Per l’Alto Calore un governo di salute pubblica, i sindaci del Pd pronti a sfiduciare D’Ercole

Venerdì 12 Ottobre 2012 20:14 Luigi Basile
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Francesco D'Ercole e Eugenio Abate, presidente e vicepresidente dell'AcsAVELLINO – I sindaci del Pd intendono presentare una mozione di sfiducia nei confronti del consiglio di amministrazione dell’Alto Calore Servizi, guidato da Francesco D’Ercole. Dopo la vicenda delle “fatture pazze” inviate ai Comuni dall’azienda idrica per servizi di depurazione e manutenzione, i primi cittadini hanno deciso di andare all’attacco raccogliendo anche il malcontento che si è diffuso tra alcuni esponenti del centrodestra rispetto alla gestione di corso Europa. “Bisogna aprire una fase nuova – ha affermato Valentino Tropeano, sindaco di Montefredane e portavoce degli amministratori locali democratici – abbandonando scontri e gestioni di parte. È il momento che chi governa l’Acs si faccia da parte e si dia vita ad un esecutivo di salute pubblica, che risponda direttamente ai soci. L’attuale gestione si è rivelata fallimentare. La società è completamente allo sbando ed i conti sono fuori controllo. Il nostro obiettivo prioritario è l’affidamento in house del servizio idrico”.

A condividere le critiche e la necessità di una svolta vi sono, per il momento, altri 25 sindaci tra Irpinia e Sannio, a cominciare da quello di Avellino, che hanno sottoscritto la richiesta di convocazione urgente dell’assemblea dei soci. Sotto attacco è finito, ancora una volta, il vicepresidente dell’Acs, Eugenio Abate. “Non può più godere della nostra fiducia – hanno sostenuto i sindaci del Pd –  ha delegittimato l’azienda che amministra deliberando la fuoriuscita del Comune di Montemiletto, del quale è sindaco, dalla compagine societaria. Adesso si trova in una posizione di conflitto di interessi, perché rappresenta una società concorrente, la municipalizzata Mose”. A far arrabbiare ancora di più i primi cittadini è stato anche l’improvviso annuncio di Abate di un possibile ingresso nell’azionariato di “IrpiniAmbiente”, l’indebitata azienda del settore rifiuti. “Sarebbe un passo sciagurato – ha sostenuto il consigliere provinciale e sindaco di Teora, Stefano Farina – vista la situazione finanziaria dell’Acs. È impensabile una simile iniziativa mentre si sta definendo anche la liquidazione della Patrimoniale”.

A rincarare la dose ci pensa Lello De Stefano, responsabile enti sovracomunali del Pd: “Siamo di fronte a dei dilettanti allo sbaraglio. Stanno compromettendo il futuro di una società ultradecennale. Siamo ben lontani dagli standard di efficienza e trasparenza richiesti per la gestione di un moderno servizio idrico”. Ma il presidente dell’Acs, Francesco D’Ercole, respinge tutte le critiche: “Il Pd ci accusa di essere di parte soltanto perché loro sono fuori dal consiglio di amministrazione. Esiste una maggioranza che non è affatto in discussione. Hanno dimenticato che abbiamo salvato l’Alto Calore dal baratro nel quale la stavano sospingendo le precedenti gestioni. Non accetto che chi non ha denunciato i guasti del passato o si è reso responsabile di stagioni clientelari, getti discredito sul nostro lavoro”. Lunedì si riunirà il consiglio di amministrazione dell’Acs per definire la data di convocazione dell’assemblea dei soci. Si prevede una resa dei conti.