Il Pd con i sindaci contro le trivellazioni petrolifere. Il no dell’Unione consumatori

Venerdì 25 Gennaio 2013 18:22 Red.
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Caterina Lengua, segretaria provinciale del PdAVELLINO – Si fa sempre più vivace il dibattito sulla questione delle trivellazioni petrolifere sul territorio irpino dell’Alta Irpinia e della Valle Ufita. Il fronte del no ai rilievi e all’estrazione del petrolio in Irpinia fa registrare la presa di posizione, con una propria nota, sia del coordinamento provinciale del Partito democratico sia dell’Unione nazionale consumatori.

In un documento ufficiale la segretaria provinciale del Pd, Caterina Lengua, nell’esprimere sostegno alla battaglia dei sindaci irpini a favore della difesa dell’ambiente e contro la realizzazione di un’industria degli idrocarburi nella nostra provincia, annuncia una prossima iniziativa del suo partito con cui si solleciterà la giunta regionale a porre fine “ad un ulteriore disastro ai danni dell’Irpinia”.

«Eventuali trivellazioni petrolifere in Alta Irpinia e nell'Ufita – si legge, tra l’altro, nella nota –  oltre a rappresentare un rischio per un territorio da secoli soggetto ad attività sismica dalle catastrofiche conseguenze, danneggerebbero un ecosistema ricco di risorse naturali, fonte di benessere e di reddito, non solo per le nostre comunità. Un'industria del petrolio potrebbe risultare nociva innanzitutto per le sorgenti idriche, fonti strategiche per il fabbisogno del Mezzogiorno, ma anche per tutte le eccellenze della filiera enogastronomica, che alimentano in misura crescente l'economia locale, oggi già provata dalle conseguenze della crisi che vive il sistema industriale. Inoltre, il Partito democratico irpino ribadisce ancora una volta la inderogabile scelta strategica delle fonti rinnovabili, sia nel quadro locale che nazionale, in perfetta armonia con il solco tracciato in questi anni dall'Unione europea, il più convinto assertore sulla scena internazionale della necessità di combattere il fenomeno dei mutamenti climatici, fondando su questa necessità le ragioni di una nuova economia».

«Il modello di riferimento per lo sviluppo economico e sociale dell'Irpinia e del Mezzogiorno – conclude la nota del Pd – resta la sostenibilità intesa come valorizzazione di quelle attività produttive in grado di rispettare l'ambiente e creare reddito economico e sociale a vantaggio delle famiglie, della competitività delle imprese, delle lavoratrici e dei lavoratori».

Sulla questione dei trivellamenti petroliferi interviene anche l’Unione nazionale consumatori che dice «no alle ricerche e all’estrazione di petrolio nella nostra provincia».

«A sostegno delle lodevoli iniziative intraprese dai Comitati dei cittadini della nostra terra - afferma Giovanna Malgieri, responsabile dell’Unione nazionale consumatori di Avellino - scendiamo in campo nella battaglia di sensibilizzazione popolare ed istituzionale sul territorio, affiancata dal Comitato regionale della Campania. È un dovere – aggiunge – opporsi con forza, perseguendo l’obiettivo di scongiurare la realizzazione dei progetti di trivellazione petrolifera in Irpinia, attraverso un’opportuna ed adeguata informazione in merito ai rischi e alle conseguenze che da tali attività potrebbero generarsi irreversibilmente in termini ambientali e sociali. L’Unione nazionale consumatori è direttamente investita della responsabilità di procedere a tutela della salute pubblica, del rispetto dell’ambiente e del territorio, nonché della responsabilità di farsi garante dei diritti e degli interessi in capo ad ogni singolo cittadino del territorio di questa Provincia».

Infine un appello: «Invitiamo tutti, cittadini ed esponenti del mondo associativo, sindacale, politico, istituzionale, ad aderire concretamente, ciascuno in ragione delle proprie prerogative, alla faticosa battaglia intrapresa dai Comitati spontanei sorti per scongiurare, consapevolmente, l’approvazione dei progetti in essere e per contrastare l’avanzamento dei colossi petroliferi, i quali nulla hanno chiesto o spiegato a chi il territorio lo vive e lo ama. Uniti difendiamo il nostro territorio e le nostre preziose risorse. La verde Irpinia  - conclude Malgieri - non può colorarsi di nero perché altri lo hanno deciso, dunque avanziamo con i nostri diritti».