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    26/06/2026

Venezia: «Ed ora la massima chiarezza politica»

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Enzo VeneziaAVELLINO – Sulle dimissioni del sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, ospitiamo una nota di Enzo Venezia, coordinatore cittadino del Partito democratico.

“Sarebbe stato senz’altro preferibile che il sindaco Galasso – scrive Venezia – avesse continuato nel suo impegno di primo cittadino di Avellino fino alla conclusione del suo mandato. Dopo ben otto anni di non facile attività amministrativa, vissuti tra mille difficoltà e incomprensioni, ha ritenuto di rassegnare le proprie dimissioni. Da tempo aveva manifestato la sua volontà di candidarsi al Parlamento italiano. Uno dei pochi fortunati, se non l’unico, è stato l’indimenticabile Michelangelo Nicoletti”.

“Pur comprendendo la sua legittima aspirazione – continua Venezia – mi appaiono ben chiare le innumerevoli difficoltà che dovranno affrontare il Pd e la coalizione che ha tenuto in vita la maggioranza. Ritengo che a questo punto bisogna solo pensare al dopo Galasso, allontanando inutili e strumentali polemiche. Ormai il dado è tratto. È evidente che nell’organizzare e nel rinnovare, in maniera credibile, il Pd cittadino si rende necessario ricomporre un rapporto serio e costruttivo con tutte le forze politiche che si riconoscono nel centrosinistra. Tutto questo sarà possibile affrontando le grandi questioni nelle quali vive sempre di più la città di Avellino parlandosi, discutendo e confrontandosi sui temi più urgenti. Lavoro, sviluppo, welfare, ambiente, difesa del nostro essere comune capoluogo, nuove generazioni, anziani, diritti non negoziabili sono i punti essenziali su cui saremo chiamati a misurarci con gli altri partiti del centrosinistra. Dobbiamo avviarci verso un centrosinistra nuovo e aperto; nuovo, perché sappia superare vecchi steccati e vecchie incomprensioni, avendo come unico interlocutore il futuro di questa città. Cosa vuol significare aperto? A mio avviso significa, soprattutto, aperto a tutte quelle associazioni, forze sociali, imprenditoriali, ambientaliste, a quel variegato mondo delle professioni, insomma a tutti coloro che siano disponibili a costruire un’alternativa credibile al centrodestra.

Inoltre, se là fuori c’è un mondo moderato che apre pur timidamente gli occhi, sarebbe politicamente sbagliato chiudere la porta ad un possibile dialogo. È mio pensiero però – spero condiviso dai più – che il Pd e il centrosinistra nel suo insieme non possano essere aperti a chi volesse eventualmente adottare o praticare la strada del doppio forno. In poche parole, ci vuole massima chiarezza politica. O si sta con il centrosinistra o si sta con la destra”.

 

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