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    16/08/2026

Picierno e Anzalone: «Bassolino? È giusto che si candidi»

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Da sx: Cacciatore, Anzalone, Picierno ed ArricaleAVELLINO – “Siamo qui per presentare un lavoro importante di Anzalone, quindi mi pare giusto riconoscere a lui lo sforzo intellettuale che sta facendo e devo dire che questa riflessione che faremo qui stasera è molto utile soprattutto in un partito che molto spesso riflette poco, soprattutto in Campania. Noi siamo in una situazione di difficoltà che è sotto gli occhi di tutti, bisogna fare di più, bisogna rendere il partito più vivo e più presente, bisogna produrre ancora di più e riportare in ogni dove sforzi come quelli di Anzalone”.

A parlare è Pina Picierno, componente della direzionale del Pd, questa sera ad Avellino alla presentazione, presso il circolo della stampa, insieme con Michela Arricale e con lo storico della filosofia nonché socio dell’Accademia nazionale dei Licei Giuseppe Cacciatore, dell’ultima fatica letteraria di Luigi Anzalone La dea bianca e la comunità interculturale.

L’occasione è troppo ghiotta per l’eurodeputata casertana per non fare il punto, anche perché sollecitata dalle domande dei cronisti prima dell'inizio dei lavori del convegno (di cui riferiamo in altro articolo), sulla questione elezioni a Napoli e sulla candidatura dell’ex sindaco Antonio Bassolino: “Una figura, quella di Bassolino, autorevole che credo si candiderà come è giusto che sia e saranno gli elettori a valutare. Rispetto alle primarie io sono assolutamente favorevole, sono il dna del Partito democratico. Laddove non c’è un accordo unitario su di un candidato, e mi pare che al momento non ci sia, è chiaro che si debba andare alle primarie”.

Un passaggio, ma con un occhio più da osservatore, anche sulla situazione interna al Pd irpino: “Credo che anche qua va riconosciuto lo sforzo del segretario provinciale Carmine De Blasio che ha fatto, e sta facendo, un bel lavoro in questi anni, e credo che questo gli vada riconosciuto. Chiaramente io non sono a conoscenza di tute le vicende interne al Pd di Avellino, però mi pare di poter dire senza tema di smentita che Carmine sta facendo un ottimo lavoro e va sostenuto per questo. Ripeto: avremmo molto più bisogno di riflessioni come quella di questa sera e molto meno di guerre tra bande di cui siamo tutti stanchi e che non fanno parte dello spirito del Partito democratico”.

Su Bassolino e su De Blasio molto più circostanziata è l’analisi di Luigi Anzalone che, lo ricordiamo, è stato politico ed amministratore, presidente della Provincia di Avellino, assessore regionale al Bilancio proprio nella giunta Bassolino: “Un dato è oggettivo: Bassolino è stato il sindaco del Rinascimento di Napoli e dopo di lui la città ha conosciuto solo decadenza. Non ci sono più i partiti che selezionavano una classe dirigente da proporre agli elettori come candidati. Allora il metodo delle primarie è l’unico disponibile. Oggi purtroppo il partito in Campania è ridotto ad una serie di bande e di cacicchi. Una delle poche decisioni serie e sagge – prima la prendono e meglio è – è di tenere le primarie, di andare con un forte programma: questo perché. Perché da un lato de Magistris è rilanciato con la sua vicenda, che è sembrata chiaramente una mascalzonata ordita da più parti in cui gli unici incolpevoli ovviamente sono i magistrati; dall’altro battere il Movimento 5 Stelle - non è per dirla con la canzone di Lucio Battista Acqua azzurra, acqua chiara - è una fatica molto difficile. Qui non è il problema di scegliere all’interno dell’unico partito che c’è in Italia il candidato tanto le elezioni sono finte, le elezioni a Napoli sono difficilissime, lo stesso dicasi per Roma, lo stesso dicasi per Milano. Di più ancora: se la questione De Luca si risolverà in una sospensione io ritengo che si debba dimettere, lo dico con grande chiarezza e fin d’ora. Non possiamo stare per diciotto mesi appesi con un presidente, non so, nascosto nella cassapanca. Quindi quello che io chiedo non è soltanto una politica meridionalistica del Pd, ma soprattutto il recupero di un senso di serietà, di decoro e di impegno a favore di quella che è la nostra ragione fondativa, vale a dire la ragione delle classi lavoratrici, di chi meno ha, dei giovani, delle donne, non certo dei ceti benestanti, non certo dei cacicchi, non certo delle consorterie politiche anche del Pd”.

Anzalone fa il punto sulla vicenda della segreteria provinciale di De Blasio e sulla prossima assemblea provinciale in programma a fine mese: “Non credo di poter passare tra gli storici estimatori di De Blasio, peraltro l’ottimo nostro segretario provinciale in questi anni non mi ha mai degnato di una telefonata, non credo proprio di essere l’ultimo, mi illudo di essere il penultimo. Detto questo, però, aggiungo: cambiare il segretario è una cosa seria. Nel vecchio Partito comunista lo si faceva o con il congresso o con una conferenza di organizzazione sulla base di un progetto politico che era insieme un progetto di nuova classe dirigente. Tutto questo tra i firmatari della mozione anti De Blasio non lo vedo. Vedo soltanto una congiura abbastanza scadente, robetta, anzi robaccia. Torna in acconcio ricordare quanto diceva la buonanima (il riferimento è a Mussolini ndr): “Quando il sole è basso anche gli uomini piccoli mandano l’ombra lunga”. Ecco, a via Tagliamento ci sono troppi uomini, e anche donne, piccoli”.

 

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