AVELLINO – La seduta del Consiglio comunale di Avellino, convocata per questo pomeriggio, è stata interrotta per mancanza del numero legale, non appena a Piazza del Popolo stava per aprirsi il dibattito politico sulle dimissioni del sindaco Giuseppe Galasso. L’altolà è venuto dal gruppo del Pd, che ha abbandonato l’aula ritenendo che non fosse accettabile affrontare la questione in assenza del diretto interessato. “Troviamo non corretto – ha affermato il capo della delegazione democratica, Michele Iannicelli – discutere delle dimissioni in assenza del sindaco”. Una posizione, quantomeno insolita, che ha lasciato di sasso l’opposizione, intenzionata ad esprimere le proprie valutazioni sulla decisione di Galasso di porre fine anticipatamente al mandato.
D’altra parte, il regolamento prevede che il Consiglio comunale venga informato ufficialmente in pubblica adunanza ed i capigruppo possano esprimersi sulla scelta del capo dell’amministrazione. Il presidente dell’assemblea municipale, Antonio Gengaro, infatti, dopo aver formalmente comunicato ai civici rappresentanti la scelta del sindaco, stava per cedere la parola ai capigruppo. L’indipendente Luigi Urciuoli ha, poi, presentato un ordine del giorno con il quale si chiedeva a Galasso di ritirare le dimissioni per risparmiare all’ente l’esperienza del commissariamento. Ma subito dopo il Pd ha bloccato ogni possibile intervento. Dai banchi della minoranza, quindi, si sono sollevate forti proteste. “Siamo alle comiche finali – ha attaccato Giovanni D’Ercole, capogruppo del Pdl – le motivazioni addotte per impedire il confronto sono demenziali. Anche strategicamente la vostra è una scelta sbagliata, visto che domani in seconda convocazione sarà più facile svolgere il dibattito”. Ancora più duro è stato Dino Preziosi di “Vento di Centro”: “State offrendo uno spettacolo indecente. Ci troviamo di fronte ad un sindaco che abbandona la città ed una maggioranza che si scioglie in una vergognosa fuga”.
Gengaro, però, non ha potuto che prendere atto della mancanza del numero legale ed aggiornare i lavori della seduta. Non tutti i consiglieri della maggioranza, comunque, hanno lasciato i propri posti, non condividendo evidentemente la decisione di aggirare la discussione politica.
