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    15/08/2026

Lorenzo Fontana è il nuovo presidente della Camera dei deputati. Il discorso

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Lorenzo Fontana, nuovo presidente della CameraROMA – Con 222 voti Lorenzo Fontana, Lega, è stato eletto, alla quarta votazione, nuovo presidente della Camera dei deputati.

“È con forte gratitudine e grande commozione che mi rivolgo per la fiducia, ringrazio chi mi ha votato e chi no. Sarà mio onore dirigere il parlamento". Sono le prime parole del neo presidente di Palazzo Montecitorio.

La prima seduta della XIX legislatura si è aperta alle 10 di giovedì 13 ottobre. Dopo la costituzione dell’Ufficio provvisorio di Presidenza, il Presidente provvisorio, Ettore Rosato, ha svolto un breve discorso di benvenuto. Si è svolta quindi la prima votazione per l’elezione del Presidente della Camera dei deputati. Nessuno ha raggiunto il quorum richiesto dei due terzi dei componenti la Camera. Alla ripresa pomeridiana della seduta si è svolta la seconda votazione per l’elezione del Presidente della Camera dei deputati. Nessuno ha raggiunto il quorum richiesto dei due terzi dei voti. Si è svolta quindi la terza votazione per l’elezione del Presidente della Camera dei deputati. Nessuno ha raggiunto il quorum richiesto dei due terzi dei voti. Si è proceduto ad una quarta e decisiva votazione nella giornata di venerdì 14 ottobre.

Resoconto del discorso d'insediamento del nuovo presidente (Fonte: camera.it) - Grazie. Onorevoli colleghi, è con forte gratitudine e grande commozione che mi rivolgo a voi per ringraziarvi per la fiducia espressa nei miei confronti, sia a coloro i quali hanno votato per me e, comunque, anche a coloro i quali non hanno votato per me.

Il Parlamento rappresenta la più alta e significativa manifestazione della rappresentanza democratica, e sarà un grande onore per me dirigerne i lavori.

Desidero rivolgere un vivo e autentico saluto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Applausi), perno della nostra Nazione, fondamentale garante della nostra Costituzione e custode dei suoi valori fondamentali, e all'intera Corte costituzionale.

Desidero congratularmi con il neoeletto Presidente del Senato Ignazio La Russa (Applausi), certo dei validi e proficui rapporti che si avvieranno in questo principio di legislatura.

Parimenti rivolgo un saluto al Segretario generale e a tutti i funzionari e dipendenti della Camera (Applausi), con i quali sono certo intratterrò una fruttuosa sinergia.

Desidero poi indirizzare il mio saluto anche al mio predecessore Roberto Fico (Applausi), ringraziandolo per l'impegno profuso nello svolgimento del suo mandato e nella direzione dei lavori parlamentari.

Voglio dedicare un primo saluto al Pontefice Francesco (Applausi – I deputati si levano in piedi), che rappresenta il riferimento spirituale della maggioranza dei cittadini italiani e promuove il rispetto dei più alti valori morali nel mondo, a partire dal rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali umani, e che sta svolgendo un'azione diplomatica a favore della pace senza uguali.

Infine, permettetemi un ringraziamento personale all'onorevole Umberto Bossi (Applausi), senza il quale non avrei mai iniziato la mia attività politica, e, visto che è anche un nostro collega, lo ringrazio personalmente.

Al pari dei miei predecessori sono giunto alla Camera per promuovere il bene comune per i cittadini, esprimendo i valori e gli ideali che orientano le azioni politiche. Il mio impegno sarà di rappresentare e coadiuvare l'azione parlamentare di tutti gli onorevoli deputati, nel rispetto assoluto della parità dei diritti per tutti i deputati della Repubblica, siano essi appartenenti alla maggioranza o all'opposizione.

La legislatura che sta iniziando dovrà avere il compito di riaffermare il ruolo centrale del Parlamento quale luogo delle decisioni politiche. Dopo la parentesi imposta dalle emergenze che hanno attraversato la scorsa legislatura e che, purtroppo, in parte, sono tali ancora oggi, è necessario che il Parlamento riacquisti la consapevolezza della sua funzione costituzionale, che è primariamente quella della definizione delle regole che impegnano tutti i cittadini. La rinnovata centralità del Parlamento rafforza anche il ruolo della politica e dei rappresentanti del popolo, che hanno appena ricevuto il loro mandato elettorale.

In questo rinnovato contesto, il ruolo del Presidente è quello di farsi garante del processo dialettico che deve essere alla base dell'elaborazione delle decisioni pubbliche e che sono tanto migliori se alle stesse hanno contribuito, nel rispetto, ovviamente, del loro ruolo, anche le forze parlamentari non di Governo. La Camera dei deputati rappresenta le diverse volontà dei cittadini italiani che si sono recati al voto per eleggere i rappresentanti più vicini ai loro parametri valoriali e alle proprie necessità.

La nostra è una Nazione multiforme, che parte dalla geografia più variata fino alle diverse realtà storiche, culturali e territoriali che l'hanno formata e resa il grande Paese che è oggi. La ricchezza dell'Italia risiede proprio nella sua diversità e il compito delle istituzioni italiane è proprio quello di sublimare tali diversità, di valorizzarle anche attraverso le autonomie, nelle modalità previste e auspicate dalla Costituzione (Applausi).

Il ruolo del Parlamento, sia all'interno delle Aule che nella rappresentanza esterna, non deve prescindere dalla valorizzazione delle diversità e non deve cedere all'omologazione. L'omologazione è uno strumento dei totalitarismi, delle imposizioni centrali sulle espressioni della volontà dei cittadini. Il Beato Carlo Acutis disse: “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie”; era un ragazzo di 15 anni. L'Italia deve dare forza alla propria peculiare natura, senza omologarsi a realtà estere più monolitiche e a culture che non diversificano (Applausi). Vedete, la diversità non è rottura, la diversità non è indice di superiorità di alcune realtà su altre viste erroneamente come inferiori, ma è espressione di democrazia e rispetto della storia. La ricchezza dell'Italia e la ricchezza dell'Europa stanno proprio nella diversità (Applausi).

Come ricordato dal Presidente Mattarella recentemente, il ruolo e lo spazio delle autonomie sono decisivi. Il pluralismo delle istituzioni e, aggiungo io, nelle istituzioni, vissuto con spirito di collaborazione, come abbiamo visto nel corso dell'emergenza pandemica, rafforza la democrazia e la società. Dalle risposte che saranno date a questi temi dipenderà la qualità della nostra democrazia. Dobbiamo rispondere all'appello del Presidente e portare avanti un alto spirito di collaborazione per affrontare le forti problematiche che affliggono e spaventano i cittadini italiani.

Il Presidente di un'Assemblea parlamentare è necessariamente anche il garante delle minoranze presenti in quell'organismo. Solo tutelando le prerogative delle minoranze può dirsi rispettato il principio che è alla base di tutte le Assemblee parlamentari, per il quale alle decisioni da assumere devono contribuire tutte le componenti rappresentate, nel pieno rispetto delle regole formali che il Parlamento si è dato.

Ci sarà bisogno di una rinnovata attenzione sulla qualità delle leggi che questo Parlamento sarà chiamato a elaborare. Leggi oscure o comunque imperfette si traducono in costi per il cittadino, dispendio di energie, risorse, tempo e obiettivi mancati e, nei casi più gravi, negazione stessa di diritti. Su questo punto sarà necessaria una netta inversione di tendenza anche nel rapporto tra il potere normativo del Governo e quello parlamentare, poiché quest'ultimo è quello che più di tutti garantisce, con il suo processo formale che vede la partecipazione di una pluralità di soggetti istituzionali, una giusta mediazione sulle decisioni assunte.

Viviamo in un momento di grande inquietudine, con la guerra alle nostre porte, la crisi internazionale e la crisi economica. È un momento in cui le istituzioni e, in particolare, il Parlamento devono rappresentare un faro di sicurezza e serietà, ancor più che in altri momenti storici.

Ai miei colleghi tutti auguro di vivere questa legislatura con la serietà e la sobrietà che il momento richiede. I cittadini ci chiedono risposte urgenti, risposte a problemi impellenti, primo fra tutti la povertà, una parola che credevamo per la gran parte dei nostri cittadini lontana, una realtà che parte dai ricordi dei nostri nonni e che sta, purtroppo, bussando alla porta delle famiglie e delle imprese. La paura del futuro e l'insicurezza minacciano il nostro Paese, il suo benessere e il suo futuro.

Con grande emozione e orgoglio volevo ricordare che vengo da un quartiere popolare della mia città, Verona. Il mio quartiere è uno di quei quartieri in cui il destino sembrava segnato già in partenza e posso dire per certo che è quando si smette di credere, di sperare e di immaginare un futuro migliore che ci si ferma.

Noi abbiamo il dovere di offrire agli italiani la realtà di un futuro possibile, l'orgoglio di un Paese che è tra le sette maggiori economie del mondo, Paese fondatore dell'Unione europea, creatore di bellezza e di gusto, con il patrimonio artistico più invidiato al mondo.

Gli italiani hanno saputo rialzarsi dalla distruzione e dalle rovine della Seconda guerra mondiale e costruire uno spazio di democrazia, di libertà e di benessere economico, grazie anche alla loro immensa creatività e ingegnosità che ci ha resi famosi e apprezzati in tutto il mondo. Serve recuperare un po' di orgoglio di quello che siamo (Applausi).

L'attuale periodo storico prevede a sua volta un altro sforzo per rialzare l'Italia. Non posso non rammentare a noi tutti che la legislatura che si apre dovrà affrontare temi fondamentali per il presente e per il futuro del nostro Paese: la definitiva uscita dalla crisi pandemica, la prosecuzione nell'impegno per la ricerca della pace nel generale quadro della comunità internazionale e nei rapporti fra Ucraina e Russia, il rinsaldarsi della partecipazione dell'Italia, quale Stato fondatore, all'Unione europea, a cominciare dal rispetto degli impegni assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la risposta alla crisi economica e sociale dei territori e, in primis, all'aumento dei costi dei beni primari e delle fonti naturali nonché il contrasto all'inflazione e al caro energia.

Mi accingo a svolgere l'alto incarico a cui mi avete chiamato con questa consapevolezza, con profondo senso di responsabilità e avendo come punto di riferimento i princìpi della nostra Costituzione, che pongono al centro dell'attività politica la promozione e la tutela della persona, una promozione e una tutela che richiedono una leale collaborazione tra le istituzioni in un impegno sinergico a cui sempre mi atterrò, soprattutto in un momento storico così complesso che impone la massima coesione politica e sociale.

Gli eventi molto gravi e drammatici che hanno messo a dura prova il Paese e le sue istituzioni ci richiamano al valore dell'unità nazionale intesa nel significato più alto che la Costituzione le ha assegnato, volto a garantire l'uguaglianza e la coesione sociale. Il Parlamento, oggi più che mai, deve essere luogo di iniziativa, stimolo, confronto e incontro delle volontà politiche del Paese e assolvere in questo modo la sua altissima funzione di guida. Fare questo con rigore, con dedizione e impegno significa attuare la Costituzione repubblicana e renderla operante e ispiratrice della vita del Paese.

La Costituzione ci richiama a questo impegno nella prospettiva solidaristica per assicurare a tutti i cittadini la pari dignità sociale. Il nostro Parlamento è chiamato a svolgere un ruolo centrale in questo momento di grande difficoltà quale promotore della tutela dei diritti e degli interessi che sono preordinati alla valorizzazione della persona e dei suoi bisogni e, in particolare, dei più vulnerabili e fragili. La legge deve costituire lo strumento di garanzia del pluralismo degli interessi che le diverse forze politiche rappresentano. Maggioranza e opposizione dovranno dialogare per un proficuo innalzamento del livello di tutela delle persone e dovranno garantire piena collaborazione con gli altri organi costituzionali, nel rispetto dell'autonomia degli stessi e in armonia con le indicazioni che il Presidente della Repubblica ha espresso.

È in un momento come questo che siamo chiamati al massimo impegno e sforzo comune soprattutto per la tutela dei più fragili, così come ho cercato di fare come Ministro per la Famiglia e le disabilità, un'esperienza da cui ho tratto insegnamenti molto importanti, in particolare dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie, con cui ho avuto il privilegio di confrontarmi. Nei momenti di crisi, vedete, sono proprio le persone più fragili - e voglio proprio pensare ai 4 milioni di disabili che abbiamo in Italia e alle loro famiglie - che soffrono di più e su questo dovremo sicuramente impegnarci nel migliore dei modi (Applausi).

Mentre affrontiamo i gravi problemi e le minacce esterne che provano a indebolire il nostro Paese, dobbiamo ricordare quanto ci ha indicato San Tommaso d'Aquino: il male non è il contrario del bene, è la privazione del bene. Il compito, per noi parlamentari, sarà di non privare del bene l'Italia ma, al contrario, lottare per esso con umiltà, serietà e sobrietà. Dobbiamo riportare fiducia, speranza, orgoglio e orgogliosamente rappresentare il popolo più bello e creativo del mondo (Applausi).

Mi metto al servizio del Paese, dell'Istituzione che lo rappresenta e direttamente dei cittadini. Vi ringrazio per l'attenzione che mi avete dedicato e auspico per tutte le deputate e i deputati un buon inizio di legislatura, che sia proficua, efficiente, rispettosa (Deputati si levano in piedi – Vivi, prolungati applausi).


 

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