AVELLINO – Il consiglio di amministrazione dell’Alto Calore Servizi, riunitosi questa sera, dà il via libera alla richiesta di convocazione dell’assemblea generale avanzata dai sindaci del Pd. Ma l’assise si terrà soltanto il 26 novembre. Una decisione che alimenta il malcontento dei primi cittadini che, dopo la vicenda delle fatture pazze per i servizi di manutenzione e di depurazione inviate ai Comuni dalla società di corso Europa, intendevano sollecitare un azzeramento dell’organo di governo e la formazione di un nuovo esecutivo di larghe intese.
Il cda, presieduto da Francesco D’Ercole, ha quindi preferito imboccare la strada della prudenza, allungando i tempi di convocazione dell’assemblea, anche in considerazione del malcontento che si registra tra gli stessi amministratori locali di centrodestra. Lo slittamento della riunione consentirebbe, proprio come temevano i sindaci democratici, di ridurre il peso in termini di rappresentanza dello schieramento di centrosinistra, a causa del prossimo commissariamento del Comune di Avellino.
Nel consiglio di amministrazione dell’Acs, intanto, si registrerebbe un crescente nervosismo dovuto ad alcune prese di posizione pubbliche del vicepresidente Eugenio Abate, non condivise dal numero uno dell’azienda idrica. In particolare, non vi sarebbe stato accordo sulla ipotesi di una acquisizione della società di raccolta e smaltimento dei rifiuti “IrpiniAmbiente” che ha provocato l’irritazione dei soci dell’Alto Calore. Nella riunione di oggi si è anche discusso di altri argomenti delicati come la gestione del personale, la proroga del mandato del Collegio dei revisori dei conti e l’aumento delle tariffe per il servizio. Sui possibili rincari, però, vi è grande riserbo da parte del cda, per gli effetti negativi che comprensibilmente potrebbe provocare, soprattutto in questa fase, tra gli utenti e tra i soci anche in vista dell’affidamento in house della nuova gestione del servizio.




