AVELLINO – Scade il 5 ottobre il termine per la presentazione al governo da parte dei Comuni dei progetti di riqualificazione di parte del loro territorio, secondo le modalità del cosiddetto Piano città. A disposizione dei sindaci 6 milioni di euro, oltre 12mila miliardi delle vecchie lire tanto per capire la dimensione dell’operazione.
Naturalmente i progetti dei Comuni dovranno mirare soprattutto su alcuni punti: riqualificazione di siti inquinati, rilancio di periferie ed aree degradate, opere infrastrutturali incisive, restauro e nuova destinazione di edifici pubblici o anche di alloggi di privati (case Iacp in primis).
Avellino ha, secondo opportune valutazioni, due possibili zone di intervento: borgo Ferrovia (con la stazione appena chiusa, la vecchia ipotesi nei suoi pressi dell’interporto in funzione dell’area industriale, gli alloggi Iacp e l’Isochimica) oppure l’area gravitante tra il vecchio Moscati e la caserma Berardi trasformabile nell’attesa cittadella giudiziaria.
Ma ci sono idee e progetti? È mai stato avviato – dopo gli inviti in tal senso del presidente del Consiglio comunale, Gengaro – un dibattito in proposito? Vorremmo tanto essere smentiti ma l’impressione che si ricava al Comune, osservando i movimenti di amministratori e dirigenti, è che lì non sappiano neppure di cosa stiamo parlando. Sarebbe davvero gradita una graffiante smentita del sindaco.
