AVELLINO – Archiviate le elezioni politiche (senza escludere la possibilità di essere a breve richiamati alle urne) i riflettori si accendono sulle prossime elezioni amministrative di maggio. A maggio, infatti, i cittadini saranno chiamati di nuovo al voto per rinnovare i Consigli comunali in alcuni Comuni dell'Irpinia e, soprattutto, nella città capoluogo (fino a quando non si sa).
Le grandi manovre sono già cominciate, anche se per il momento si fa molta pretattica. Due, al momento, i candidati sindaci già annunciati. La prima è Tiziana Guidi per il Movimento 5 Stelle che anche ad Avellino è ormai una realtà consistente, ma non crediamo che possa avere gli stessi consensi che ha riportato alle Politiche. Il fatto che per le amministrative sia possibile esprimere una preferenza non agevola, infatti, i grillini. L'altro candidato sindaco già annunciato è Giovanni D'Ercole. Il capogruppo uscente del Pdl a Piazza del Popolo ha da tempo lanciato l'idea di una lista civica che non si limiti a cercare consensi a destra, ma conta di ampliare il proprio appeal sulla base di un programma estremamente concreto. La lista capeggiata da Giovanni D'Ercole potrebbe essere affiancata da una lista "ufficiale" del Pdl, con la quale confluire al ballottaggio. Ma è difficile che un centrodestra frammentato possa arrivare al ballottaggio, soffiando uno dei due posti utili al Pd o all'Udc.
Al centro si registra il deperimento dell'Udc e, paradossalmente, l'elezione di Giuseppe De Mita alla Camera (peraltro non ancora ufficializzata) indebolirebbe il partito dei De Mita. L'attuale carica di vicepresidente regionale consente infatti a De Mita junior una presenza più costante e concreta sul territorio, rispetto allo scranno di Montecitorio. Al centro si colloca anche l'ex sindaco Galasso, che medita propositi di vendetta. De Mita, però, ha già fatto sapere che Galasso rappresenta il vecchio e non è possibile un'alleanza. Anche l'area Monti, che l'ex sindaco avrebbe appoggiato alle elezioni politiche, non sembra particolarmente attratta da un'alleanza con Galasso. Sembra, infatti, che a conti fatti il neo-parlamentare montiano (ma in realtà il suo riferimento è Montezemolo), Angelo D'Agostino, abbia ricevuto da Galasso molto meno voti di quanto promesso.
Per quello che riguarda infine il Partito democratico sarebbero state fissate per la domenica delle Palme le primarie per scegliere il sindaco. Sarebbe pronto anche il regolamento, salvo rifiniture dell'ultim’ora. In realtà le primarie non sembrano più un'efficace strumento di mobilitazione. Anzi, chi ha vinto le primarie (vedi Bersani o Enzo De Luca) ha perso le elezioni. In più ad Avellino chi ha perso le primarie (vedi Galasso) ha poi abbandonato il partito. Insomma nessuno osa dirlo esplicitamente, ma all'interno del Pd si rafforza la convinzione che le primarie è meglio non farle. Da chi sarà scelto, allora, il candidato sindaco? Ah, saperlo!




