BARI – «La situazione della Puglia per quanto concerne la gestione del ciclo dei rifiuti può essere considerata emblematica di criticità che purtroppo si registrano su tutto il territorio nazionale. Emergenze causate, in primo luogo, dai ritardi accumulati dalla politica, che su questo fronte ha lasciato troppi spazi vacanti, prontamente occupati dalla criminalità organizzata che ha trasformato i rifiuti in un vero e proprio business illegale, fonte tra le più redditizie per assicurarsi guadagni ingenti». Così il senatore del Partito democratico Enzo De Luca illustrando la relazione della Commissione di inchiesta ecomafie della Puglia durante il convegno dal titolo “La gestione dei rifiuti nella Regione Puglia”, stamane al castello svevo di Bari. Ai lavori, conclusi con una tavola rotonda sul caso Ilva, oltre a De Luca, vicepresidente della bicamerale di inchiesta e relatore per la situazione della Puglia, sono intervenuti anche il presidente Gaetano Pecorella e i componenti della delegazione della Commissione ecomafie, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Antonio Laudati e il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Taranto, Franco Sebastio, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Corrado Clini.
Il senatore irpino si è soffermato sugli aspetti più rilevanti del caso Puglia, emersi nel corso delle missioni e delle audizioni svolte dalla bicamerale di inchiesta, evidenziando come le infiltrazioni delle mafie nella gestione del ciclo dei rifiuti rappresentino «un'emergenza vera e propria, che la politica, per prima, ha il dovere di affrontare e risolvere. In quest'ottica, e per far seguire alle parole i fatti – ha aggiunto De Luca – il 27 luglio 2010 ho presentato, incontrando il sostegno di tanti colleghi di tutti gli schieramenti, un disegno di legge quadro in materia di gestione integrata dei rifiuti, incentivazione della raccolta differenziata e lotta allo smaltimento illegale. Un provvedimento scaturito anche dalle risultanze del confronto con Legambiente e con le sollecitazioni consegnate in più di un'occasione dal Procuratore nazionale Antimafia, Grasso, che interviene in maniera chiara e netta contro le infiltrazioni della criminalità, contenendo tra le proprie disposizioni modifiche al codice penale e un inasprimento delle pene per chi, attraverso i traffici di rifiuti, commette reati contro l'ambiente. Purtroppo, però, il ddl è ancora al vaglio delle Commissioni. Come dire, si continua a perdere tempo, mentre le mafie stringono sempre di più le maglie della loro organizzazione per rendere l'affare rifiuti sempre più remunerativo. Si accumulano nuovi ritardi mentre l'emergenza ambientale si inasprisce».
«In Puglia la situazione è molto critica – ha proseguito De Luca – e se non si avvia in modo deciso un corretto ciclo dei rifiuti, c'è il rischio che l'intera regione possa essere trasformata in una sorta di “discarica” a servizio di tutti coloro che operano lecitamente ed illecitamente. È fondamentale che qui, come in altre regioni italiane, in particolare del Sud Italia, strette nella morsa dell'ecomafia, si proceda ad una rigorosa applicazione delle norme, al potenziamento dei sistemi di controllo esterni ed interni, alla formazione di polizia giudiziaria specializzata ed attrezzata per questo tipo di indagini, alla applicazione delle sanzioni penali, alla possibilità per l’autorità giudiziaria di utilizzare tutti gli strumenti investigativi che il codice di procedura penale prevede per la ricerca della prova».




