AVELLINO – Sul tema della legalità rilanciato, questa mattina, nel corso del convegno organizzato da Libera e, ieri mattina, in quello del Consiglio notarile di Avellino in collaborazione con la Guardia di Finanza, ospitiamo un intervento di Anna Coluccino, capolista nella civica Per cambiare Avellino con Giancarlo Giordano sindaco, i cui candidati hanno tutti firmato la petizione presentata dall’associazione che fa capo a don Luigi Ciotti:
“Tutti parlano di rilanciare l'economia ma nessuno si azzarda a parlare di progettualità, ovvero di una visione organica e sinergica della città da qui a vent’anni; una visione che sappia rilanciare l’occupazione in maniera diffusa e decisa e non – come sempre accade – a macchia di leopardo. Il problema, in questo senso, è molto chiaro, e ha – tra i tanti – due nomi: clientelismo e corruzione.
Perché nessuno investe in questa provincia? Perché ad un pur un elevato tasso di iniziativa imprenditoriale fa eco un tasso altrettanto alto di mortalità delle imprese?
La risposta è semplice. Da un lato le iniziative imprenditoriali vengono lasciate a loro stesse, i giovani vengono abbandonati e costretti a fronteggiare un mercato ostile e spietato senza alcun supporto da parte delle istituzioni, e questo è un primo problema; ma tra i veri freni allo sviluppo ce n’è uno, evidente eppure ignorato da tutti: l’illegalità diffusa e dilagante.
Ad Avellino – qualche settimana fa – è stato arrestato uno dei principali colletti bianchi del clan Casalesi e chi non vive sulla luna o su una navicella spaziale sa che questa provincia è - da tempo - lavanderia per danari sporchi. Chi frequenta il mercato sa che i negozianti sono costretti a pagare il pizzo, così come alcuni commercianti della città sono sottoposti a ricatti che li obbligano a compiere determinati acquisti (dicesi: estorsione). Se a questo aggiungiamo il clientelismo, l'affarismo, il palazzinarismo e – in generale – la gestione poco trasparente degli appalti pubblici che domina e schiaccia e reprime lo sviluppo in questa città, come si può pensare che qualcuno sia così folle da voler investire da queste parti? E come pretendiamo che un giovane onesto possa farsi strada, forte soltanto delle sue idee brillanti, in questo miasma criminale? Quale mente sana verrebbe qui a creare sviluppo se sa che dovrà fronteggiare il far west della legalità, una politica feudale, una burocrazia pachidermica per costituzione e appesantita dal clientelismo?
È tempo di fare qualcosa. È tempo che qualcuno abbia il coraggio di afferrare il toro per le corna e guardare il problema negli occhi. Senza tentennamenti e senza giri di parole. Servono persone che vogliano e sappiano mettere – concretamente – la parola fine alle piccole magagne quotidiane, a quel circuito di favori e piaceri che avvelena la nostra burocrazia, dilapida il patrimonio collettivo – materiale e immateriale – e pone le basi affinché i fenomeni malavitosi fermentino ed esplodano incontrollati.
Simili fenomeni non sono solo dannosi per la qualità della vita in generale, ma anche perché sono il vero freno allo sviluppo economico-occupazionale di cui abbiamo disperatamente bisogno. Servono energie pulite e mani libere da condizionamenti “altri”, che abbiano a cuore solo ed esclusivamente il bene comune. Noi abbiamo l’indipendenza per poterlo fare. Non ci sono poteri forti alle nostre spalle. Non abbiamo mammasantissima a cui rispondere o a cui dire grazie per aver finanziato o sostenuto la nostra campagna elettorale. Siamo liberi. E abbiamo la sincera e ferma intenzione si liberare l’intera città da tutto ciò che ne reprime lo slancio e l’evoluzione in nome della bellezza e della giustizia sociale”.
