso Consiglio comunale di Avellino, con la delibera 80 del 2011: "Nell'ipotesi di utilizzazione avanzata, risultano essere prioritarie e vincolanti le finalità sottese al recupero stesso del complesso ex Gil, essenzialmente dirette alla messa in funzione della sala cinematografica ristrutturata, privilegiando la proiezione di film d'autore e sperimentale, alla creazione di un archivio storico e di una biblioteca dedicati a Camillo Marino, fondatore del premio cinematografico Laceno d'Oro. Nel segno della tradizione risalente al nostro illustre cittadino, il complesso dell'ex Gil diventerebbe un centro di programmazione, anche d'estate, all'aperto di cinema d'autore e sperimentale, con particolare riferimento al cinema italiano, destinato ad ospitare la redazione di Cinema Sud e di Quaderni di Cinema Sud, e il Forum dei giovani".
Riassumendo: nella zona uffici dovrebbero essere collocati una mostra permanente sul Laceno d'Oro, la redazione di Cinema Sud, la biblioteca e l'archivio del cinema neorealista, la sede del Forum giovani. Al di là delle spese per riscaldamento, luce, pulizia ecc., non vi sono spese ulteriori. Come personale il Comune può mettere a disposizione una bibliotecaria (ve ne sono diverse che svolgono altre mansioni, dopo lo smantellamento delle circoscrizioni e delle biblioteche circoscrizionali) e si possono trovare forme di collaborazione con il Forum giovani, con la Pro loco e il Presidio del libro, con i quali già sono in atto delle convenzioni.
Con calma, e prendendo opportuni contatti con le Università italiane, a partire da quella di Salerno, dove sono attive facoltà di Scienze dello spettacolo, si può cominciare a pensare a corsi di "mestieri del cinema".
Il problema è la sala cinematografica. Ma prima di sparare cifre "ad minchiam" ci vuole tanto per un minimo di piano economico? Vogliamo fare quattro proiezioni al giorno? O una e soltanto nei fine-settimana? È evidente che il quadro economico cambia. Quindi, cominciamo a valutare (chiedendo, per favore, ad esperti del settore) i possibili costi. Poi valutiamo la disponibilità dei singoli partner. È disponibile la Camera di Commercio (alla vigilia dell'accorpamento con Benevento) e quanto metterebbe nell'operazione? È disponibile la Provincia (che sembra in difficoltà ormai anche a garantire i propri servizi bibliotecari) e con che contributo? E il Teatro cosa metterebbe? I soldi che sono sempre quelli del Comune? E le associazioni, oltre alle idee, al controllo, al suggerimento, cosa metterebbero in una eventuale fondazione.
Ecco, proviamo a fare una simulazione anche in questa direzione. Alla fine si potrebbero avere le idee più chiare.




