70 anni di Parlamento europeo: la voce dei cittadini e dei valori democratici

Martedì 22 Novembre 2022 17:49 Red.
Stampa

b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica12_pe_70anni.jpgSTRASBURGO – In una cerimonia nell'emiciclo di Strasburgo, i deputati hanno celebrato la creazione dell'Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell'acciaio nel 1952, l'antesignana del Pe.

In apertura della cerimonia, la presidente del Parlamento Roberta Metsola ha sottolineato che nei 70 anni trascorsi dalla prima riunione dell'Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (Ceca) nel 1952 "l'Assemblea è cresciuta costantemente".

Ha poi aggiunto: "Il Parlamento europeo è diventato l'unico parlamento transnazionale eletto direttamente, multilingue e multipartitico al mondo. I suoi 705 membri eletti direttamente sono l'espressione dell'opinione pubblica europea (...). Oggi più che mai, quest'Assemblea si batte per sostenere la voce democratica dei cittadini e i valori democratici europei".

Al discorso della presidente sono seguiti gli interventi dei primi ministri dei tre Paesi che ospitano la sede del Parlamento.

Il primo ministro belga Alexander de Croo ha affermato che "l'attuale progetto politico europeo è guidato principalmente da cittadini visionari, i popoli d'Europa" che chiedono una risposta U2 alle crisi quali la migrazione, la Covid-19 e l'energia. Il Parlamento europeo è "uno dei più potenti legislatori del mondo. Oggi, gli europei possono essere orgogliosi della strada percorsa insieme (...) Questo Parlamento rappresenta la catarsi di una lunga storia di violenza tra i paesi europei, rappresenta il meglio di noi europei".

ll primo ministro del Lussemburgo Xavier Bettel ha dichiarato: "Sette anni dopo la seconda guerra mondiale, si è deciso di creare qualcosa insieme. A quei tempi, le persone non avevano il diritto di vivere se erano diverse. Oggi, viviamo in un territorio dove i cittadini sono liberi". Ha poi concluso: "Io stesso non avrei avuto il diritto di essere libero durante la seconda guerra mondiale: sono liberale, ho origini ebraiche e sono sposato con un uomo. Ed eccomi qui, oggi, a capo di un governo. Questo è il progetto europeo. Potete essere diversi, ma è proprio in questa diversità che risiede la nostra ricchezza".

La prima ministra francese Élisabeth Borne ha sottolineato il ruolo della Francia nella costruzione dell'Unione europea e l'importanza simbolica di Strasburgo come uno dei suoi luoghi di lavoro ufficiali. Ha evidenziato inoltre l'impegno della Francia per un futuro europeo comune: "Strasburgo è l'idea dell'Europa, un'Europa che ha il suo passato ma anche il suo futuro comune (...) E non dobbiamo perdere di vista cos'è l'Europa, da dove viene e dove sta andando".

Interventi dei gruppi politici

Intervenendo dopo i primi ministri, la maggior parte dei leader dei sette gruppi politici ha sottolineato che l'Europa ha un futuro solo se democratica e che è necessario conferire al Parlamento europeo pieni diritti legislativi a beneficio dei cittadini, poiché la cittadinanza europea rafforza la cittadinanza nazionale. Lo spirito originale del Parlamento era quello di creare un'istituzione politica aperta a, e non contro, ogni paese. Dobbiamo, hanno detto, continuare a rappresentare questo spirito e adattarlo al tempo in cui viviamo.

I deputati hanno ricordato inoltre le sfide che l'Europa deve affrontare, affermando che sarebbe utile riscoprire oggi lo spirito del 1952 che ha portato alla creazione di questa istituzione. Ci sono stati anche interventi critici e antieuropei. Come ha affermato la presidente Metsola, ciò dimostra come al Parlamento europeo coesistano pluralismo, diversità e democrazia.

La cerimonia si è conclusa con un'esecuzione orchestrale dell'Inno alla gioia di Beethoven.

Contesto

Il 10 settembre ha segnato il 70esimo anniversario della prima riunione dell'Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (Ceca), istituita nel 1952 e composta da 78 parlamentari nominati dai parlamenti nazionali degli Stati membri. Nel 1958, in seguito alla creazione della Comunità economica europea e della Comunità europea dell'energia atomica, l'Assemblea comune della Ceca fu ampliata e ribattezzata "Assemblea parlamentare europea". Nel 1962 ha adottato il nome di "Parlamento europeo".

Aggiornamento del 22 novembre 2022, ore 16.25 - Parità di genere nei Cda: il Parlamento approva i nuovi obblighi Ue

Al sesso sottorappresentato andrà il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi

•     Sanzioni dissuasive per le società non a norma

•     Escluse le Pmi con meno di 250 dipendenti

Entro luglio 2026, tutte le grandi società quotate nell'Ue dovranno adottare delle misure per incrementare la presenza delle donne alla loro guida.

Martedì, a dieci anni dalla presentazione della proposta, il Parlamento ha adottato in via definitiva sulla nuova legislazione conosciuta come direttiva sulle donne nei consigli di amministrazione (Women on Boards). L'obiettivo è quello di introdurre procedure di assunzione trasparenti nelle società in modo che, entro la fine di giugno 2026, il 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi e il 33% di tutti i posti di amministratore siano occupati dal sesso sottorappresentato.

Il merito rimarrà il criterio principale durante le procedure di selezione, che, secondo la nuova normativa, dovranno essere trasparenti. Le società quotate dovranno fornire annualmente informazioni sulla rappresentazione di genere nei loro Cda. alle autorità competenti e, se gli obiettivi non sono stati raggiunti, dovranno spiegare come intendono ottenerli. Tali informazioni saranno pubblicate sui siti delle società così da essere facilmente accessibili.

Le piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti sono escluse dall'ambito di applicazione della direttiva.

La risoluzione legislativa è stata adottata senza votazione, secondo la procedura legislativa ordinaria in seconda lettura.

Sanzioni

I Paesi Ue devono mettere in atto delle misure sanzionatorie effettive, dissuasive e proporzionate, come ad esempio multe, per quelle aziende che non seguiranno procedure di nomina aperte e trasparenti. Gli organi giudiziari dovranno avere il potere di sciogliere i consigli di amministrazione selezionati dalle società qualora dovessero violare i principi della direttiva.

Citazioni dei relatori

La correlatrice Evelyn Regner (S&D, AT) ha dichiarato: "L'adozione della direttiva 'Donne nei consigli di amministrazione', dieci anni dopo la sua proposta, è un importante passo avanti verso la parità di genere. Stiamo finalmente dando alle donne una possibilità equa di ricoprire posizioni di vertice nelle aziende e stiamo migliorando la governance aziendale. Le donne sono innovative, intelligenti, forti e capaci di fare molte cose. Stiamo eliminando uno dei principali ostacoli che impediscono alle donne di ottenere i ‘posti di comando’: le reti informali maschili. D'ora in poi, la competenza conterà più che mai in una procedura di selezione, così come la trasparenza".

La correlatrice Lara Wolters (S&D, NL) ha dichiarato: "Nei dieci anni in cui questa direttiva è rimasta sullo scaffale, i consigli di amministrazione sono rimasti prevalentemente appannaggio degli uomini. Ma nei paesi in cui sono state introdotte quote vincolanti, sono state nominate molte più donne. Con questa legge, quei paesi non saranno più un'eccezione e l'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate diventerà la norma in tutta l'Ue".

Prossime tappe

Con l’approvazione formale dell’accordo da parte di Parlamento e Consiglio, la direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Gli Stati membri dovranno recepire la normativa entro due anni.

Contesto

La Commissione europea ha presentato la sua proposta nel 2012 e il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione negoziale nel 2013. Il testo è stato bloccato dal Consiglio per quasi dieci anni, finché i ministri dell'occupazione e degli affari sociali hanno definito la loro posizione nel marzo 2022. I negoziatori di Parlamento e Consiglio hanno poi raggiunto un accordo lo scorso giugno.

Nel 2021, solo il 30,6% dei membri dei Cda delle maggiori società quotate in borsa nell'UE sono donne, con notevoli differenze tra i Paesi Ue (si passa dal 45,3% della Francia all'8,5% di Cipro). Nonostante la rappresentazione nei consigli di amministrazione sia aumentata, nel 2022 meno di una grande società quotata nell'Ue su dieci ha una donna presidente o amministratrice delegata.