AVELLINO – Si è seduto in prima fila in un teatro Gesualdo gremito il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani (nella foto), giunto ad Avellino poco dopo le 18.30, per ascoltare l’intervento introduttivo della segretaria provinciale Caterina Lengua. Subito dopo ha preso la parola il sen. Enzo De Luca che non ha mancato di sottolineare la necessità, peraltro rimarcata dalla stessa Lengua, di porre il problema del Mezzogiorno e del lavoro al centro dell’agenda del prossimo governo. Mentre scriviamo sta parlando Bersani che ha incentrato il suo discorso sui temi della moralità e del lavoro quali priorità per portare avanti il cambiamento nel Paese.
More images...Aggiornamento del 13 febbraio 2013, ore 21.10
AVELLINO – Il Sud al centro dell'agenda politica del Partito democratico e della coalizione di centrosinistra. Questo messaggio è emerso con prepotenza dal discorso tenuto al teatro "Carlo Gesualdo" dal segretario nazionale del Pd e candidato premier, Pierluigi Bersani. Dopo le brevi introduzioni della segretaria provinciale del Pd, Caterina Lengua, e del senatore Enzo De Luca, Bersani ha illustrato le proposte programmatiche del centrosinistra, poco concedendo alle battute ad effetto e concentrandosi invece sulla concretezza del programma politico.
Per noi - ha detto Bersani - non esistono Nord e Sud, ma un'unica Italia che è alle prese con il problema del lavoro e dello sviluppo. E le misure che metteremo in campo per risolvere questi problemi saranno uniche in tutto il territorio nazionale. Ma è chiaro che al Sud, dove più grande è il problema del lavoro, queste stesse misure dovranno essere potenziate. E nelle regioni meridionali – ha continuato il segretario del Pd – un contributo importante per lo sviluppo può venire dai fondi europei. Ma è chiaro che non possiamo chiedere soldi all'Europa se poi non siamo capaci di utilizzarli. Ed è avvilente il dato che ci restituisce la Regione Campania, dove è stato utilizzato appena il 16 per cento dei fondi europei.
I soldi da investire per lo sviluppo vanno poi, secondo il programma del Pd, recuperati razionalizzando la spesa pubblica (e qui una grossa sforbiciata andrà data al numero dei parlamentari, alla loro indennità, al finanziamento pubblico dei partiti), lottando contro la corruzione e l'evasione fiscale. In poche parole dovrà dare chi non ha mai dato e dovrà dare di più chi ha di più, senza penalizzare la spesa sociale e, anzi, rafforzando la scuola e la sanità pubblica. L'emissione di bond "dedicati" dovrà consentire di pagare i crediti che le aziende vantano nei confronti dello Stato e dovranno essere liberate risorse perché i Comuni possano finanziare progetti immediatamente cantierabili. La razionalizzazione della spesa pubblica passa anche per la realizzazione, finalmente, di una rete diffusa a banda larga. E anche in questo caso sarà soprattutto il Sud a trarne beneficio, sia in termini di ammodernamento della pubblica amministrazione sia in termini di sviluppo di idee e progetti particolarmente copiosi nel Mezzogiorno d'Italia.
E, quasi a rimarcare l'attenzione verso i problemi del Sud, subito dopo il comizio Bersani si è intrattenuto - ancora una volta - con una delegazione di operai Irisbus, presenti in prima fila, assicurando che, da premier, metterà subito mano a un piano per il trasporto pubblico che potrà rilanciare l'azienda ufitana.
L'attenzione del Pdl ai problemi del Sud si concretizza, invece, nell'alleanza con la Lega e nella presentazione di Tremonti come capolista in Campania. E, a proposito delle mirabolanti promesse di Berlusconi, Bersani ha provocatoriamente chiesto che, anziché restituire l'Imu, forse il Cavaliere potrebbe più utilmente restituire i quattro miliardi e mezzo per le quote latte, o i quattro miliardi per il salvataggio di Alitalia o i soldi del condono fiscale, dal momento che i "condonati" si sono limitati a pagare solo la prima rata, evadendo, poi, anche le successive rate del condono.
Con questo sistema elettorale - ha concluso Bersani - vince chi arriva primo, cioè chi prende un voto in più degli altri. È per questo motivo che chi non vuole la vittoria di Berlusconi deve concentrare i propri voti sul Pd e sulla coalizione di centrosinistra. Anche perché il Pd è l'unico partito non padronale presente in questa competizione elettorale. La democrazia ha un grande vantaggio, quello di poter correggere i propri errori. Berlusconi ci ha condotto sul baratro, ma essendo alla testa di un partito padronale e privo di democrazia interna, non è stato possibile sostituirlo e correggere la rotta. Senza Berlusconi il Pdl è finito, senza Bersani il Pd indice le primarie e sceglie un nuovo segretario. Questo vuol dire essere un partito democratico e una grande forza popolare.
