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    16/08/2026

Bindi: «Il Vallo di Lauro zona critica, insieme per combattere le mafie»

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Da sx: Capacchione, Manfredi, Di Lello, Bindi, SessaAVELLINO – “Il Vallo di Lauro non è storia, è attualità. E se non vogliamo che sia futuro non bisogna sottovalutare, bisogna capire e bisogna combattere. Lo scopo principale di questa missione è uno sguardo generale sulla provincia di Avellino, ma con un particolare obiettivo puntato sul Vallo di Lauro dove peraltro eravamo già stati presenti a Quindici all’inaugurazione del maglificio che ha luogo nella villa confiscata alla famiglia Graziano. Abbiamo ritenuto necessaria la nostra presenza in una provincia che sicuramente, rispetto ad altre di questa regione e di altre regioni del nostro Paese, si presenta in una situazione meno critica ma che tuttavia – e questo non possiamo ignorarlo – si presenta in una situazione preoccupante, soprattutto nel Vallo di Lauro, che richiede una particolare attenzione in altre parti della provincia, in particolare quella confinante con la provincia di Foggia, che sapete essere una provincia critica della regione Puglia, che richiede un’attenzione in alcuni settori, soprattutto le fonti rinnovabili e le pale eoliche”.

A parlare, nel corso dell’annunciata conferenza stampa svoltasi questo pomeriggio in prefettura con il prefetto Sessa a fare gli onori di casa, è Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, che fa un bilancio, dinanzi a taccuini e microfoni, della giornata avellinese cui hanno preso parte anche i parlamentari Massimiliano Manfredi, Marco Di Lello, Rosaria Capacchione, Mara Carfagna, Marcello Taglialatela.

Prima audizione dedicata questa mattina dalla commissione ai rappresentanti delle forze dell’ordine, vale a dire il colonnello Franco Antonio Maria Di Pietro dell’Arma dei carabinieri, il colonnello Antonio Mancazzo della Guardia di Finanza, il questore Maurizio Ficarra. Presente anche il pm Francesco Soviero della Dda di Napoli. Nel pomeriggio invece sono stati ascoltati i Procuratori della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo, di Nola Paolo Mancuso, di Salerno Corrado Lembo oltre il Procuratore aggiunto della Dda di Napoli Giuseppe Borrelli.

“Questa mattina – spiega la presidente Bindi - abbiamo incontrato il comitato di sicurezza e questo pomeriggio invece abbiamo sentito il procuratore distrettuale di Napoli e Salerno, ed il procuratore circondariale di Avellino. Emerge una realtà che ho sintetizzato nelle cose che ho appena detto ma sulle quali voglio insistere per quanto riguarda il Vallo di Lauro. Si conferma una zona critica di questa provincia con conseguenze anche in altri parti della regione, in particolare con le zone confinanti della provincia di Napoli e della provincia di Salerno. Questo perché le due famiglie insediate sono tutt’altro che isolate e, per quanto siano stati assicurati alla giustizia i capi di quelle famiglie, la loro presenza sul territorio è una presenza pericolosa, condizionante, con capacità appunto di espansione e di sconfinamento anche in altre realtà della regione e con capacità appunto di creare relazioni anche con altre realtà criminali”.

“Abbiamo ovviamente trovato – sottolinea ancora la Bindi – nella prefettura, le forze dell’ordine, la magistratura una consapevolezza di tutto questo. Avendo però anche ascoltato i rappresentanti di Libera, che sono da sempre un osservatorio, insieme ad altre realtà civili e sociali, attento di questa provincia – i colleghi hanno incontrato il sindaco di Lauro – ci sentiamo di non sottovalutare questa situazione, anzi di rafforzare l’attenzione per capire anche l’evoluzione in atto. Anche qui si conferma che le mafie sono eguali a se stesse, ma anche capaci di grandi cambiamenti perché la realtà cambia e loro nella realtà che cambia sanno starci con molta abilità. E quindi guai a negare, guai a sottovalutare, guai a non approfondire e a non attrezzarci per combattere”.

Poi conclude: “Noi sappiamo bene che quando segnaliamo la nostra presenza come commissione parlamentare qualche volta veniamo quasi indicati come coloro vogliono vedere la mafia anche dove non c’è. Non è così. Se noi ci muoviamo è perché sono arrivati segnali preoccupanti che ci dicono che la mafia c’è, che le mafie ci sono, quindi vanno capite, vanno conosciute e vanno combattute. In questo senso la nostra presenza vuole essere un ringraziamento naturalmente a tutti coloro che si adoperano in questo senso, ma anche un richiamo ad una coscienza vigile rivolta non solo alle istituzioni, alle forze di polizia, alla magistratura, ma alla politica, alla pubblica amministrazione, a tutti i cittadini perché questo è lo strumento ed il modo migliore e più efficace per combattere la mafia”.

Richiesta di spiegare lo stato dei suoi rapporti con il governatore della Campania e, in particolare, di precisare se le fossero pervenute o meno le scuse di De Luca,  la presidente Bindi è lapidaria: "Quando si ricevono offese pubbliche, allora altrettanto note dovrebbero essere le scuse. Voi le avete lette da qualche parte? Io no. E poi di questo argomento non intendo parlare".

Marco Di Lello: “Per noi essere qui è la conferma che lo Stato ha un’attenzione particolare per questa parte del nostro territorio. Questa giornata di lavoro ci conferma nelle nostre convinzioni. Come le amministrazioni locali anche le forze dell’ordine hanno lamentato la necessità di avere una maggiore presenza di forze dell’ordine, ci faremo carico di caldeggiare la richiesta che è venuta dalla questura di un potenziamento del personale di polizia. Credo che anche la politica, la Regione debba fare la sua parte per creare condizioni di sviluppo, noi stiamo seguendo con costanza quello che avviene in questa parte del territorio e continueremo a farlo. Qualcuno dice che stiano dando un po’ di fastidio, saremo contenti di continuare a dare questo tipo di fastidio perché questo è il nostro dovere, la commissione va avanti e non va indietro".

Massimiliano Manfredi: “Credo che essere qui sia anche un atto dovuto dopo l’inaugurazione al maglificio di Quindici. È stato importante oggi essere qui perché credo che dalle voci che abbiamo potuto ascoltare è emerso chiaramente che nel Vallo di Lauro dobbiamo vedere l’evoluzione dei meccanismi camorristici e criminali anche con una dinamica ed occhi diversi. Siamo abituati, per chi è nato vicino a questi territori, con la vecchia sfida fra i clan Cava e Graziamo, invece adesso dobbiamo preoccuparci di come questi movimenti siano stati in grado di reggere alle ansie di spostarsi su territori limitrofi che sono vicini al Nolano ma anche al Salernitano e Casertano e credo che abbiamo il dovere di seguir anche questa dinamica nuova, soprattutto sostenendo i tanti amministratori locali che fanno quotidianamente il loro lavoro, le associazioni, i ragazzi di Libera e tutte le altre associazioni che svolgono un lavoro importante e sostenere le richieste di monitoraggio e di presidio come veniva richiesto dalla questura”.

Foto ufficio stampa prefettura di Avellino

 

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