Il ruolo dei cattolici democratici per la costruzione di un nuovo centrosinistra

Venerdì 23 Ottobre 2015 19:30 Red.
Stampa

b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica6_cattolidem.jpgAVELLINO – “I cattolici democratici per un nuovo centrosinistra” è il tema di un incontro-dibattito organizzato dal Centro studi Giuseppe Dossetti, in collaborazione con l’associazione “Centrosinistra alternativo, in programma lunedì prossimo al circolo della stampa di Avellino con inizio alle ore 17.30.

All’incontro, che fa seguito a quello del giugno scorso con l’ex sindaco di Brescia nonché senatore del Partito democratico Paolo Corsini, darà il proprio contributo il parlamentare del Pd Franco Monaco, già collaboratore di Romano Prodi ed uno dei fondatori del movimento politico dell'Asinello.

A confrontarsi con Monaco – studioso di Giuseppe Dossetti, a lungo presidente dell’Azione cattolica di Milano su designazione del cardinale Martini, già presidente di "Città dell'uomo", l’associazione di cultura politica fondata da Giuseppe Lazzati che fu tra gli ispiratori della Costituzione repubblicana e per lunghi anni rettore dell'Università Cattolica, definito dal cardinale Scola maestro della testimonianza laicale – saranno Davide Bolognese, Michele Candela, Michele Carifano, Francesco Saverio Festa, Antonio Gengaro, Giandonato Giordano, Antonio Limone, Raffaele Aurisicchio e Amalio Santoro (che svolgerà anche il compito di moderatore del dibattito).

I cattolici democratici irpini, dunque, s’interrogano sul ruolo della politica e sulla necessità dell’elaborazione di un progetto che punta alla nascita di un nuovo centrosinistra in grado di dare risposte in questo particolare momento di crisi della politica che sta attraversando il Paese.

Una nuova politica è possibile e in tal senso il ruolo del cattolicesimo democratico, se si tiene conto anche della fase nuova di dialogo avviata da papa Francesco, può essere ancora di primaria importanza soprattutto se ad ispirarne l’azione è la lezione di personalità del calibro di Giuseppe Dossetti, Giuseppe Lazzati, Giuseppe Alberigo, Beniamino Andreatta, Achille Ardigò, Gabriele De Rosa, Leopoldo Elia, Ermanno Gorrieri, Mino Martinazzoli, Pietro Scoppola, tutti rappresentanti, sia pure con connotazioni diverse, di quell’umanesimo politico e culturale che affonda le sue radici nella stagione del cristianesimo progressista e sociale e, prima ancora, nel programma del Partito popolare di Luigi Sturzo.

Fino ad arrivare, naturalmente, alla lungimirante ed autentica esperienza di riformismo italiano che ebbe in Aldo Moro un interprete illuminato di alto profilo, destinato però a fare tragicamente i conti con un sistema di potere difficile da smontare con le varie componenti – mondo politico, mondo economico, la stessa Chiesa – in continua lotta tra loro.