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    26/06/2026

Vendola: «Manca il rispetto per il lavoro, con noi una nuova politica sociale»

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Nichi VendolaAVELLINO – Anteprima con gli operai Irisbus e docenti che denunciano un inarrestabile progetto di distruzione della scuola pubblica per Nichi Vendola impegnato questa sera nella tappa avellinese del suo giro italiano per la candidatura a capo del governo da proporre agli elettori del centrosinistra. Grande folla, molti i giovani, al centro sociale Samantha Della Porta con i vertici del Pd provinciale pressoché al completo, l’ex sindaco di Avellino Di Nunno, l’ex presidente della Provincia Maselli, rappresentanti dei partiti e del mondo sindacale.

Introdotto dal giornalista Norberto Vitale, da un operaio dell’Irisbus, da una insegnante e da un giovane ricercatore disoccupato, Vendola ha affrontato tutti i temi oggi di fronte all’opinione pubblica. A cominciare dalla sua personale vicenda giudiziaria (la richiesta del Pm di Bari di una condanna a venti mesi di reclusione per abuso d’ufficio): “Non ho commesso reati, il primario nominato – che non è certo un mio elettore – ha allestito uno dei migliori reparti di chirurgia toracica d’Italia”. Una condanna mercoledì prossimo? “Mi dimetto immediatamente. Non aspetterò gli altri gradi di giudizio. Ho bisogno di difendermi da privato cittadino. Io non sono un Formigoni qualsiasi”.

Al rivale Matteo Renzi dice che anche lui parla con i finanzieri ed i banchieri: “Ma lo faccio pubblicamente, alla luce del sole, come quando andai a parlare alla Borsa di Milano ed i giornali di Berlusconi mi diedero del pazzo”. Ma a proposito di alta finanza e di imprenditoria, Vendola ha voluto sottolineare che è l’eccesso di finanza rispetto al lavoro ad avere aggravato la crisi economica mondiale. La mancanza di rispetto per il lavoro – e qui ha citato Marchionne – sta producendo un ulteriore scollamento. Vendola ha ricordato quando Marchionne andò a Montecitorio per un’audizione e nessuno osò contestargli la sua linea basata sullo scontro con i lavoratori: “Tacquero tutti, che vergogna”. Ha fatto poi l’elogio di Bersani “persona degnissima, di grande moralità”, ma poi ha aggiunto che Bersani ed il Pd dovranno comunque fare i conti con la necessità di invertire la politica economica seguita fino ad ora. “Con noi – ha sottolineato – sulla politica sociale si farà marcia indietro”.

Non sono mancate le critiche alle scelte fatte dal ministro Fornero (“il democristiano Donat Cattin, ha ricordato, diceva sempre “Io sono il ministro dei lavoratori più che il ministro del lavoro”) che si è soltanto spesa per abolire una conquista dei lavoratori italiani, l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori appunto.

Dopo aver rilevato che stiamo assistendo alla sconfitta della cultura, della politica e dei giovani, Vendola ha voluto ricordare i clamorosi errori della cultura del Nord: “Il settentrione ha rovesciato sui meridionali la responsabilità di tutti i suoi fallimenti” ha detto. Quando l’offerta di braccia meridionali e di aiuti da parte dello Stato è finita è nata la questione settentrionale; noi siamo stati euro mediterranei, loro si sono invece chiusi nel ghetto leghista che la nemesi ha voluto far scoprire con tutti i difetti che si riteneva fossero una prerogativa dei meridionali: corruzione, familismo, mafia.

Infine, ha chiuso il suo intervento ricordando che se Berlusconi non potrà più tornare a Palazzo Chigi il problema più grave consiste ora nel liberare la società italiana dal berlusconismo: impresa ciclopica. Futuro per i giovani, scuola pubblica, ricerca, vera parità uomo-donna, riconoscimento delle coppie di fatto, fine una volta per tutte alle spese folli per costosissimi aerei militari: questi, ha concluso Vendola, i veri punti fermi per modernizzare e rendere più giusta la società italiana.

 

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