AVELLINO – Sono complessivamente 22 le liste elettorali presentate per il rinnovo del Consiglio comunale di Avellino. Nove i candidati sindaci: Paolo Foti per il centrosinistra (Pd, Democratici per Avellino, Centro Democratico e Psi), Nicola Battista per il centrodestra e l’alleato Galasso (Pdl, Fratelli d’Italia, Abellinum e Patto Popolare per Avellino), Virgilio Cicalese per i montiani (Impegno Civico per Avellino Futura, Vincere per Avellino, Cad-Il cittadino al centro dell’interesse), Costantino Preziosi (Udc, Avellino al centro, Libera Avellino Democratica, La svolta inizia da te), Gianluca Festa (Avellino Davvero e Governiamo Insieme Davvero), Giancarlo Giordano (Per cambiare Avellino – L’alternativa c’è), Tiziana Guidi (Movimento 5 stelle), Sergio Trezza (Movimento civico per Avellino) e Vincenzo Quintarelli per l’aggregazione di estrema destra (Destra Nazionale).
La giornata si è caratterizzata per la spaccatura che si è consumata nel Pd, a causa della inattesa candidatura dell’ex consigliere comunale, Michele Palladino, inserito nella seconda lista democratica. La decisione di non tener conto del veto espresso dai bersaniani e dalla maggior parte dei circoli cittadini ha provocato la rabbia degli esponenti dell’area vicina alle posizioni di Lucio Fierro e del vicesegretario provinciale, Francesco Todisco. Al momento del deposito della lista i tre candidati indicati dal circolo “Vittorio Foa” (il segretario Giovanni Bove, Michela Arricale e Valentina Volgare) hanno formalmente ritirato la propria disponibilità.
Nell’aula consiliare di Piazza del Popolo, dove è stato allestito l’ufficio elettorale c’è stato addirittura un acceso faccia a faccia tra la delegazione bersaniana ed i responsabili di “Democratici per Avellino”, capitanati da Domenico Sarno. Nel pomeriggio, poi, si è svolta la conferenza stampa dei dissidenti che hanno sparato a zero contro il segretario provinciale, Caterina Lengua, il senatore, Enzo De Luca, ed il candidato a sindaco del centrosinistra, Paolo Foti, rei di non aver rispettato gli accordi. Ma la sorpresa della candidatura di Palladino, almeno ufficialmente, è giunta dopo che il diretto interessato ha diffuso una nota con la quale dichiarava di non aver mai aderito al movimento di centrodestra “Città nuove”, promosso da Renata Polverini, così come gli veniva contestato.
Sull’altro fronte, invece, c’è stato un duro botta e risposta tra il senatore del Pdl, Cosimo Sibilia, ed il leader dell’Udc, Ciriaco De Mita. “Negli ultimi mesi Sibilia – ha affermato l’ex presidente del Consiglio – si era accreditato di un disagio all’interno del suo partito lasciando anche intravedere una sua volontà di venire con noi. Poi, come tutti quelli del Pdl, si è rivelato un millantatore che non mantiene la parola data”. Pronta la replica dell’ex numero uno di Palazzo Caracciolo: “De Mita è un disperato. Nel 2009, anche vincendo forti resistenze all’interno del mio partito, gli ho consentito di tornare in gioco accettandolo nella maggioranza che ha poi governato per tre anni la Provincia. Devo constatare che in politica non esiste la gratitudine”.
Il rapporto tra i due esponenti e tra le rispettive forze politiche di appartenenza, dunque, è giunto alla fine, anche se Pdl ed Udc continuano a governare insieme la Regione e solo fino a pochi giorni fa intendevano confermare l’asse. Ma adesso è tutta un’altra storia ed il Pdl ha recuperato un nuovo alleato, l’ex sindaco di centrosinistra di Avellino, Giuseppe Galasso, avversario per nove anni a Palazzo di Città.
